''Sul capitale umano, ricerca e istruzione l'Italia può e deve fare molto''
Giulio Tremonti (Adnkronos)
Crisi, Tremonti: ''Non sarà un autunno d'emergenza''
Giulio Tremonti (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 07 settembre, ore 19:38
Bruxelles - (Adnkronos/Ign) - Nessuna preoccupazione in Europa per la situazione politica italiana. ''E' diffusa l'idea della responsabilità e della serietà del nostro Paese'', assicura il titolare del dicastero dell'Economia dopo l'Ecofin. Al workshop Ambrosetti: ''Serve ministro dello Sviluppo. Da bambini dire di fare come la Germania''.
Bruxelles, 7 set. (Adnkronos/Ign) - "Anche per quest'anno, l'autunno non sarà un autunno di rottura". A ribadirlo è stato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, al termine dell'Ecofin e dell'Eurogruppo.
Parlando a Bruxelles in conferenza stampa, Tremonti è tornato a dire: "Siccome è il terzo anno che ci raccontano che sarà un autunno di crisi, siccome il 2008 non è stato così e nemmeno il 2009 è stato così, anche per quest'anno, nonostante sappiamo che ci sono situazioni di difficoltà, non sarà un autunno di rottura e di emergenza". Secondo il ragionamento del ministro, "questo non vuol dire che non bisogna fare niente, ma che occorre fare qualcosa in una logica più costruttiva, anche se poi come va il mondo nessuno lo può prevedere, siamo ancora in terra incognita".
Il ministro ha infine tenuto a precisare di non aver mai detto che "l'emergenza è finita, ma solo che l'Italia non ha un'emergenza quest'autunno, mi sono limitato a dire che quest'autunno possiamo non fare una finanziaria e non dobbiamo correggere quella del 2010". Tutto questo, ha voluto sottolineare Tremonti, "è merito delle famiglie, dei lavoratori, degli imprenditori e forse un pochino anche del governo".
Tremonti commenta, poi, i dati di uno studio dell'Ocse sull'istruzione, secondo i quali il nostro Paese spende il 4,5% del Pil nelle istituzioni scolastiche, contro una media Ocse del 5,7%, precedendo solo la Slovacchia. "Sul capitale umano, ricerca e istruzione l'Italia può e deve fare molto", ha ammesso.
Allargando la prospettiva, il ministro italiano commenta l'idea, rilanciata dal presidente della Commissione Jose Manuel Durao Barroso, di eurobond per finanziare i grandi progetti infrastrutturali europei. "E' più o meno il copyright che abbiamo messo noi nel programma della presidenza italiana dell'Ue del 2003", ha ricordato Tremonti esprimendo un giudizio positivo sulla proposta fatta da Barroso questa mattina nel suo discorso sullo Stato dell'Unione.
Quanto invece all'ipotesi di introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie, in discussione oggi all'Ecofin e su cui non c'è alcun accordo tra i 27, "o la fanno tutti o è un suicidio", ha osservato. "E' un discorso molto affascinante sul piano etico, politico ed etnico - ha sottolineato Tremonti - ma a livello di G20 o la fanno tutti o è un suicidio. Se il campo è segmentato, allora il rischio è che torni indietro come un boomerang".
Per quanto riguarda la situazione politica italiana, segnata nelle ultime settimane da polemiche interne alle forze di maggioranza, non ci sono timori in Europa. Rispondendo a una domanda se abbia riscontrato una qualche preoccupazione sulla situazione italiana tra i colleghi dell'Ecofin, Tremonti ha risposto: "No. E' diffusa l'idea della responsabilità e della serietà dell'Italia, che prescinde da fatti individuali. La serietà del Paese è riconosciuta".
Il titolare del dicastero di via XX Settembre parla anche di federalismo fiscale. "Allineando l'Italia all'Europa e rimuovendo l'anomalia italiana, io penso che il federalismo fiscale sia positivo", ha osservato sottolineando come il nostro sia "l'unico Paese europeo che non ha una finanza locale".
E, in previsione della sessione di bilancio durante la quale, a partire dal prossimo primo gennaio, i 27 Paesi dell'Ue dovranno coordinare le proprie finanziarie, il ministro osserva come anche "il federalismo fiscale dovrà tenere conto dei vari obiettivi" fissati dall'Ue.
Il semestre europeo, ha quindi sottolineato, rappresenta "un passaggio ad altissima intensità politica". Ed in questo contesto, "il nostro obiettivo è di rendere evidente quanto per noi è competitiva l'idea del Mezzogiorno, noi ci aspettiamo di mettere la questione meridionale come una questione di competitività dell'Europa nel Mediterraneo".
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