News > Economia > Crisi, Draghi avverte: ''Verso la ripresa ma ci sono ancora elementi di fragilità''
''Vogliamo conservare un mercato finanziario integrato globalmente''
Mario Draghi (Adnkronos)
Crisi, Draghi avverte: ''Verso la ripresa ma ci sono ancora elementi di fragilità''
Mario Draghi (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 17 marzo, ore 14:23
Bruxelles - (Adnkronos/Aki/Ign) - Il numero uno di Bankitalia al Parlamento europeo: "Siamo in un momento cruciale per tradurre in azione le proposte politiche". Strauss-Kahn (Fmi): ''No a vie nazionali, occorre una soluzione mondiale''. Tremonti: "L'Italia terrà". E rilancia: "Riforma fiscale entro 2-3 anni"
Bruxelles, 17 mar. (Adnkronos/Aki/Ign) - "Le banche sono sulla strada della risoluzione dei problemi di finanziamento, ma restano ancora esposte a elementi di fragilità dovuti principalmente allo stato delle ripresa economica". E' quanto ha affermato il presidente del Financial stability forum e numero uno di Bankitalia Mario Draghi al Parlamento europeo a Bruxelles.
"Le banche hanno di nuovo cominciato a raccogliere fondi", ha sottolineato Draghi, ma i "rischi, relativi soprattutto al deterioramento della qualità del credito, sono ancora significativi". Per questo è "essenziale" che in futuro "possiamo contare su una rinnovata capacità del settore bancario di svolgere i suoi compiti di base nel sistema economico", ha aggiunto il presidente del Fsb. In un momento in cui sono "stati eliminati gli incentivi perversi all'origine della crisi", bisogna però "avere un tempo di transizione opportuno per non danneggiare la ripresa", ha avvertito Draghi.
Secondo Draghi, il 2010 sarà l'anno cruciale per la messa in atto di quelle che finora sono state proposte a livello politico per la regolamentazione e la stabilità dei mercati finanziari e del settore bancario. "Siamo in un momento cruciale", ha affermato Draghi, "dipendiamo dal vostro sostegno per l'implementazione nel 2010, per tradurre in azione quel che finora sono state proposte di discussione politica".
Il "messaggio importante" di oggi, ha proseguito, è che "vogliamo conservare un mercato finanziario integrato globalmente perché è prerequisito di crescita". "E' chiaro però - ha avvertito Draghi - che esistono pressioni che intendono diluire il rigore degli standard e delle regole concordate".
Una delle priorità da risolvere è il problema di quegli istituti bancari che sono 'troppo grandi per fallire' con un ruolo chiave nell'aumento del rischio sistemico. D'altro canto, "è difficile armonizzare i procedimenti legali tra diverse giurisdizioni, però quel che va armonizzato, ma sono forse troppo ottimista, non è l'intera legislazione sui fallimenti ma solo su alcuni piccoli segmenti circoscritti di essa" in modo da riuscire a gestire gli eventuali fallimenti, ha spiegato Draghi. "Se non lo facciamo rapidamente, la pressione diventerà molto forte", ha avvertito.
Nell'intervento di Draghi anche la crisi che ha colpito la Grecia, innanzitutto una "crisi di bilancio" che va affrontata con un "impegno diretto e immediato" in modo che i mercati reagiscano di conseguenza. Più in generale, in Europa, "occorre arrivare a un forte governo economico dell'Ue in cui la disciplina si estenda dall'area del controllo sul bilancio all'area delle riforme strutturali", ha affermato Draghi. "Non voglio entrare nella disciplina, ma per i comportamenti devianti anche sul fronte strutturale, bisogna aumentare non solo i costi economici per questa deviazione ma anche quelli politici".
Il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale Dominique Strauss-Kahn , da parte sua, ha ricordato che "la priorità è non dimenticare che non c'è soluzione regionale o nazionale, quello che occorre è una soluzione mondiale". Strauss-Kahn ha invocato un "quadro integrato" globale per prevenire e gestire le crisi e un'autorità europea per affrontare i fallimenti di banche transfrontaliere. Poi, "se vogliamo guardare al futuro, dobbiamo guardare a un miglior equilibrio della domanda mondiale, dobbiamo affrontare le diseguaglianze". Un punto, ha ricordato il direttore generale, che "i leader del G20 hanno già identificato come priorità massima. Il cambiamento è che adesso tutti sono più consapevoli, occorre affrontare la questione degli squilibri mondiali".
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