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Quattro direttrici per intervento in otto mesi

Crisi, lettera italiana a Bruxelles. In pensione a 67 anni

Il messaggio con la firma di Berlusconi con cui si apre la lettera a Bruxelles  Il messaggio con la firma di Berlusconi con cui si apre la lettera a Bruxelles
ultimo aggiornamento: 26 ottobre, ore 22:29
Bruxelles - (Adnkronos/Aki) - Le misure nella lettera, anticipata dall'Adnkronos: l'innalzamento del requisito anagrafico per uomini e donne nel 2026, riforma del diritto del lavoro con possibilità di licenziare per motivi economici nei contratti a tempo indeterminato e cinque miliardi di introiti dalla dismissione di patrimonio pubblico. Romani: "E' la risposta alle attese Ue". Fini: "E' nostro interesse rispettare gli impegni europei". Sindacati all'attacco: reagiremo. Draghi: "Misure coraggiose". Napolitano: servono anche azioni impopolari. Il messaggio con la firma di Berlusconi della lettera a Bruxelles (LEGGI). Pensioni, Alfano: "C'è l'intesa con Lega". Ma Bossi lo gela. Siparietto Sarkozy-Merkel (VIDEO), Default, spread, tobin tax: piccolo viaggio tra le parole della crisi


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Bruxelles, 26 ott. (Adnkronos/Aki) - Tutti in pensione ad almeno 67 anni nel 2026 sia uomini che donne. È quanto prevedono le misure previste nella lettera, inviata a Bruxelles, e anticipata dall’Adnkronos. La commissione ha suggerito anche di integrare e sostituire parte del paragrafo sulle pensioni, che nella stesura finale viene riscritta: "Grazie al meccanismo di aggancio dell'età pensionabile e alla speranza di vita introdotto nel 2010, il governo italiano prevede che il requisito anagrafico per il pensionamento sarà pari ad almeno 67 anni per uomini e donne nel 2026". Scompare così, forse anche per le proteste della Lega, la formulazione precedente che recitava: "Il governo si impegna a raggiungere per tutti i lavoratori (uomini e donne) il requisito di 67 anni nel 2026".

I requisiti per l’accesso alla pensione di anzianità, invece, sono già stati rivisti e aumenteranno fino ad arrivare a regime dal 2013.

Cinque miliardi di introiti l’anno per tre anni arriveranno poi dal piano di dismissione del patrimonio pubblico, che arriverà entro il 30 novembre. Entro maggio 2012 l'esecutivo approverà una riforma della legislazione del lavoro. Sarà "funzionale alla maggiore propensione ad assumere e alle esigenze di efficienza dell'impresa anche attraverso una nuova regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato". Prevederà "più stringenti condizioni nell'uso dei contratti para-subordinati dato che tali contratti sono spesso utilizzati per lavoratori formalmente qualificati come indipendenti ma sostanzialmente impiegati in una posizione di lavoro subordinato".

Contemporaneamente è prevista la promozione dei contratti di apprendistato e di inserimento delle donne. Stretta poi sui contratti parasubordinati. Nella lettera sono previste condizioni più stringenti per questi contratti.

"Il Governo monitorerà costantemente l'andamento dei conti pubblici - si legge nella lettera - . Qualora il deterioramento del ciclo economico dovesse portare a un peggioramento nei saldi il Governo interverrà prontamente"."Siamo sicuri che, con l'impegno di tutti, scaturito dalla consapevolezza che ci troviamo a fronteggiare problemi che riguardano l'intera Unione e la tenuta stessa della moneta comune, dunque problemi non circoscrivibili a questa o quella debolezza o forza nazionali, consegneremo ai giovani un'Europa più forte e più coesa".

Il Governo è impegnato, inoltre, si legge nella lettera, nella definizione nelle prossime dieci settimane di alcune opere immediatamente cantierabili, su proposta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che potranno beneficiare, a titolo di contributo al finanziamento, della defiscalizzazione (Irap, Ires) a vantaggio dei concessionari dell'opera stessa. Inoltre sono previste una serie di semplificazioni e velocizzazioni nelle procedure di approvazione dei progetti da parte del Cipe e la suddivisione degli appalti in lotti funzionali per garantire alle piccole e medie imprese un accesso facilitato.

La prima bozza, che gli sherpa avevano inviato a Bruxelles per una valutazione, era senza date. La Ue ha chiesto quindi scadenze precise per la crescita, facendo inserire nel paragrafo 'b' le quattro direttrici sulle quali il governo italiano intende operare, che dovranno svolgersi nei prossimi otto mesi. Il piano d'azione dovrà essere definito entro il 15 novembre. Altra data suggerita dalla commissione è quella del 31 dicembre per attuare i provvedimenti della riforma universitaria. Stessa sorte per le misure a sostegno dell'imprenditoria e dell'innovazione: il timing prevede che entro la fine dell'anno dovra' essere utilizzata la leva fiscale per agevolare la capitalizzazione delle aziende con meccanismi di deducibilità del rendimento del capitale di rischio. Ci saranno invece sei mesi di tempo per la semplificazione amministrativa.

Quattro le direttrici su cui, si legge nella lettera, intende operare il Governo nei prossimi otto mesi. Entro due mesi, la rimozione di vincoli e restrizioni alla concorrenza e all'attività economica, così da consentire, in particolare nei servizi, livelli produttivi maggiori e costi e prezzi inferiori. Entro quattro mesi, la definizione di un contesto istituzionale, amministrativo e regolatorio che favorisca il dinamismo delle imprese. Entro sei mesi l'adozione di misure che favoriscano l'accumulazione di capitale fisico e di capitale umano e ne accrescano l'efficacia. Entro otto mesi, il completamento delle riforme del mercato del lavoro, per superarne il dualismo e favorire una maggiore partecipazione. Nei prossimi quattro mesi è, a ogni modo, prioritario aggredire con decisione il dualismo Nord-Sud che storicamente caratterizza e penalizza l'economia italiana. Tale divario si estrinseca in un livello del Pil del Centro-Nord Italia che eguaglia il livello delle migliori realtà europee, e quello del Mezzogiorno, che è collocato in fondo alla graduatoria europea.

Entro il primo trimestre del 2012 saranno poi rafforzati gli strumenti dell'Antitrust soprattutto per evitare contrasti con la legislazione a livello locale.

Silvio Berlusconi è fiducioso di ottenere il via libera Ue.

A livello comunitario, in via informale, a quanto apprende l'Adnkronos, avrebbero già visionato le misure, suggerendo alcuni aggiustamenti.

La "lettera articolata e complessa" per il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani rappresenta "una risposta alle attese dell'Unione Europea". Secondo il ministro, si trattava di ribadire che "abbiamo i fondamentali solidi e che confermiamo quello che tutti sanno: il debito lo abbiamo ereditato dal passato, ma non ci sentiamo gli ultimi in Europa".

Esclude "accanimento nei confronti del nostro Paese" Gianfranco Fini che ad una tavola rotonda, organizzata dalla Confindustria di Rieti, parla di "una richiesta di rispettare gli impegni che l'Italia ha preso, entrando nell'euro". "Siamo noi che dobbiamo fare un esame di coscienza e dire: abbiamo rispettato tutti gli impegni presi?", ha aggiunto il presidente della Camera, sottolineando: "Cerchiamo di fare quello che è nel nostro interesse, che coincide con quello che ci viene chiesto. Non sono imposizioni, noi così garantiamo il nostro interesse e non veniamo tacciati come coloro che, avendo preso impegni, poi non li rispettano".


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