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Lavoro, Fornero a Confindustria: 'Fidatevi' Squinzi: non sono ancora convinto

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ultimo aggiornamento: 22 giugno, ore 19:52
Brescia - (Adnkronos) - Il ministro del Lavoro, contestata a Bergamo, sulla riforma: qualche amarezza se non passa entro Consiglio europeo". Il presidente di viale dell'Astronomia aveva definito la riforma "una boiata": non sono ancora convinto di farmi convincere però "sono disponibile al dialogo". Il leader del Pdl Alfano: "Ultima volta che ci adeguiamo". Wall Street Journal ironizza su Monti: "Svuota il lago di Como con la cannuccia". Cgil: guazzabuglio iniquo. Lunedì il governo porrà la questione di fiducia sul ddl, il voto finale è previsto per mercoledì 27 (VIDEO)


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Brescia, 22 giu. (Adnkronos) - Dobbiamo ricostruire rapporti basati sulla fiducia, pensando che ciascuno operi sulla base della propria onestà intellettuale e concreta''. E' l'appello lanciato dal ministro del Lavoro Elsa Fornero, intervenendo oggi all'assemblea di Federmeccanica. La complessa riforma del lavoro, secondo il ministro, che ''si regge sul presupposto che ognuno faccia la propria parte'' e, in particolare, in relazione alla riforma dell'articolo 18, ''voi imprenditori avete motivo di preoccuparvi di questa modifica; come ministro del Lavoro la mia preoccupazione è che voi non ne abusiate''. Ma ''il ministro del Lavoro si fida di voi e voi dovete fidarvi di noi. E noi dobbiamo fidarci dei giudici che facciano seriamente il loro lavoro''. Fornero ricorda che ''è la conciliazione la strada che vorremmo favorire''.

Il ministro non ha nascosto che, se la riforma del lavoro non dovesse essere approvata entro il Consiglio europeo del 28 e 29 giugno prossimi, ''ci sarà qualche amarezza che mettiamo in conto''. ''Cerchiamo - assicura - di fare solo passi avanti''. ''Sono momenti difficili per il Paese'', sottolinea evidenziando che ''è difficile capire una riforma complessa che però ha molti elementi positivi''. "Non è una riforma perfetta. Se ci saranno modifiche, le faremo con sano pragmatismo'', conclude Fornero contestata a Bergamo davanti al Teatro Donizetti. In 200, tra esponenti di Fiom, Prc e Usb si sono assembrati davanti all'ingresso per manifestare contro la riforma. Fumogeni e petardi sono stati lanciati in direzione dell'ingresso del teatro.

"Io non sono ancora convinto di farmi convincere", ha replicato il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi che qualche giorno fa aveva bollato come 'boiata' il ddl e il ministro gli aveva risposto che lo avrebbe appunto convinto. "Lei è stata veramente molto brillante e ha detto che mi convincerà del contrario. Io non sono ancora convinto di farmi convincere" spiega, però, aggiunge, "sono disponibile al dialogo". "Lei - conclude - mi ha invitato al dialogo e io mi ritengo un uomo di dialogo".

I correttivi al ddl Lavoro "vanno introdotti subito senza aspettare come suggerisce il Governo gli esiti di una fase di sperimentazione", chiede poi Squinzi secondo cui "è necessario agire rapidamente per favorire gli investimenti, anche stranieri, adeguare il nostro mercato del lavoro a quello degli altri Paesi europei, rilanciare la crescita economica quale presupposto indispensabile per il superamento dei problemi che affliggono il nostro Paese". "Da questo punto di vista - chiosa - la riforma Fornero appare del tutto insufficiente quanto a misure di incentivo alla crescita".

Dal canto suo il segretario del Pdl Angelino Alfano in merito alla riforma che ''non condividiamo, ha affermato: ''E' l'ultima volta che ci adeguiamo''. "Non è possibile - ha sottolineato l'ex ministro della Giustizia o - che di fronte al capo degli Industriali che dice che questa riforma è una boiata e ai consulenti del lavoro che la criticano, ci si chieda di approvarla comunque''. ''Abbiamo lavorato al Senato per migliorare questa riforma - ha proseguito Alfano - ma ci sono tante cose ancora che non vanno. Adesso il presidente Monti e il ministro Fornero ci chiedono di approvare la riforma che in buona misura noi non condividiamo. Vorremmo migliorarla ma il miglioramento in Parlamento - ha spiegato Alfano - contraddice l'esigenza che ci è stata posta dal presidente Monti di approvarla prima che lui parta per il vertice europeo del 28 giugno prossimo. ''Abbiamo detto di sì, che l'approveremo nonostante non ne condividiamo una buona parte - ha aggiunto - e il presidente Monti ha promesso che dei miglioramenti ci saranno nel decreto sviluppo. E sarà proprio nel decreto sviluppo che noi faremo le nostre proposte per migliorare la riforma, ma sarà l'ultima volta che ci adeguiamo''.

''Io considero davvero pericoloso questo testo. Capisco che sotto il ricatto della persistente emergenza dell'instabilità si voglia in qualche modo accantonare questa situazione, però i suoi effetti saranno negativi e dovranno essere rapidamente corretti'', ha detto Maurizio Sacconi, senatore Pdl ed ex ministro del Lavoro, a LABITALIA. ''E' stato rimesso in discussione un percorso di 15 anni", conclude.

''E' una riforma, certo, che si può anche poi aggiustare, però è utile ed è stata giudicata utile da tutti gli osservatori internazionali e quindi, anche se da noi ci sono delle critiche, è bene che si approvi. Le critiche in realtà vengono da parti opposte e quindi si elidono tra di loro in larga misura. In ogni caso, intanto approviamola e poi si vede'', commenta invece Tiziano Treu, senatore del Pd ed ex ministro del Lavoro, con LABITALIA.

Per il capogruppo Idv al Senato Felice Belisario "il governo si fa in quattro per dare il colpo di grazia ai diritti dei lavoratori". "Il governo ha posto la fiducia" sul ddl Lavoro e, se passasse, la Fiom non esclude "la raccolta di firme per il referendum abrogativo della legge". Lo annuncia il segretario della Fiom, Maurizio Landini, a margine dell'assemblea di Federmeccanica a Bergamo. "Sta per passare - insiste - un provvedimento assolutamente inaccettabile che non dà una prospettiva. C'è il rischio che saltino interi settori industriali".


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