Crisi economica: Axa Mps, italiani divisi tra edonismo e neoausterity
ultimo aggiornamento: 16 ottobre, ore 17:57
Roma, 16 ott. - (Adnkronos) - Incertezza e preoccupazione ma non solo. A un anno esatto dal fallimento di Lehman Brothers, l'atteggiamento degli italiani di fronte alla crisi rivela una sorprendente inversione di tendenza. Dalla ricerca ''Crisi e generazioni'' svolta dall'Istituto di Ricerca Gpf per Axa Mps, emerge un nuovo ottimismo che, in un contesto di neoausterity, si manifesta anche con la ripresa della propensione ai consumi e la diffusione di uno spirito edonista.
''Penso a godermi la vita, i sacrifici li lascio agli altri'' e' un'affermazione in cui si riconosce il 27,6% degli intervistati, dato superiore di quasi 4 punti percentuali a quello del 2008 (23,7%). Questo trend, pur riguardando una minoranza degli intervistati, e' confermato anche dalla crescita di altri atteggiamenti consumistici: in cinque anni l'affermazione ''spendo tutto quello che ho, non mi interessa risparmiare'' e' passata, ad esempio, da una percentuale di accordo del 16% a una del 27%. Si tratta di piccoli segnali che testimoniano un mutamento del clima sociale. ''E' evidente non tanto l'autoillusione di un ritorno a come si stava prima, ma la voglia di ricominciare a vivere, seppur con una nuova consapevolezza'' afferma la sociologa Monica Fabris.
Cio' non toglie, infatti, che il clima generale sia caratterizzato da un'ampia diffusione dei valori legati all'austerita' dei consumi che restano ancora il mood prevalente: l'80% degli intervistati dichiara infatti di ''pensarci bene prima di effettuare un acquisto'' e negli ultimi 6 anni gli italiani che pensano che ''dovremmo comprare solo lo stretto necessario'' sono passati dal 56% al 74%. (
Questi atteggiamenti hanno ragioni diverse. Dal punto di vista psicologico si riscontra un accrescimento di autostima determinato dalla sensazione di essere sopravvissuti alla crisi. Questo velato ottimismo puo' essere interpretato come il riflesso ai messaggi di alcuni media che nei mesi scorsi hanno ridimensionato la portata della crisi. Dati oggettivi sono invece rappresentati dalla percezione di segnali di ripresa e dalla frenata dall'inflazione, che stimolano i consumatori a una rinnovata propensione agli acquisti.
Da ultimo e' interessante notare come questo clima abbia agito positivamente sulla fiducia riposta nel Paese: ben il 61% del campione crede infatti nelle capacita' di ripresa italiane, dato che rispetto all'anno scorso ha fatto registrare un incremento di ben 9 punti percentuali.
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