Per quest'anno sarà dello 0,1%
Giulio Tremonti (Adnkronos)
Manovra, impatto negativo sul Pil. Tremonti: l'alternativa è il collasso
Giulio Tremonti (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 23 giugno, ore 21:07
Roma - (Adnkronos/Ign) - Effetto dello 0,5% nella previsione del Tesoro nel triennio 2010-2012. Il ministro dell'Economia alle Regioni: ''Tagli necessari''. Sindaci in piazza, alcuni con fascia tricolore listata a lutto, altri con cappio al collo: ''Non abbiamo più risorse''. Anci: ''Apertura a modifiche ma a saldi invariati''. Vertice Pdl: ''Ok a intercettazioni e manovra entro pausa estiva''. ''Napolitano: ''Priorità a manovra''
Roma, 23 giu. (Adnkronos/Ign) - La manovra avrà un effetto negativo sul Pil, nel triennio 2010-2012, dello 0,5% a partire già da quest'anno. E' quanto prevede il ministero dell'Economia nella nota integrativa alla Ruef 2010, chiesta in commissione Bilancio al Senato, dove è in corso l'esame del decreto legge.
Per quest'anno l'effetto negativo sarà dello 0,1%, rispetto alle stime della Ruef (1%) il prodotto interno lordo dovrebbe quindi scendere allo 0,9%. Gli effetti negativi sul Pil, spiegano fonti tecniche, saranno compensati dalle evoluzioni macroeconomiche in miglioramento. Nei due anni successivi, 2011 e 2012, l'effetto negativo sarà dello 0,2% per ogni anno e rispetto alle stime (1,5% e 2%) la manovra porterebbe il Pil all'1,3% e 1,8%. Nel 2013 invece non si prevede alcun impatto del decreto legge sulle stime di crescita dell'Italia.
I consumi dovrebbero registrare una riduzione dello 0,5% rispetto alle stime contenute nella Relazione unificata sull'economia e la finanza, incidendo per lo 0,1% quest'anno e 0,2% nei due anni successivi. Per quanto riguarda i consumi collettivi si prevede invece un effetto positivo dello 0,1% nel 2010 che diventa negativo nei due anni successivi (-0,4% e -0,2%).
La manovra dovrebbe inoltre avere un effetto negativo sull'occupazione, rispetto alle previsioni della Ruef, dello 0,5% nel triennio 2011-2013 (-0,1% nel 2011 e -0,2% per i due anni successivi) mentre la disoccupazione dovrebbe salire dello 0,9% (+0,1% nel 2011, +0,3% nel 2012 e +0,5% nel 2013).
L'impatto sugli investimenti, sempre nello stesso periodo, sarà del 2,9%. Per quanto riguarda i redditi e salari totali si dovrebbe registrare una contrazione dell'1,7% nel 2011-2013 (-0,5% nel 2011, -0,6% nel 2012 e -0,6% nel 2013). Infine i salari procapite scenderanno dello 0,3% nel 2011 e 2012 mentre l'anno successivo registreranno un -0,4% per un impatto negativo complessivo dell'1%.
La manovra economica varata dal governo "va fatta perché l'alternativa è che non c'è più la struttura complessiva: è necessaria altrimenti l'alternativa non è la riduzione della crescita ma il collasso", ha affermato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti commentando i dati nel corso di una conferenza stampa successiva all'incontro con le regioni sulla manovra.
Un'ulteriore riduzione della spesa "sul governo centrale non è sostenibile", ha aggiunto. Le regioni infatti chiedevano una redistribuzione, a saldi invariati, dei tagli che secondo i governatori incidono troppo sulle autonomie rispetto al sacrificio richiesto all'amministrazione centrale. "Non abbiamo alternativa su saldi, soldi e neanche sulla distribuzione", ha spiegato Tremonti, precisando che sono state fatte anche delle simulazioni ma "la massa 'riducibile' della spesa del governo centrale è già stata fatta oggetto di riduzione negli anni passati".
"Pensiamo che tutti insieme, governo centrale e regioni - ha affermato Tremonti -, possiamo fare un ragionamento in modo che chi ha di più possa concorrere di più". Il titolare del dicastero di via XX Settembre ha sottolineato che la manovra "resta ferma negli importi, nella composizione e nella distribuzione. Possiamo discutere mettendo insieme anche le regioni a statuto speciale che sono più ricche in modo che - ha detto Tremonti - il concorso sia proporzionale alla disponibilità delle regioni".
Da parte sua il presidente della Conferenza delle regioni Vasco Errani ha commentato: "L'incontro è stato per noi molto negativo: non abbiamo trovato nessuna sostanziale apertura, come invece auspicavamo, da parte del governo". "La manovra - ha aggiunto - pesa ingiustamente su regioni ed enti locali e di fatto rende impraticabile l'ipotesi del federalismo fiscale. Soprattutto, la manovra ha conseguenze ingestibili per i servizi fondamentali, come il trasporto pubblico locale, le politiche per la famiglia, le politiche sociali, al sostegno alle piccole e medie imprese".
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