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Dai 'bamboccioni' agli 'sfigati', i ministri che sfidano i giovani

ultimo aggiornamento: 24 gennaio, ore 12:59

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Roma, 24 gen. (Adnkronos) - Dai 'bamboccioni' agli 'sfigati'. I giovani che restano a casa troppo a lungo, nel primo caso, quelli che a 28 anni ancora non si sono ancora laureati, nel secondo. I ragazzi che non crescono mai finiscono puntualmente nel mirino dei governi che si trovano a fronteggiare le conseguenze della crisi economica, insieme alle abitudini consolidate di un Paese che tende a lasciare i giovani indietro. Da Tommaso Padoa-Schioppa, che da ministro dell'economia uso' l'espressione "mandiamo i bamboccioni fuori di casa" per indicare uno degli obiettivi della sua Finanziaria che prevedeva agevolazioni per gli affitti per i piu' giovani, al viceministro del lavoro Michel Martone, che oggi vuole mandare un messaggio "chiaro" e dice: "se a 28 anni non sei ancora laureato sei uno sfigato''. Sono passati piu' di quattro anni tra le due esternazioni e la situazione e' senz'altro peggiorata. La crisi economica ha accentuato un ritardo, quello dell'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, che i dati sulla disoccupazione giovanile, ormai al 30%, e i due milioni di ragazzi che non studiano e non lavorano, rischiano di rendere drammatico.


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