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Crisi, De Boissieu: "Contenere gli abusi della finanza, ma serve elasticità"

Operatori di borsa (Xinhua)  Operatori di borsa (Xinhua)
ultimo aggiornamento: 02 agosto, ore 19:56
Roma - (Adnkornos) - L'economista francese sostiene che il problema va affrontato "nell'ambito di Basilea III". A preoccupare è però, precisa, "più la situazione negli Usa che quella nell'area euro"


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Roma, 2 ago. - (Adnkronos) - "Serve una certa elasticità, ma bisogna contenere gli abusi". E' un problema che "si deve affrontare nell'ambito di Basilea III". Ad affermarlo all'Adnkronos è Christian de Boissieu, economista francese e presidente del Conseil d'analyse economique, il consiglio economico, costituito presso il premier francese, facendo riferimento all'eccesso di finanza degli ultimi anni e alle parole del premio nobel Maurice Allais, rilanciate oggi dalla Padania, che scriveva: "Fondamentalmente la creazione di denaro dal nulla effettuata dal sistema bancario è identica, alla creazione di denaro da parte dei falsari. Nel concreto essa provoca gli stessi risultati. La differenza è chi ne trae il profitto". ''Per fortuna il sistema economico è un po' elastico. Non bisogna tornare a un sistema monetario rigido'', spiega de Boissieu, evidenziando che ''bisogna contenere la creazione monetaria''. ''Io sono favorevole al 'forward looking' piuttosto che al 'backward looking'", spiega l'economista francese, ribadendo: ''Non penso che bisogna tornare indietro a un sistema monetario rigido".

Più che la zona euro, a preoccupare è la situazione economica negli Stati Uniti che ha comunque forti ripercussioni sull'Europa: il deficit resta elevato, la disoccupazione resta importante e il Pil nel primo e nel secondo trimestre (+0,4% e +1,3%) è cresciuto meno del previsto. L'accordo sul debito, poi, indebolisce Obama e la governance economica Usa. Ad affermarlo all'Adnkronos e' Christian de Boissieu, economista francese e presidente del Conseil d'analyse e'conomique, il consiglio economico costituito presso il premier francese, che si dice ''globalmente ottimista'' anche se la situazione economica globale e' peggiore rispetto ad alcuni mesi fa. L'accordo sul debito negli Usa ''non mi sorprende ma non risolve il problema. Il mercato non e' assurdo e non ha reagito benissimo all'annuncio dell'accordo: il tetto al debito federale resta elevato e non c'e' un piano credibile di riduzione del deficit''. Attualmente, aggiunge il professore all'universita' La Sorbonne, ''a preoccuparmi di piu' quindi e' la congiuntura statunitense. Il pil nel primo e nel secondo trimestre e' stato meno buono del previsto e l'accordo -una trattativa di mercanti di tappeti tra Repubblicani e Democratici- non risolve il problema, indebolisce Obama e la governance economica Usa''.

Complessivamente la situazione economica, rileva l'economista francese, ''senza fare catastrofismi e' molto piu' difficile rispetto a sei mesi fa'' soprattutto a causa della situazione economica negli Stati Uniti. ''La congiuntura difficile nei paesi sviluppati fa risaltare la buona salute delle economie emergenti, e questo e' un bene per loro e per noi''. Tuttavia, aggiunge, ''non siamo alla vigilia di una recessione mondiale. Non stiamo per ricominciare il 2009. Ma la crescita sara' lenta''. Per quanto riguarda l'Europa ''resto globalmente ottimista anche se la crisi non e' finita''. Con il secondo piano per la Grecia, aggiunge de Boissieu, ''possiamo contenere l'effetto contagio'' ma per questo ''anche la Spagna e l'Italia devono dare una mano''. L'annuncio delle elezioni da parte del premier spagnolo Zapatero ''e' stato una mossa intelligente e ha permesso alla Spagna di acquistare un po' di tempo''. In Italia, rileva, ''se guardiamo ai fondamentali, gli spread anche se si sono allargati non hanno niente a che vedere con quelli della Grecia, del Portogallo, della Spagna o dell'Irlanda''. La Germania, poi, ''per fortuna'', aggiunge, ''sta bene'' e dovrebbe registrare quest'anno ''un pil del 3,5% grazie al forte contributo dell'industria''. Ora per l'Europa, sottolinea l'economista francese, viene dal cambio. ''Il dollaro -afferma de Boissieu- dovrebbe restare molto fragile nei mesi a venire e per due-tre anni e di conseguenza l'euro dovrebbe aumentare e non perche' l'Europa sta bene''. Un apprezzamento della moneta unica europea in vista, quindi, ''che non dovrebbe disturbare la Germania ma che potrebbe avere delle ripercussioni piu' negative per gli industriali italiani e francesi''. E quest'eventuale debolezza del dollaro dovrebbe ''penalizzare la competitivita' europea''.


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