News > Economia > Quote latte, Galan contro la Lega: ''Non mi dimetto, lo faccia chi causa multe all'Italia''
''Basta con l'immagine dei poveri produttori con la mucca Carolina"
Il ministro per le Politiche agricole Giancarlo Galan (Adnkronos)
Quote latte, Galan contro la Lega: ''Non mi dimetto, lo faccia chi causa multe all'Italia''
Il ministro per le Politiche agricole Giancarlo Galan (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 12 luglio, ore 15:56
Bruxelles - (Adnkronos/Aki/Ign) - Da Bruxelles il ministro per le Politiche agricole attacca il Carroccio che si è schierato con i 'splafonatori': ''Difende un piccolo manipolo di trasgressori''. E sottolinea: ''Massima fiducia in Tremonti''. Nel mirino la norma che rinvia al 31 dicembre il pagamento delle sanzioni. L'Ue: "Non c'è spazio per negoziati"
Bruxelles, 12 lug. (Adnkronos/Aki/Ign) - "Ma che dimissioni!". Da Bruxelles, dove si trova per partecipare al Consiglio agricoltura europeo, il ministro per le Politiche agricole Giancarlo Galan spazza via le voci circolate nei giorni scorsi sulle sue possibili dimissioni in relazione alla norma che rinvia al 31 dicembre il pagamento delle multe sulle quote latte, rinvio per il quale l'Italia rischia l'apertura di una procedura d'infrazione da parte dell'Unione Europea. "Si dimetterà chi causa multe e sanzioni europee all'Italia", sottolinea il ministro.
Il commissario Ue all'agricoltura Dacian Ciolos nei scorsi giorni ha infatti avvertito Roma che se passerà l'emendamento l'Italia ricorrerà in pesanti sanzioni europee. E oggi conferma: "non c'è spazio per negoziati" sulle quote latte, ricordando di essersi già espresso sulla questione il mese scorso con una lettera in risposta ad una richiesta di parere di Galan. In quell'occasione, ha detto Ciolos, è stato sottolineato come "la legislazione sia molto chiara e che l'Italia deve rispettarla: spero che l'Italia prenda tutte le misure necessarie, altrimenti dovrò agire".
Galan da parte sua sottolinea: "Con quale faccia ci si presenta in un Consiglio europeo quando in Italia deliberatamente i parlamentari della maggioranza vanno contro le norme europee". Il ministro ha quindi sottolineato di essere "qui per dare una sensazione di serietà alla presenza italiana a Bruxelles mentre là difendono un piccolo manipolo di trasgressori", ha continuato facendo indirettamente riferimento alle posizioni assunte dalla Lega a difesa degli 'splafonatori' (i produttori che hanno superato le quote latte fissate per loro, ndr).
"La mia massima fiducia è in Tremonti - ha aggiunto -, perché non credo abbia voglia di giocarsi la reputazione per inserire un emendamento del genere". E alla domanda se a settembre tornerà da ministro a Bruxelles per il prossimo Consiglio agricoltura, l'ex governatore del Veneto ripete: "Io sarei andato a casa se Berlusconi mi avesse detto di lasciar perdere, di chiudere un occhio, multa più, multa meno'' invece ''non me lo ha detto e mi ha detto di fare quello che ho fatto".
Per il ministro dell'Agricoltura il messaggio da far passare è che "sono i cittadini italiani a pagare" per le multe degli allevatori. Multe che per il periodo che va dal 1995-96 al 2001-02 sono di 1,708 miliardi di euro. Basta con "l'immagine dei poveri produttori con la mucca Carolina", perché "alla fine non è chiaro che pagano gli italiani - denuncia Galan - e il grave è che questo avviene in un momento in cui si chiedono sacrifici e rigore". ''Non è un atteggiamento da Paese civile", sottolinea Galan, chiedendosi come sia possibile che "per difendere 67 allevatori si facciano pagare 1,7 miliardi ai contribuenti italiani".
Infine, l'ex governatore del Veneto ricorda che "il 95% dei 40mila allevatori italiani", ovvero tutti quelli che sono in regola con le quote latte oppure hanno pagato le sanzioni, "un po' di rispetto lo meritano". Dunque, è "stupefacente" la battaglia a difesa di quelli che "hanno continuato a produrre senza quote". Fra questi, dice, anche "un parlamentare della Repubblica, l'onorevole Rainieri", come da sua stessa ammissione.
Contro il rinvio del pagamento delle multe scende in campo anche la Federconsumatori, che giudica ''deplorevole l'emendamento presentato nella manovra''. Chi l'ha presentato, secondo Rosario Trefiletti, ''si dovrebbe vergognare a chiedere esoneri per chi ha trasgredito, mentre, per risanare i bilanci, lo Stato si prepara ad attingere risorse soprattutto a danno delle famiglie meno abbienti, e del reddito fisso".
La Cia, Confederazione italiana agricoltori, si dice pronta a mobilitarsi e denuncia: "E' vergognoso che in questi anni si siano trovati 1,7 miliardi (a spese dei contribuenti italiani) per pagare le multe delle quote latte che i soliti furbi - si legge in una nota - si sono ben guardati dal versare e per l'agricoltura, che sta vivendo una crisi drammatica, non si è riusciti a reperire un solo centesimo con la manovra".
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| willy59 ha scritto (12/07/2010 - ore 13:56) | segnala un abuso |
| Allora anche Formigoni non rispetta le leggi CACCIATELOO è al suo 4° mandato come presidente della regione Lombardia. | |
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