News > Economia > 'Rien ne va plus'. Al tavolo verde della crisi, il mestiere del croupier rilancia e vince
''Non deve essere daltonico, d'obbligo conoscere l'inglese e altre lingue straniere''
Croupier al lavoro
'Rien ne va plus'. Al tavolo verde della crisi, il mestiere del croupier rilancia e vince
Croupier al lavoro
ultimo aggiornamento: 25 novembre, ore 12:13
Roma - (Adnkronos/Labitalia) - Carte da gioco, roulette e gettoni: questi i 'ferri del mestiere' di una professione che nel Belpaese non conosce crisi e offre prospettive di guardagni. Christine Chilton: ''Il problema principale è soddisfare le richieste dei casino''. E dal 1992 la roulette in Italia è diventata 'rosa'
Roma, 22 nov. - (Adnkronos/Labitalia) - Carte da gioco, roulette e gettoni. Sono questi i 'ferri del mestiere' del croupier, una professione che in Italia non conosce crisi e che anzi vede proliferare corsi di formazione e master vari. Un percorso professionale che vale la pena di seguire, visto che le opportunità ci sono, soprattutto nel mercato del lavoro europeo e internazionale
Oltre alla conoscenza dei giochi e dei numeri, il croupier non deve essere daltonico, deve avere un aspetto ordinato. Vietatissimi i tatuaggi e i piercing e un'ottima conoscenza dell'inglese e di altre lingue straniere è d'obbligo
"Pazienza e gentilezza non devono mai mancare- spiega a LABITALIA Christine Chilton, inglese fondatrice della scuola 'Croupier Courses International' di Palermo - . La fedina penale deve 'brillare' e la moralità deve essere ineccepibile".
Il croupier deve infatti seguire un vero e proprio codice di comportamento. "Fermo restando - precisa - che nella sala da gioco non può entrare nessun familiare, al croupier è vietato uscire con i clienti. Alla base della scelta di questo mestiere, comunque, ci deve essere un forte desiderio di viaggiare e, magari, di andare all'estero. Pensiamo solo alle navi da crociera e soprattutto ai guadagni che se ne possono ricavare".
E proprio quello dei guadagni è un altro aspetto da non sottovalutare. "Questa figura professionale - continua Chilton - è molto richiesta dal mercato. Tutti gli allievi escono dai nostri corsi, che durano in media 3-4 mesi, 5 giorni a settimana per oltre 7 ore al giorno, con in mano il diploma e un foglio di assunzione con cifre a più zeri. Anche se - puntualizza - la paga di ogni Paese è collegata al costo della vita locale. In generale, si va da un minimo di 600 euro fino a 5.000 euro netti al mese mance escluse".
In particolare, "il croupier ispettore parte da una base di 2.000 euro, il 'pit boss' (controlla un'area) 3.000 euro e il manager di casinò 4.000 euro e oltre". "Negli ultimi 3 mesi -ricorda Christine Chilton- sono stati inseriti oltre 40 ragazzi nei casinò esteri e per il 2010 è prevista una richiesta di almeno 250 'italian croupier'. Il mio problema principale non è offrire lavoro ai ragazzi che accolgo nella mia scuola, ma soddisfare tutte le richieste che mi giungono dai casinò con cui collaboro che, per il 90%, sono britannici".
"L'insegnamento della tecnica che deve seguire il croupier - afferma - è strutturato secondo le necessità individuali. Parlando in inglese, ogni studente imparerà 'Black Jack' e 'American Roulette'. Questa sezione del corso è tenuta da insegnanti di madre lingua inglese o italiani con esperienze internazionali, tutti con un minimo di 10 anni di lavoro in casinò internazionali. Anche l'insegnamento linguistico è tarato a secondo del livello di conoscenze già acquisite".
Alla fine del corso, gli allievi devono sostenere una prova pratica di gioco al tavolo e una di lingua e, dopo aver superato l'esame, la 'Croupier Courses International' li manderà a lavorare in uno dei numerosi casinò, che richiedono personale, con cui resta in costante contatto. Quello del croupier non è un mestiere riservato esclusivamente agli uomini.
"Mi sono battuta - dice a LABITALIA Anna Conforti, fondatrice del 'Centro Formazione Croupier', l'unico centro di formazione nazionale patrocinato dai comuni candidati a future sedi di casinò - per l'introduzione delle donne in questo settore. Dal 1992, infatti, è stata prevista anche la presenza femminile dietro al tavolo verde. Sicuramente il volto femminile ingentilisce l'atmosfera, soprattutto con il 'Black Jack' e il 'Poker caraibico'. Le donne poi sono in grado di gestire con padronanza e sicurezza il tavolo da gioco".
"Non dimentichiamo poi - sostiene Conforti - che, tra le qualità di un bravo 'croupier', non devono mancare la predisposizione ai rapporti interpersonali, la cordialità, la velocità e la precisione nell'esecuzione di calcoli e pagamenti. Una capacità di concentrazione e, nello stesso tempo, di 'savoir faire' che non mancano certo alle donne".
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