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Italia, crolla la crescita nel 2012: Pil -1,3%

ultimo aggiornamento: 23 febbraio, ore 15:45
Bruxelles - (Adnkronos) - La Commissione europea rivede al ribasso le previsioni economiche del nostro Paese: peggio fanno solo Grecia e Portogallo. Ripresa nella seconda metà dell'anno ma solo con spread a 370 punti. Il premier: "Pareggio di bilancio nel 2013". Rehn: i mercati restano fragili ma ci sono segni di stabilizzazione. Inflazione, lieve rallentamento a gennaio. Ma aumentano prezzi dei beni di consumo


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Bruxelles, 23 feb. - (Adnkronos) - In Italia nel 2012 il Pil crollera' dell'1,3%. E' quanto emerge dalle previsioni economiche intermedie della Commissione europea, secondo cui il Prodotto interno lordo dovrebbe contrarsi dello 0,7% nel primo trimestre dell'anno e dello 0,2% nel secondo.

Un crollo che piazza il nostro Paese tra quelli che registrano una delle maggiori contrazioni della crescita. Peggio dell'Italia, infatti, fanno solo Grecia e Portogallo, rispettivamente con un -4,4% e con un -3,3%. L'Irlanda, invece, l'altro Paese che insieme ad Atene e Lisbona usufruisce degli aiuti Ue ed Fmi, dovrebbe crescere per l'anno in corso dello 0,5%.

"L'attività economica dovrebbe stabilizzarsi nella seconda metà dell'anno - si legge nel documento dell'esecutivo - a condizione che non ci siano ulteriori peggioramenti delle condizioni dei mercati finanziari e che lo spread resti stabile a circa 370 punti base per i bond a dieci anni". Bruxelles sottolinea come, "mentre l'incertezza resta elevata, e dunque restano al palo le previsioni di spesa di imprese e consumatori, le prospettive per la crescita per la prima metà del 2012 sono peggiorate rispetto alle previsioni di autunno", quando la Commissione aveva parlato di una crescitra per l'anno in corso dello 0,1%. Se venisse confermata per il 2012 una contrazione dell'1,3%, questo significherebbe che, "a seguito della profonda recessione del 2008-2009, il livello reale del Pil nel 2012 sarebbe inferiore di circa il 6% rispetto al 2007".

Revisioni al ribasso anche per l'eurozona dove il Pil nel 2012 si contrarrà dello 0,3%, mentre nell'Ue a 27 resterà al palo, con una crescita invariata pari a zero. I dati diffusi oggi da Bruxelles rappresentano "una revisione al ribasso dello 0,6% nell'Ue e dello 0,8% nell'eurozona" rispetto alle previsioni d'autunno del novembre scorso, quando si parlava rispettivamente di una crescita del Pil dello 0,6% e dello 0,5%.

Come preannunciato, frena dunque la crescita anche in Germania e Francia. Secondo le previsioni economiche della Commissione europea, nel 2012 la Germania crescerà di appena lo 0,6%, contro lo 0,8% previsto a novembre scorso e contro il 3% registrato nel 2011. Quanto alla Francia, è prevista una crescita del Pil dello 0,4%, in ribasso rispetto allo 0,6% di novembre e contro l'1,7% rilevato a novembre.

Quanto all'inflazione in Italia nel 2012 resterà al 2,9%, come lo scorso anno. Il tasso resterà alto per "l'ulteriore aumento dei prezzi del petrolio e per gli effetti delle misure di consolidamento fiscale". Mentre nell'eurozona dovrebbe attestarsi al 2,1% e nell'Ue a 27 al 2,3% contro una stima sotto il 2%.

"Lo stallo inatteso della ripresa alla fine del 2011 dovrebbe continuare nei primi due trimestri del 2012. Tuttavia, si prevede un ritorno a una crescita modesta nella seconda metà dell'anno". E' quanto si legge nelle previsioni economiche intermedie presentate dal commissario europeo agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, secondo cui, per l'anno in corso, "nonostante la crescita sia stagnante, stiamo assistendo a segni di stabilizzazione nell'economia europea".

Rehn ha pi ribadito il fatto che "Italia e Spagna stanno attuando riforme strutturali molto importanti per liberare il potenziale di crescita". E "negli ultimi due mesi, il governo italiano ha dimostrato determinazione nell'affrontare le sfide dell'alto debito pubblico e della crescita relativamente bassa, adottando un ampio spettro di misure strutturali e di bilancio".


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