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''Evidenti i danni incalcolabili subiti da Italpetroli e dalla controllata A.S. Roma''

Italpetroli, tribunale Roma rigetta 13 procedimenti di ingiunzione Unicredit

L'ad dell'A.S. Roma, Rosella Sensi (Adnkronos)L'ad dell'A.S. Roma, Rosella Sensi (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 20 novembre, ore 19:05
Roma, 20 nov. (Adnkronos) - Nominato il professionista per l'arbitrato: è l'avvocato Enrico Gabrielli. E' stato dato mandato ai legali di Italpetroli e dell'A.S. Roma di chiedere a Unicredit il risarcimento di danni subiti. La Sensi al contrattacco: ''Infondata la citazione sul bilancio'' (VIDEO). Nuovo capitolo nella battaglia tra Sensi e il gruppo bancario
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Roma, 20 nov. (Adnkronos) - I contratti di finanziamento di Unicredit a Italpetroli "prevedono espressamente che i crediti della banca non sono oggi esigibili" e che "ogni controversia è sottoposta ad arbitrato", che è stato attivato da Italpetroli. E' quanto si apprende da fonti vicine ai legali di Italpetroli, che annunciano anche come sia stato dato mandato agli avvocati di Italpetroli e dell'A.S. Roma di chiedere a Unicredit il risarcimento di danni subiti.

Come anticipato dall'ADNKRONOS, Unicredit ha nominato il professionista per l'arbitrato, l'avvocato Enrico Gabrielli, professore all'Università di Roma ''Tor Vergata'', Facoltà di Giurisprudenza, dipartimento di diritto e procedura civile.

In ambienti giudiziari, si apprende che tredici procedimenti di ingiunzione ante causam presentati dall'istituto di credito sono stati rigettati dal Tribunale di Roma.

Al riguardo Italpetroli è quindi in "fiduciosa attesa" di uno scioglimento positivo della riserva del Tribunale nei prossimi giorni. Con riguardo alla citazione di Unicredit, in essa si assume che, a seguito del recesso unilateralmente dichiarato da Unicredit, il credito della banca sarebbe divenuto esigibile malgrado il patto espresso che ne esclude l'attuale esigibilità.

La conseguenza sarebbe, sempre secondo Unicredit, che il bilancio Italpetroli al 31 dicembre 2008 sarebbe diventato nullo per non aver tenuto conto del recesso dichiarato il 4 giugno 2009 e che quindi il bilancio sarebbe frutto di irregolarita' amministrative, mentre Italpetroli avrebbe perso la continuita' aziendale, onde sarebbe sull'orlo del fallimento provocando il panico nei tifosi della Roma e allarmando i terzi in rapporto con Italpetroli.

Secondo le fonti, in questo quadro, è "ben comprensibile anche a chi non sia ferrato in diritto che la provocatoria tesi, riportata a pagina intera da 'Il Messaggero' del 19 novembre, è tutta e solo fondata su una pretesa legittimita' del recesso del 4 giugno 2009". Pretesa che "è bene che tutti lo sappiano, è stata fondato esclusivamente sul pretesto del ritardo dell'invio a Unicredit, avvenuto in data 30 giugno 2009 (anziche' in data 30 aprile 2009), del prospetto del valore del patrimonio aziendale del Gruppo Sensi (c.d. NAV), ritardo giustificato e concordato con Unicredit in attesa del bilancio consolidato al 30 giugno 2009".

Sebbene il NAV sia stato regolarmente consegnato il 30 giugno 2009, Unicredit, spiegano le fonti, "ha receduto illegittimamente dai contratti di finanziamento, ha preteso che fosse caduto il patto espresso che rendeva inesigibili i crediti e nella citazione ha affermato arbitrariamente essere nullo il bilancio 2008, che sarebbe stato irregolarmente predisposto pur con il parere favorevole degli organi di controllo della società, essere venuta meno la continuità aziendale di Italpetroli ed essere quindi Italpetroli sull'orlo del fallimento".

In questo quadro, è anche "palese la strumentalità di ogni ulteriore iniziativa di Unicredit sulla base dei medesimi fatti su cui la citazione e' fondata, come l'assunto di irregolarita' nella formazione e nell'approvazione del bilancio 2008".

Ancora, "sono evidenti i danni incalcolabili subiti da Italpetroli e dalla controllata A.S. Roma con la diffusione nelle prime pagine dei maggiori quotidiani italiani della citazione - nel 'Il Messaggero' addirittura per esteso - come se fosse una sentenza giudiziaria, quando si tratta di un'arbitraria tesi della banca".

E' stato dato quindi mandato ai legali di Italpetroli e dell'A.S. Roma di chiedere a Unicredit il risarcimento di danni subiti anche per ogni concorrente iniziativa della banca e di avviare ogni opportuna iniziativa giudiziaria per la diffamazione subita con l'invio alla stampa della citazione Unicredit.

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