''Il governo ha agito, nel tempo della crisi, con una politica di bilancio sobria''
Carlo Sangalli (Adnkronos)
Sangalli promuove la manovra: ''Ore le riforme per crescere''
Carlo Sangalli (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 16 giugno, ore 11:58
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il numero uno di Confcommercio all'Assemblea annuale: ''Prospettiva di crescita lenta e fragile''. E chiede "una politica per i servizi che si integri con la più consolidata politica industriale''. Poi ''la riforma strutturale fondamentale: una riforma fiscale che, incrociandosi con la costruzione del federalismo fiscale, consenta di ridurre le tasse''. Manovra, stop dalle Regioni: ''Irricevibile''
Roma, 16 giu. (Adnkronos/Ign) - "Di necessità, cioè date le dimensioni storiche del nostro debito pubblico, e per virtù, il governo ha agito, nel tempo della crisi, con una politica di bilancio sobria, cioè doverosamente attenta agli andamenti dei conti pubblici e prioritariamente rivolta alla protezione del capitale umano". Ad esprimere un giudizio positivo sulla manovra è il numero uno di Confcommercio Carlo Sangalli, nel giorno dell'Assemblea annuale dell'organizzazione.
Una manovra, dunque, scandisce il presidente dal palco dell'Auditorium di via della Conciliazione, "quantitativamente impegnativa, necessariamente impegnativa. Ma più contenuta di quelle che dovranno operare altri grandi Paesi europei". Una manovra, aggiunge, che il governo ha impostato secondo due principi "necessari nel tempo dell'emergenza": quello in base al quale la pressione fiscale non può essere "ulteriormente accresciuta" e quello per il quale "la spesa pubblica non può più essere considerata una variabile indipendente".
Resta il fatto, rileva il presidente, che è "difficile la transizione dalla recessione al ritorno alla crescita". Purtroppo, è la constatazione di Sangalli, "nel suo complesso, il motore dell'Italia produttiva gira ancora troppo piano e il riassorbimento della disoccupazione appare particolarmente critico. Stimiamo, così, una crescita del Pil dello 0,7% nel 2010 e dell'1% nel 2011. Anche i consumi delle famiglie seguiranno lo stesso profilo di moderata crescita del prodotto lordo. Stiamo quindi attraversando una difficile transizione in cui resta elevato il livello di sofferenza dell'economia reale, delle imprese e del lavoro. Soprattutto, ci confrontiamo, ancora una volta, con una prospettiva di crescita lenta e fragile". Lenta, spiega, "perché tanto pesano" ritardi "strutturali di lungo periodo sul terreno dei fattori di produttività e di competitività, ed i problemi strutturali della finanza pubblica. Fragile, perché esposta a tutte le incertezze, i postumi della deflagrazione del modello della globalizzazione ruggente e poco governata, della crescita dopata dal debito e dal primato della finanza".
Per tornare a crescere e recuperare competitività, è il messaggio di Sangalli, bisogna puntare sull'economia dei servizi, perché "manifattura ed export non bastano a garantire la ripresa". Il numero uno dell'organizzazione chiede "una politica per i servizi che si integri con la più consolidata e riconosciuta politica industriale. Una politica per i servizi (cioè un sistema di regole, di strumenti e di ragionevoli risorse) che supporti, anche in questo fondamentale settore, i processi di rafforzamento della produttività. Mettere in campo questa politica era già necessario ieri. Oggi - scandisce - è un'emergenza".
Altro punto la pressione fiscale. "Per chi paga regolarmente tasse e contributi, la pressione fiscale complessiva ed effettiva è ben superiore al 43,2% del Pil e può essere stimata prossima al 52%", scandisce con forza il presidente Sangalli, rimarcando la necessità di condurre in porto quella che ritiene essere "la riforma strutturale fondamentale. Una riforma fiscale che, incrociandosi con la costruzione del federalismo fiscale, consenta di ridurre le tasse che gravano sulle imprese e quelle che gravano, con un cuneo fiscale e contributivo del 46,5%, sul lavoro".
Dunque occorre "far avanzare adesso il cantiere delle riforme". Sangalli, sprona l'esecutivo a non indugiare e mettere subito in campo "riforme per crescere di più, e dunque anche per rendere sostenibile e più agevolmente riducibile quel debito pubblico; per crescere meglio, e cioè con maggiore coesione sociale e territoriale; per costruire un federalismo, istituzionale e fiscale, responsabile, cioè necessariamente pro-competitivo e giustamente solidale. Un federalismo - chiarisce dal palco dell'Auditorium di via della Conciliazione - che consenta di archiviare la stagione della proliferazione delle competenze e dei conflitti di competenza, di rendere più efficienti e di snellire gli apparati amministrativi, di assicurare tempestività ai processi decisionali".
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