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35% di contributi più 23% al fisco in media

Fillea Cgil: nell'edilizia si registra il 58% di evasione contributiva e fiscale

ultimo aggiornamento: 22 luglio, ore 18:11
Per un operaio edile, mediamente, la denuncia delle ore contrattualmente lavorate in busta paga è di 100 ore/mese, ma ne lavora 200: quindi 100 ore compaiono in busta e 100 sono fuori busta in nero. Infortuni: Fillea Cgil, i dati dell’Inail non tengono conto della crisi (VIDEO)
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Milano, 22 lug. (Adnkronos/Labitalia) - Per un operaio edile, mediamente, la denuncia delle ore contrattualmente lavorate in busta paga è di 100 ore/mese, ma ne lavora 200: quindi 100 ore compaiono in busta e 100 sono fuori busta in nero. Considerando un salario medio 2.000 euro, quindi, si può stimare un'evasione pari al 58% (35% di contributi più 23% al fisco in media). A calcolare l'incidenza di elusione ed evasione contributiva e fiscale nel settore dell'ediliza, in Italia, nel 2009, è una ricerca della Fillea e della Cgil regionali della Lombardia, presentata oggi a Milano.

Una simulazione costruita prendendo a riferimento i dati medi: "Questo vuol dire -spiega il sindacato- che esistono imprese con 160 ore/mese lavorate e imprese con 40 ore/mese lavorate, quindi ci sono imprese edili che si astengono e rispettano le regole (relativamente poche), contratti e norme legislative, ma gran parte non le rispetta".

E costruita anche, si precisa, "consapevoli di quali sono le ragioni all'italiana che alimentano comportamenti non leciti, in un mondo che ha fatto delle deroghe una norma: in Italia ci sono ottomila Comuni e altrettanti modi di scrivere un bando di gara; dal 2006 al 2008 gli affidamenti senza gara di appalto sono passati dal 3,9% all’8,9%, per un importo complessivo lievitato da 457,2 milioni di euro a 1.314 milioni di euro, dovuto in gran parte alla crescita della corsia preferenziale assegnata alle opere urgenti, o presunte tali, gestite dalla Protezione civile". "E lo scorso anno -si ricorda- una norma ha innalzato da 100mila euro a 500mila l’importo al di sotto del quale si può rinunciare alla gara d’appalto”.

Per il sindacato, dunque, "viene spontanea la domanda, se i lavoratori sono conniventi con le aziende e quindi se l’evasione contributiva e fiscale è congenita nel 'popolo operaio': noi riteniamo che i lavoratori siano costretti ad accettare tali condizioni, pena il licenziameto o la non possibilità di lavorare".

Basti pensare che il valore dell'elusione ed evasione fiscale e contributiva annuo è pari al 43% della Finanziaria, senza considerare i 651.800 lavoratori indipendenti che hanno operato nel settore edile nel 2009. E che spesso, ricorda il sindacato, "sono imprenditori di se stessi, costretti a diventare 'partite Iva', socio cooperatore, artigiano ecc.". In totale, gli occupati nel settore costruzioni sono 1.272.300 di cui: 150.600 dipendenti in nero, l’11,84%, e 1.121.700 dipendenti mediamente in 'grigio', cioè l’88,16%.

L'aumento dell'elusione e dell'evasione non è solo legato alla crisi, secondo la Fillea Cgil, ma anche alle politiche del governo, "che al di là dei grandi annunci ha ridimensionato e in alcuni casi cancellato i provvedimenti del precedente governo (Bersani, Visco sulla tracciabilità, Damiano), da ultimo il silenzio-assenso per chi vuole costruire e l’azzeramento delle autorizzazioni ambientali ‘coerenti’ alla lotta all’evasione di tremontiana memoria".

Ci sono, però, per il sindacato, grandi possibilità d'intervento per gli organi preposti all'attività ispettiva e investigativa, "che non richiede strumenti e mezzi particolari, perché nei cantieri edili tutto avviene a cielo aperto, quindi un intervento efficace senza alcun particolare strumento investigativo porterebbe risultati positivi alle casse dello Stato, consapevoli che per gli operatori preposti esistono rischi e pericoli legati alla presenza di organizzazioni malavitose e mafiose nei luoghi di lavoro, come per i sindacalisti che frequentano i cantieri".

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