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Corte dei Conti: ''Bene lotta all'evasione, ma lo zoccolo duro è stato appena scalfito''
ultimo aggiornamento: 28 giugno, ore 14:01
Roma - (Adnkronos/Ign) - La magistratura contabile: ''I risultati conseguiti per abbattere i livelli di spesa pubblica e del disavanzo appaiono impressionanti ma non basteranno''. Asta Bot: collocati 5,4 mld, rendimenti in lieve rialzo
Roma, 28 giu. (Adnkronos/Ign) - "La pressione fiscale è elevata. La massa di risorse acquisita con il prelievo tributario è massiccia. Sul piano della lotta all'evasione e della riscossione coattiva è stato dispiegato uno sforzo straordinario e sono stati conseguiti risultati altrettanto straordinari. Ma lo zoccolo duro è stato appena scalfito". La Corte dei Conti lo spiega nella relazione sul giudizio di parificazione sui conti dello Stato, nell'intervento di Luigi Mazzillo, presidente di coordinamento delle sezioni riunite in sede di controllo.
Per la magistratura contabile, inoltre, gli sforzi fatti dal governo per abbattere i livelli di spesa pubblica e del disavanzo "non basteranno". "Ad uno sguardo generale, il quadro che emerge dalle analisi svolte con riferimento al rendiconto generale dello Stato per l'esercizio 2011 conferma che, proseguendo un percorso avviato sin dall'inizio della legislatura, anche lo scorso anno si è intervenuti, con successo, sulle quantità, abbattendo i livelli della spesa pubblica e del disavanzo - spiega Luigi Mazzillo - Anche oltre la percezione dell'opinione pubblica interna e internazionale, i risultati conseguiti in termini quantitativi appaiono impressionanti. Ma non basteranno".
"Va riconosciuto che nel breve termine la spesa, statale e locale, è stata ridotta a livelli che non sarà agevole, e in alcuni casi persino non auspicabile, mantenere per lunghi periodi", sottolinea ancora Mazzillo. Ciò non toglie, tuttavia, che, "anche a parità dei livelli di spesa già conseguiti, vi siano ampi margini per distribuire in modo diverso e più equilibrato i tagli. Purché tale obiettivo sia riferito ad un orizzonte di medio-lungo termine. Questo, del resto, sembra l'impegno da assegnare, in via principale, alla spending review, che invece, spesso, è impropriamente intesa come strumento sostanzialmente destinato alla ricerca di risparmi aggiuntivi nell'immediato".
"Laddove l'area di riferimento della revisione strutturale della spesa deve muoversi, più propriamente, nella direzione di una riorganizzazione profonda - continua Mazzillo - e di un ripensamento complessivo degli stessi confini dell'intervento pubblico. Nel breve termine, si è, quindi, intervenuti sulle quantità. Con successo, ma anche al costo di effetti distorsivi e del rischio di avvio di un circolo vizioso per quanto riguarda la crescita".
Nella requisitoria del procuratore generale Salvatore Nottola la Corte dei Conti afferma poi che "se è vero che il disavanzo pubblico è stato effettivamente ridotto e il debito pubblico è tendenzialmente in discesa, ciò è avvenuto a prezzo di pesanti sacrifici, soprattutto a danno delle classi medio-basse, e di un appesantimento proporzionale della pressione fiscale: in definitiva, di una sensibile compressione del reddito delle famiglie e della capacità di manovra delle imprese, che non può non influire negativamente sullo sviluppo".
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