News > Economia > Dal vino senza uva al formaggio senza latte, l'Europa cambia il menu degli italiani
Possibile vendere anche il kit per la preparazione casalinga di Chianti, Barolo e Valpolicella
Dal vino senza uva al formaggio senza latte, l'Europa cambia il menu degli italiani
ultimo aggiornamento: 30 maggio, ore 16:16
Roma - (Adnkronos) - Secondo uno studio della Coldiretti le recenti prese di posizione dell'Ue stanno cambiando la gastronomia nazionale. Tra le ultime discusse decisioni quella di bocciare le norme nazionali che obbligano a indicare sull'etichetta la provenienza delle materie prime usate negli alimenti
Roma, 30 mag. (Adnkronos) - Dal vino senza uva al formaggio senza latte fino alla bocciatura delle norme nazionali che obbligano ad indicare in etichetta la provenienza delle materie prime impiegate negli alimenti. Sono alcune delle recenti prese di posizione dell'Unione Europea, che stanno cambiando le abitudini in tavola degli italiani, secondo quanto emerge da uno studio della Coldiretti in occasione dell'entrata in vigore il primo giugno del regolamento mediterraneo che rischia di fatto di far sparire dalle tavole degli italiani telline, cannolicchi e altri pesci della tradizione gastronomica nazionale.
A subire gli effetti delle normative comunitarie era stato lo scorso anno un altro importante prodotto della dieta mediterranea come il vino per il quale a causa della riforma europea di mercato del settore vitivinicolo, è stata autorizzata la possibilità di zuccheraggio per i paesi del nord Europa, ma anche la produzione e la commercializzazione di vini ottenuti dalla fermentazione di frutti diversi dall'uva come lamponi e ribes, dopo che l'Unione Europea aveva già dato il via libera all'invecchiamento artificiale del vino, attraverso l'utilizzazione di pezzi di legno al posto della tradizionale maturazione in botti di legno. Un inganno che - continua la Coldiretti - si aggiunge alla possibilità di vendita nell'Unione Europea nei negozi, o attraverso internet, di kit per la preparazione casalinga in meno di un mese di vini come il Chianti, il Barolo o il Valpolicella, per effetto di una curiosa interpretazione della legislazione.
E' invece di poco più di un mese fa la decisione della Commissione Europea di non accogliere la proposta italiana di decreto ministeriale che obbliga ad indicare l'origine del latte, usato nel latte a lunga conservazione e in tutti i prodotti lattiero caseari ma vieta anche l'impiego di polveri di caseina e caseinati nella produzione di formaggi. Con la norma si stabiliva chiaramente che il formaggio si fa con il latte e non con le polveri mentre già dallo scorso anno l'Unione Europea consente che - sottolinea la Coldiretti - possa essere incorporato fino al 10 per cento di polvere di caseina e caseinati nel formaggio, al posto del latte.
La possibilità di vendere sul mercato bibite di fantasia al gusto e con il colore dall'arancia, senza contenere tuttavia neanche una minima percentuale del prezioso agrume, è stata invece - continua la Coldiretti - scongiurata in Italia dopo il tentativo di inserirla in passato tra le norme di recepimento della legislazione comunitaria. Le contraddizioni delle scelte politiche europee sono evidenti - sottolinea la Coldiretti - nelle norme che riguardano l'indicazione in etichetta l'origine dei prodotti agricoli impiegati che è obbligatoria per la carne bovina, ma non per quella di maiale, per la frutta fresca ma non per quella trasformata, per il latte fresco ma non per quello a lunga conservazione o per i formaggi. Non mancano però - conclude la Coldiretti - le buone notizie come la recente decisione dell'Unione Europea di rendere obbligatoria l'indicazione dell'origine dell'extravergine di oliva a partire dal mese di luglio 2009, favorita dal pressing della Coldiretti che ha avviato una campagna per l'etichettatura obbligatoria di tutti gli alimenti.
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