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Ecobonus: via libera agli sgravi fiscali per elettrodomestici, caldaie e condizionatori

(Xinhua)  (Xinhua)
ultimo aggiornamento: 03 luglio, ore 16:41
Roma - (Adnkronos/Ign) - Passa al Senato l'emendamento che permette la detrazione del 50% su lavatrici, frigoriferi e lavastoviglie entro un limite di 10mila euro. La detrazione arriva al 65% per le pompe di calore. Ma solo per chi effettua lavori di ristrutturazione


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Roma, 3 lug. (Adnkronos/Ign) - Estensione del bonus delle ristrutturazioni anche agli elettrodomestici come frigo, lavatrice, lavastoviglie. L’agevolazione vale per 10.000 euro di spesa che si aggiungono ai 96.000 euro del tetto già previsto per gli incentivi. Ma solo per chi effettua lavori di ristrutturazione.

E' quanto ha stabilito l'aula del Senato che ha approvato l'emendamento all'articolo 16 del dl ecobonus che estende ai "grandi elettrodomestici" lo sgravio Irpef del 50% delle spese, entro un limite di 10mila euro, possibile per l'acquisto di mobili legato alla ristrutturazione. Inoltre viene estesa la detrazione al 65% anche per le caldaie e gli impianti a pompe di calore

."Con un emendamento presentato dal governo al decreto efficienza energetica ed utilizzando dei fondi presso il ministero dello Sviluppo Economico è stato possibile trovare risorse che consentiranno di sostenere un comparto importante, contribuendo in questo modo a dare un sostegno deciso al made in Italy'', ha affermato in una nota la senatrice Simona Vicari, sottosegretario allo Sviluppo Economico. ''Si tratta -aggiunge- di un impegno notevole del governo in questa difficile congiuntura economica nell'investire per il rilancio e lo sviluppo. Questa misura contribuirà senza dubbio a finanziare tutta la filiera collegata alla produzione ed installazione delle pompe di calore, producendo effetti positivi su tutto l'indotto''.

Di diverso parere il Codacons per il quale "è una ribollita, un provvedimento già attuato durante questa crisi dal Governo Berlusconi ma fallito miseramente". "Nonostante le buone intenzioni e l'obiettivo, certamente condivisibile, di rilanciare il settore ed i consumi, le famiglie, avendo tagliato persino le spese alimentari, -commenta il Codacons- non hanno certo la disponibilità per cambiare gli elettrodomestici. Mentre i ricchi che si possono permettere anche in questo periodo di crisi di ristrutturare la casa, degli incentivi possono farne anche a meno".

Insomma per il Codacons "la politica degli incentivi è destinata al fallimento se non sarà prima ridata capacità di spesa alle famiglie italiane, facendo recuperare a stipendi e pensioni la perdita del potere d'acquisto subita in questi ultimi 10 anni, bloccando fino al 2015 tutti gli aumenti previsti, dall'Iva alla Tares, spostando la tassazione dal ceto medio a quello ricco, da chi fatica ad arrivare a fine mese a chi ha rendite finanziarie, attualmente tassate con un'aliquota tra le più basse d'Europa, da chi ha una sola casa a chi ne ha 3". Per l'associazione di consumatori, quindi, "il Governo ed il Parlamento si dovrebbero preoccupare di aiutare chi non ce la fa ad arrivare a fine mese, altrimenti l'uscita dal tunnel la vedremo con il binocolo".


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