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Milleproroghe, sì dalla Camera.

ultimo aggiornamento: 24 febbraio, ore 08:41
Roma - (Adnkronos) - Prima della votazione finale sul decreto, passato con 336 voti a favore, il governo è andato sotto due volte su altrettanti odg presentati dal Pd e dalla Lega. L'aula di Montecitorio aveva votato in mattinata la fiducia con 477 sì, 65 no, due astensioni. Napolitano scrive alle Camere e al presidente del Consiglio


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Roma, 23 feb. (Adnkronos) - L'aula della Camera ha approvato il decreto milleproroghe con 336 voti a favore. Prima della votazione, l'esecutivo Monti era andato sotto due volte alla Camera durante l'approvazione degli ordini del giorno sul provvedimento.

Per primo era stato approvato uno sul quale il governo aveva espresso parere contrario. Si trattava di un emendamento presentato dal deputato del Pd Antonino Russo passato con i voti dei democratici, di Idv e della Lega. Poi è stata la volta di un odg del leghista Davide Caparini sulla questione del canone Rai per Pc, tablet e smartphone sul quale il governo aveva espresso parere contrario. Solo il Pd ha votato per la bocciatura.

L'aula della Camera in mattinata aveva votato la fiducia al decreto. A favore si erano espressi 477 deputati, i contrari erano stati 65, 2 gli astenuti.

Dopo aver votato no, il leader della Lega Umberto Bossi aveva puntato il dito sull'ex alleato Berlusconi: il provvedimento "passerà perché Berlusconi gli ha votato sì. Tutta la colpa è di Berlusconi''.

Contrario alla fiducia anche Antonio Di Pietro: "L'Idv contesta la fiducia e voterà no al milleproroghe, contraria al provvedimento per questioni di merito e metodo" aveva detto il leader dell'Italia dei valori che attaccava il governo: "Basta con l'ipocrisia di una maggioranza che esiste: con 550 parlamentari - chiede - che bisogno c'era di mettere la fiducia? Lo hanno fatto perché si tratta di una maggioranza falsa, ipocrita e posticcia".

Nel merito, il provvedimento in sé per Di Pietro certifica "il fallimento dello Stato e delle istituzioni tutte" perché vengono prorogate "leggi che non rispettano le scadenze che si erano date. Per tutto questo, voteremo no".


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