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Telegramma a 48 ore dalla riapertura dello stabilimento

La Fiat invia una lettera ai tre operai reintegrati: "Non tornate a lavoro"

Sergio Marchionne (Adnkronos)Sergio Marchionne (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 21 agosto, ore 19:42
Roma - (Adnkronos) - I tre erano stati licenziati dallo stabilimento di Melfi e poi riassunti con una sentenza del tribunale di Potenza. L'azienda: "Rispetteremo gli obblighi contrattuali fino al 6 ottobre, quando sarà discusso il nostro ricorso. Intanto restate a casa". Fiom: "Subito una diffida ma stiamo valutando azioni penali, le sentenze vanno rispettate". Replica di Fiat: "Scelta confortata dal parere dei nostri legali"
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Roma, 21 ago. - (Adnkronos) - Un telegramma di poche righe per comunicare che l'azienda "non intende avvalersi delle loro prestazioni". E' questa la comunicazione che i tre operai licenziati dalla Sata di Melfi, lo stabilimento lucano di Fiat, e poi reintegrati per decisione del tribunale di Potenza hanno ricevuto oggi a 48 ore dalla riapertura dello stabilimento previsto per lunedi' prossimo, 23 agosto. L'invito dunque e' quello di non presentarsi al lavoro anche se, come precisa ancora l'azienda, saranno rispettati gli obblighi contrattuali nei loro confronti fino al 6 ottobre, data in cui sara' discusso il ricorso di Fiat contro la sentenza del giudice del lavoro.

Una decisione quella di Fiat che ha scatenato l'immediata reazione della Fiom. "Intanto i lavoratori si presenteranno lunedi' ai cancelli, alle 14 quando iniziera' il loro turno. Faremo partire immediatamente una diffida per farli rientrare in fabbrica visto che la sentenza parla di "immediata reintegra nel proprio posto di lavoro. E poi, stiamo valutando con i nostri legali anche un'azione sul piano penale perche' si tratta di un mancato rispetto di una sentenza", spiega Enzo Masini, coordinatore nazionale Fiom-Cgil.

"La cosa piu' grave - aggiunge Masini - e' che due giorni fa avevamo chiesto ai vertici dell'azienda, attraverso i nostri legali, cosa avevano intenzione di fare e loro avevano risposto che avrebbero fatto ricorso rispettando l'ordinanza di reintegro. Invece hanno fatto esattamente il contrario". In attesa dell'esito del ricorso la Fiat ha precisato nel telegramma che i tre operai percepiranno comunque lo stipendio. "Ma non e' questo - sottolinea Masini - il punto. Il giudice ha chiesto di rimuovere il comportamento antisindacale. Un comportamento che loro in questo modo invece reiterano".

Dalla Fiat però spiegano che una volta reintegrati al lavoro, gli operai sono a disposizione dell'azienda, che puo' legittimamente decidere di non avvalersi del loro lavoro. "Il reintegro nelle funzioni - sottolineano - e' pieno ma sono dispensati dalla prestazione; e' facolta dell'azienda esentarli dal lavoro". Si tratta, spiegano, di una prassi consolidata in questi casi: "E' una cosa che succede sempre, le aziende in genere fanno cosi'. Anche noi abbiamo sempre fatto cosi' ed e' una scelta confortata dal parere dei nostri legali".

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