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Chiude la classifica la Lombardia

L'esercito dei precari: oltre 3 mln tra autonomi e dipendenti. La maggior parte sono donne del Sud

ultimo aggiornamento: 22 ottobre, ore 09:02
Roma - (Adnkronos) - E' la fotografia scattata dalla Cgia di Mestre dopo le parole del ministro dell'Economia Tremonti sul posto fisso (VIDEO). Forte incidenza nel Mezzogiorno: Calabria al primo posto (23,3%), seguita da Sicilia (22,1) e Sardegna (21,3). Scuola, la Camera approva il decreto legge salva-precari. Gelmini: ''Soddisfatta''. Il popolo della scuola domani in piazza, sciopero dei Cobas e corteo a Roma per dire 'no' ai tagli
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Roma, 22 ott. (Adnkronos) - Un esercito di precari, oltre 3,5 milioni, in gran parte lavoratori autonomi ma anche dipendenti nei servizi pubblici, in maggioranza donne (58,7%) e soprattutto meridionali. E' la fotografia che la Cgia di Mestre consegna al dibattito in corso sul 'posto fisso' innescato dalle parole del ministro dell'Economia Giulio Tremonti nei giorni scorsi. Un esercito, dunque, che unisce il popolo delle partite Iva a 'pseudo' lavoratori dipendenti.

Su un totale di 3.525.672 precari e' la Calabria, con il 23,3%, a presentare il valore piu' alto se viene preso come indicatore l'incidenza percentuale dei precari sul totale degli occupati presenti in ciascuna regione. Seguono la Sicilia (22,1%), la Sardegna (21,3%), la Puglia (19,5%) e la Basilicata (17,2%). Chiude la classifica la Lombardia che, nonostante registri in termini assoluti il numero piu' elevato, presenta la percentuale piu' bassa sul totale degli occupati (12%).

Per quanto concerne i settori più investiti dalla precarietà, al primo posto i servizi pubblici e sociali (28,1%), gli alberghi e i ristoranti (25,9%) e l'agricoltura (24,6%). Chiude l'intermediazione monetaria con l'8,9%. Infine, l'incidenza percentuale dei lavoratori precari per titolo di studio sul totale degli occupati vede i senza titolo toccare la percentuale del 20%. Seguono coloro che hanno la laurea (15,3%), la licenza media (15%), il diploma superiore (15%), la licenza elementare (14,9) e infine i post laurea (14,3%).

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