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Manovra, possibili tagli anche alla sanità. Pd: ''Pronti alle barricate in Parlamento''

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ultimo aggiornamento: 18 maggio, ore 19:09
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il ministro alla Salute, Fazio: ''E' un'ipotesi plausibile''. Turco: ''Inaccettabile, i Livelli essenziali di assistenza (Lea) devono essere garantiti a tutti''. Bersani: ''Se toccano i ceti popolari ci faremo sentire''. Brunetta: ''Nessun taglio agli stipendi degli statali''
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Roma, 18 mag. (Adnkronos/Ign) - Dopo pensioni e statali la scure della manovra potrebbe abbattersi anche sul sistema sanitario italiano. "Quando parliamo di una manovra di 25 miliardi non possiamo non pensare che la sanità, che rappresenta l'80% dei bilanci regionali, possa in qualche modo non essere toccata - ha dichiarato il ministro alla Salute, Ferruccio Fazio, al Forum Pa - Quindi possiamo dire che l'ipotesi di tagli alla sanità è plausibile".

Immediata la reazione dell'opposizione. ''E' inaccettabile che il governo voglia fare tagli nel settore della sanità, così come ipotizzato dal ministro Fazio - ha detto Livia Turco, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera - I Livelli essenziali di assistenza (Lea) devono essere garantiti a tutti; essi comprendono le cure basilari da erogare ai cittadini e che non possono essere ridotte".

La Turco avverte: "Faremo le barricate in Parlamento contro i tagli ventilati dal ministro della Sanità il quale dovrebbe, piuttosto, sollecitare il varo del decreto del Presidente del consiglio dei ministri sui Lea. L'ultimo risale al 2001''. ''Altro è la lotta agli sprechi che noi condividiamo pienamente e sulla quale vogliamo dare il nostro contributo'', ha concluso Turco.

Mentre si discute della manovra miliardaria del governo, il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, è tornato a invocare chiarezza sulla situazione dei conti pubblici. "Non sappiamo nulla sui conti, bisogna chiedere ai servizi segreti - ha detto il leader democratico - Da mesi ormai c'è uno solo che conosce i conti, poi arriva un decreto e si conosce la situazione. Niente può essere fatto di accettabile senza l'illustrazione della situazione". Bersani è netto: "Se la manovra toccherà i ceti popolari ci faremo sentire''.

Della manovra annunciata dal governo per affrontare la crisi economica l'Italia dei Valori contesta "merito e metodo". Il metodo, dice Antonio Di Pietro incontrando i cronisti a Montecitorio, ''perché dovrebbe essere tutto il Parlamento ad assumersi la responsabilità di trovare questa trentina di miliardi di euro che servono''. ''Nel merito - spiega ancora il leader dell'Idv - perché ancora una volta con questi interventi a pioggia saranno le fasce più deboli a pagarne le conseguenze. Vogliamo che si esca dalla demagogia''. Se si vogliono ridurre le spese, insiste l'ex pm, "è inutile dire che si vuole tagliare del 5% l'indennità dei parlamentari, la si riduca del 50%''.

''E se vogliono il federalismo - rimarca ancora Di Pietro - si eliminino le province, le comunità montane, quella marea di società degli enti locali, che servono a dare occupazione senza lavorare ad almeno 25mila componenti dei Cda. Ci sono spazi eccome - conclude Di Pietro - per trovare i soldi per fronteggiare la crisi, ma non li si prenda dai pensionati e dai nullatenenti".

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