"Non metteremo le mani nelle tasche dei cittadini"
Giulio Tremonti (Adnkronos)
Manovra, Tremonti: "Caccia a evasori e falsi invalidi".
Giulio Tremonti (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 18 maggio, ore 19:56
Bruxelles - (Adnkronos/Ign) - Il ministro dell'Economia in conferenza stampa al termine della riunione Ecofin a Bruxelles: "Sulle pensioni nessuno stravolgimento, il sistema funziona bene. Rispetteremo gli impegni con l'Europa". Il leader della Lega si augura che non aumentino le tasse e sul federalismo rassicura: "Andiamo avanti piano piano ma la sinistra ci dà una mano". Possibili tagli anche alla sanità. Pd: ''Pronti alle barricate in Parlamento''. Fisco, il Redditometro cambia: occhio a viaggi, mini-car e ristrutturazioni
Bruxelles, 18 mag. - (Adnkronos/Ign) - Evasori fiscali e falsi invalidi devono cominciare a preoccuparsi. E' un vero e proprio 'avvertimento' quello che arriva dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, intervenuto in conferenza stampa al termine della riunione Ecofin a Bruxelles. Con la manovra "pensiamo di ridurre il peso della mano pubblica sulla vita delle persone comuni". "Chi si dovra' preoccupare - avverte il ministro - sono i veri evasori fiscali e i falsi invalidi".
Tremonti non scende nei dettagli della manovra ma assicura che non inciderà sulle pensioni. Il sistema pensionistico "non sarà stravolto "perchè funziona bene". "Abbiamo il sistema previdenziale più stabile d'Europa".
Sempre riguardo alla manovra, Tremonti spiega che "deve essere una correzione non solo dei conti, ma del sistema". "Se si costruisce bene una correzione, c'e' anche una cifra etica", sostiene Tremonti, ribadendo l'impegno dell'Italia a "ridurre il debito pubblico perche' rappresenta un fattore di distorsione, ma noi non vorremmo che gli altri continuassero con gli antichi vizi di debito privato".
Su una cosa però Tremonti è certo: "Non metteremo le mani nelle tasche dei cittadini, e non aumenteremo le tasse". "Dobbiamo ridurre la spesa pubblica ma le persone normali non avranno nulla da temere".
Il ministro si dice convinto che in Italia si possa ridurre il peso della mano pubblica, senza che questo abbia "effetti recessivi". "Noi abbiamo enormi margini di intervento sulla spesa pubblica, che puo' essere ridotta senza effetti recessivi o distorsivi - ha sottolineato Tremonti, a proposito della manovra che sara' necessaria per adeguarsi alla richiesta di rigore europea - Piuttosto, la distorsione e' la spesa pubblica".
Semmai, secondo il ministro, gli effetti si faranno sentire solo "su chi vive in un certo modo", come per esempio i falsi invalidi. Premesso di "non voler negare il diritto acquisito di un invalido", Tremonti ricorda che le pensioni di invalidita' costano all'Italia "16 miliardi di euro, pari a un punto di Pil", dieci miliardi in piu' di quello che costavano nel 2001, prima che venisse approvato il Titolo V sul federalismo fiscale, che "ha dato alle regioni poteri di spesa, ma non di presa".
"Una spesa pubblica eccessiva non e' piu' possibile", ha insistito il ministro, osservando come "il problema etico non sia solo la corruzione, ma anche l'uso inappropriato di denaro pubblico".
Quanto poi alla riduzione dei costi della politica, per il ministro il taglio del 5% agli stipendi dei politici "puo' essere considerato solo un aperitivo".
Sul versante dell'Europa, Tremonti assicura: "Rispetteremo i numeri degli impegni presi" "Per l'Italia non cambia nulla rispetto ai numeri per cui si e' impegnata in Europa". In proposito, il ministro conferma una riduzione del deficit sul Pil dello 0,8% per il 2010 e dello 0,8% per il 2011, quindi un totale dell'1,6% su due anni.
Quanto agli ultimi avvenimenti in Grecia e in Europa, Tremonti avverte: il tutto il Vecchio Continente è nella bufera perché produce più deficit che Pil, più debito che ricchezza. "E' questa evidenza alla base degli attacchi che ci sono stati all'euro ed al disegno politico che sta alla sua base". Quello che è successo in questi mesi è quindi un "caso europeo, non solo della Grecia, dell'Italia o dell'eurozona, ma dell'Europa con al centro la sua moneta". E in questa situazione, secondo Tremonti, tutto il continente europeo "non poteva continuare a finanziare un tenore di vita superiore ai suoi mezzi".
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