Si festeggiano i dieci anni dalla legge sulla riforma del Patronato
Nalla foto (Labitalia), la presidente di Inca-Cgil Morena PIccinini
Piccinini (Inca Cgil), con i patronati 'rete' per rivolgersi alla persona
Nalla foto (Labitalia), la presidente di Inca-Cgil Morena PIccinini
ultimo aggiornamento: 16 novembre, ore 11:27
La presidente di Inca: "Abbiamo bisogno di allargare il nostro ambito di azione verso grandi terreni, come quello della previdenza complementare e dei rapporti con la pubblica amministrazione a livello locale"
Roma, 15 nov. (Adnkronos/Labitalia) - "Abbiamo bisogno di allargare il nostro ambito di azione verso grandi terreni, come quello della previdenza complementare e dei rapporti con la pubblica amministrazione a livello locale: noi vogliamo essere rete insieme alle amministrazioni locali, soprattutto in un momento come questo in cui esercitare i diritti sociali e di cittadinanza spesso e' difficile. E la funzione nuova del patronato e' proprio questa: non solo rivolgersi al lavoratore per il bisogno strettamente previdenziale, ma rivolgersi alla persona per l'insieme dei diritti di cittadinanza, da quelli previdenziali alla tutela della salute sul luogo di lavoro, alla gestione del rapporto verso i lavoratori immigrati". Cosi' Morena Piccinini, presidente dell'Inca Cgil, parla del ruolo e delle prospettive del patronato.
E dei dieci anni dalla legge di riforma del patronato (la numero 152 del 2001), ricordati oggi con un evento al Cnel, la presidente dell'Inca da' una valutazione positiva: "Sono tante le attivita' che sono state previste in quella legge di riforma e, allo stesso modo, siamo anche fieri del fatto che i controlli che sono attribuiti al ministero del Lavoro siano altrettanto rigorosi, perche' riteniamo che tanto piu' si afferma il ruolo di un soggetto che svolge funzioni pubbliche quanto piu' ci sono anche positivi elementi di riscontro da fonti terze all'attivita' medesima. Quindi, diamo un bilancio positivo, sebbene vi siano ambiti di attivita' che noi vogliamo ancora esplorare".
Non mancano, comunque, le criticita': "Le criticita' stanno nel fatto - avverte - che elementi che erano gia' compresi nella legge di 10 anni fa non sono stati ancora attuati. Per esempio, era previsto che vi fosse una convenzione con il ministero degli Affari esteri per il riconoscimento della nostra tutela all'estero e quindi anche un rapporto con i consolati che ancora non e' intercorso, nonostante nel frattempo si sia ridotta pesantemente quella che e' la capacita' di relazione e di tutela dei cittadini all'estero da parte delle istituzioni pubbliche italiane, determinando quindi un maggior carico sui patronati".
Il convegno per i dieci anni dalla legge 152 e' stato promosso, per la prima volta insieme, dai quattro raggruppamenti di patronati, Cepa, Cipas, Cipla e Copas. "I problemi che stiamo vivendo -sottolinea Piccinini - sono problemi comuni. Quello che vogliamo esprimere e' il valore del patronato in se'. Il modo col quale ci rapportiamo alle istituzioni, alla pubblica amministrazione, agli istituti previdenziali e' congiunto e con un minimo comun denominatore che e' molto alto. Questo lo si verifica anche nelle modalita' con cui ci rapportiamo alle stesse amministrazioni e istituti previdenziali: sono frequenti le situazioni in cui i quattro raggruppamenti che raccolgono l'insieme dei 29 patronati raggiungono posizioni comuni per poter lavorare insieme e meglio con la rete delle istituzioni locali e nazionali, a partire dagli enti previdenziali".
"In questo processo di trasformazione delle amministrazioni e degli enti previdenziali corriamo il rischio - prosegue Piccinini - che la semplificazione interna agli istituti previdenziali diventi un aggravio di oneri non solo per il cittadino ma anche per i patronati e l'azione comune che stiamo svolgendo e' proprio quella di chiedere la collaborazione, di chiedere la possibilita' di poter svolgere compiutamente il nostro ruolo".
Per la presidente dell'Inca, "il processo di telematizzazione su cui stanno pesantemente, e giustamente, investendo gli enti previdenziali e' un obiettivo importante da condividere, ma in realta' spesso gestito in modo frettoloso e a volte anche poco rispettoso per quanto riguarda le stesse possibilita' di accesso dei cittadini". "E' importante di conseguenza - osserva - che si investa nella rete dei patronati: noi siamo a disposizione per poter assolvere anche a questo compito. Il punto e' che neanche questo viene gestito in modo corretto, perche' anche noi rischiamo di essere alla rincorsa di procedure delle quali non siamo posti a conoscenza direttamente e manca spesso il confronto e il dialogo; mentre vorremmo che questo processo invece venisse gestito fino in fondo all'insegna della collaborazione e di un percorso comune".
"La cooperazione telematica - conclude - e' una grande scommessa per questo paese, anche nel rapporto di delegificazione e sburocratizzazione che e' in atto. Ci vogliono pero' le condizioni affinche' i patronati siano considerati effettivamente partner e non soltanto soggetti dell'esternalizzazione. Perche' un'esternalizzazione pura e semplice senza avere queste procedure determina poi problemi a tutti e soprattutto ai cittadini".
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