Almanacco del giorno - Oroscopo  - Meteo - Mobile  - iPad - SMS
I temi caldi di oggi: Maltempo - Riforma lavoro - Sanremo
Quanto a Pomigliano d'Arco "c'è un percorso di crescita"

Fiat, Scajola: "Sul tavolo abbiamo 8-10 offerte per Termini Imerese"

ultimo aggiornamento: 08 febbraio, ore 14:49
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il ministro dello Sviluppo economico: "Prendiamo atto della decisione del Lingotto, ma stiamo valutando le opzioni che presenteremo al vertice del 5 marzo. Abbiamo chiesto che la produzione in Italia aumentasse da 650mila a 900mila pezzi". Marcegaglia: "Proposte degne di attenzione". Brunetta all'attacco: "Con tutti gli aiuti l'avremmo comprata due o tre volte"
leggi i commenti    commenta commenta 1     vota vota 4    invia     stampa    
Facebook  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed   
Roma, 8 feb. (Adnkronos/Ign) - ''La Fiat ha dichiarato di volerlo chiudere, nella riorganizzazione che sta facendo in Italia. Prendiamo atto della decisione, ma abbiamo chiesto che la produzione in Italia aumentasse da 650mila a 900mila pezzi, quindi una grande crescita di produzione e di lavoro''. Claudio Scajola, ospite di Maurizio Belpietro a 'La Telefonata', parla della situazione dello stabilimento Fiat di Termini Imerese per il quale è prevista la chiusura per gli inizi del 2012. ''Abbiamo chiesto alla Fiat che si impegni insieme a noi a trovare una soluzione industriale. Con Fiat - dice il ministro dello Sviluppo economico - il discorso su Termini è chiuso, ma Fiat non ostacolerà e aiuterà una soluzione diversa''.

Allo stato ''abbiamo 8, 9, 10 offerte che stiamo valutando e presenteremo il 5 marzo al tavolo dell'auto del ministero dello Sviluppo. Abbiamo tempo un anno e mezzo prima che cessi lo stabilimento di Termini'', ricorda il ministro. Quanto a Pomigliano d'Arco, ''oggi soffre la crisi di produzione dell'Alfa Romeo, ma nell'accordo con la Fiat si prevede lo sviluppo di Pomigliano, portando lì la Panda che è il modello di punta delle vendite: quindi per Pomigliano -assicura Scajola- c'è un percorso di crescita''.

Poi il ministro parla degli incentivi dati negli ultimi anni: ''La Fiat ha avuto, come molti, aiuti sullo sviluppo: i 270 milioni sono per ricerca e investimenti. Certo è che questi incentivi sono quelli che hanno permesso alla Fiat di avere prodotti innovativi''. Sono incentivi che ''non dovranno essere restituiti, ma c'è l'impegno per sviluppare l'italianità. Non c'è dubbio che in passato Fiat ha dato prove di poca attenzione all'auto, ma da quando c'è Marchionne, la Fiat ha investito sull'auto. Allora, via le polemiche, ma la Fiat si ricordi che l'Italia e gli italiani hanno dato a Fiat come Fiat ha dato agli italiani''.

A confermare le parole del ministro dello Sviluppo economico anche il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia: ''Per lo stabilimento Fiat di Termini Imerese, ci sono otto o nove proposte tra le quali alcune degne di attenzione. Bisogna scegliere quelle concrete, che possono stare in piedi, ed essere di mercato". A margine della Mobility Conference, in corso all'Assolombarda di Milano, su 'Reti europee, intermodalità, trasporto pubblico', il presidente di Confindustria ha osservato che ''purtroppo lo stabilimento di Termini Imerese, per problemi logistici e di efficienza, non riesce a stare in piedi e il vero problema è come reimpiegare le persone, non perdere posti di lavoro in un momento delicato come questo ed ecco, quindi, che giudico positivo il fatto che via siano delle proposte''.

Sul piede di guerra i sindacati. Per il leader della Cisl, Raffaele Bonanni "Fiat deve chiudere immediatamente la partita su Termini Imerese ma anche presentare un piano industriale complessivo preciso e concreto per proseguire la strategia di rilancio del gruppo perché su questo c'è un silenzio assordante".

Mentre Luigi Angeletti, ribadisce che la Uil non si rassegnerà "al fatto che si chiuda uno stabilimento, come quello di Termini Imerese, in cambio di niente o di assistenza". Quanto alle proposte alternative, aggiunge: "Non conosco né gli acquirenti né la consistenza delle proposte ma è necessario che se Fiat vuole cessare di produrre auto debba indicare soluzioni alternative perché fare impresa non è compito nè delle Regioni, né dei governi e tantomeno dei sindacati", prosegue. La soluzione alla vicenda di Termini, d'altra parte, non puo' essere solo quella "relativa all'impiego di ammortizzatori sociali ma deve essere una risposta produttiva", conclude.

pubblica questa notizia su:  Facebook    segnala questa notizia su:  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
TAG
Scajola
articoli correlati
tutte le notizie di Economia
commenta commenta 1    invia    stampa   
ugc
serena1994 ha scritto (08/02/2010 - ore 11:23) segnala un abuso
ugc
Talmente che é importante il problema di Termini Imerese che quella [insulto, ndr] ministro (già cacciato una volta ed ora di nuova quì) non sa se sono 8 o 9 o 10 le offerte. Che pagliacciata!
ugc
ugc
adnkronos.com  |   aki arabic  |   aki english  |   aki italiano  |   salute  |   labitalia  |   Washington chiama Roma  |   musei on line  |   immediapress