Dopo il terremoto di magnitido 8,8 della scala Richter che ha colpito il Cile
L'isola di Pasqua
A rischio tsunami le isole di Pasqua e di Robinson Crusoe
L'isola di Pasqua
ultimo aggiornamento: 27 febbraio, ore 17:38
Santiago - (Adnkronos) - L'onda ha già raggiunto la terra ribattezzata in onore del naufrago del romanzo di Defoe, situata a circa 700 km dalle coste cilene. Minacciata anche l'Isola di Pasqua, uno dei territori abitati più isolati del mondo
Santiago, 27 feb. (Adnkronos) - L'onda di tsunami generato dal terremoto di magnitido 8,8 della scala Richter ha già raggiunto l'isola di Robinson Crusoe, mentre nelle prossime ore potrebbe abbattersi sull'isola di Pasqua, ragione per cui il presidente del Cile, Michelle Bachelet, ne ha ordinato la parziale evacuazione. L'isola di Robinson Crusoe, situata nel Pacifico meridionale a circa 700 chilometri dalle coste cilene, è stata ribattezzata dal governo di Santiago nel 1966 in onore del naufrago protagonista del romanzo di Daniel Defoe. L'isola, che in origine si chiamava Isla Mas a Tierra, è stata effettivamente abitata dal naufrago che ha ispirato lo scrittore inglese.
Nel 1704 il marinaio scozzese Alexander Selkirk venne abbandonato sull'isola dal galeone St. George, agli ordini del corsaro William Dampier, dopo aver provato a convincere i suoi compagni all'ammutinamento. Vi rimase per quattro anni e quattro mesi in completa solitudine, potendo portare con sé solo un moschetto, della polvere da sparo, alcuni strumenti da falegname, un coltello e una Bibbia. Venne tratto in salvo nel 1709 dalla nave corsare Duke, che lo riportò sano e salvo in Inghilterra.
L'altra grande isola che insieme a Robinson Crusoe fa parte dell'arcipelago di Juan Fernandez si chiama Isola di Alejandro Selkirk. Tutto l'arcipelago, che comprende anche l'Isola di Santa Clara, è abitato da circa 700 persone che si dedicano principalmente alla pesca dell'aragosta ed è stato dichiarato Riserva mondiale della biosfera dall'Unesco.
L'Isola di Pasqua, in lingua nativa Rapa Nui, fa parte, insieme all'arcipelago di Juan Fernandez, del gruppo di isole e atolli cileni nell'Oceano Pacifico meridionale chiamate Islas Esporadicas. Situata a 3.600 chilometri a ovest delle coste del Cile, è uno dei territori abitati più isolati del mondo. La sua storia è ancora oggi misteriosa, ma secondo molte ricerche sarebbe il primo caso di disastro ecologico provocato dall'uomo. Le coste dell'isola, colonizzate da tribù polinesiane nel X-XI secolo, sono ricoperte da numerosi Moai, grandi statue di pietra il cui scopo non è tuttora noto con certezza.
L'erezione di Moai richiedeva notevoli quantità di legname e cominciò pertanto un forte disboscamento dell'isola da parte dei suoi abitanti. La diminuzione della risorsa forestale provocò un inasprimento dei rapporti sociali tra le varie tribù che popolavano l'isola, che sfociò in violente guerre civili. Con la fine del legname sull'isola gli abitanti iniziarono ad usare erbe e cespugli come combustibile, rendendo ancora più proibitive le condizioni di vita per la poca popolazione rimasta, che venne decimata da scontri interni e da flussi migratori.
Fu il pirata olandese Edward Davis, il primo europeo ad avvistare l'isola nel 1687, a bordo del suo battello Bachelors Delight. In seguito, l'isola venne contesa dalle potenze europee, diventando per un breve periodo un enorme pascolo per pecore e mucche, di proprietà di un ufficiale francese di nome Dutroux-Bornier, giunto sull'Isola di Pasqua accompagnato dal suo socio in affari, l'inglese Brander, che trasformò l'isola in un piccolo regno di cui lui stesso era il sovrano. Nel 1888 l'Isola di Pasqua fu annessa al Cile e la sua popolazione attualmente conta circa 4mila persone, concentrate principalmente nei centri abitati di Mataveri e Hanga Roa, e dedite all'industria della pesca, allevamento e turismo.
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