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Sì del Senato al decreto sulle missioni

Afghanistan, Berlusconi: "L'Italia farà la sua parte"

Militare italiano (Xinhua)  Militare italiano (Xinhua)
ultimo aggiornamento: 02 dicembre, ore 14:33
Roma - (Adnkronos/Ign) - Frattini: ''Daremo il nostro contributo, ma non è il momento di quantificare''. Obama annuncia la sua strategia per l'Afghanistan: ''Altri 30mila soldati e ritiro dal 2011''. Rasmussen: ''Dai paesi Nato almeno 5mila soldati in più''
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Roma, 2 dic. (Adnkronos/Ign) - Sull'Afghanistan l'Italia condivide la strategia annunciata dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama ed è pronta a fare la sua parte. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è intervenuto dopo il discorso nel quale il leader statunitense ha annunciato l'invio di altri 30mila soldati e chiesto nuove truppe agli alleati.

''Abbiamo avuto, in questi giorni, strette consultazioni con gli Stati Uniti sull'Afghanistan. Io stesso - ha spiegato il premier - ne ho parlato con il presidente Obama la scorsa settimana e, quindi, condivido la strategia annunciata ieri sera: un approccio regionale, a partire dal ruolo fondamentale del Pakistan; un rafforzamento delle attività civili nel Paese, che salvaguardi i progressi già compiuti in diversi settori; uno sforzo militare supplementare adesso, per porre le premesse di un più agevole disimpegno domani". "L'Italia farà la sua parte, nella consapevolezza che nel conflitto in Afghanistan - ha concluso Berlusconi - è in gioco non solo il futuro della popolazione afghana, ma anche la credibilità della Nato, della lotta contro il terrorismo e, quindi, la nostra stessa sicurezza''.

Anche il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini ha assicurato che "il contributo dell'Italia ci sarà''. E, ha aggiunto, ''il presidente del Consiglio e il ministro della Difesa ne daranno comunicazione informando il Parlamento italiano". L'aumento dei militari italiani in Afghanistan non avverrà nei prossimi giorni. Bensì in "un arco temporale che prenderà alcuni mesi", ha aggiunto Frattini, sottolineando che l'impegno è quello di informare il Parlamento prima che inizi il dispiegamento.

L'Italia, ha aggiunto il titolare della Farnesina, parlerà con i suoi alleati "per i dettagli dell'operazione, inclusa la gradualità del dispiego". Un'operazione prevede "il piano di rientro di altri contingenti italiani dai Balcani ma anche dal Libano". "Non è il momento di quantificare", però, l'aumento delle forze in Afghanistan. L'Italia, ha proseguito Frattini, "condivide la strategia illustrata questa notte da Barack Obama" sia per quanto riguarda l'aspetto non solo militare ma anche politico, sia "per il riferimento ad un graduale disimpegno via via che l'Afghanistan sarà in grado di garantire la propria sicurezza e che questo non può avvenire entro un tempo lungo. Il 2013 sarà l'obiettivo massimo, non quello minimo, per il disimpegno" dall'Afghanistan.

Quanto al contributo degli altri paesi alleati, Frattini, intervenuto a margine del foro di dialogo Italia e Russia organizzato a Roma dall'Ispi, ha detto: "Noi ci auguriamo che gli alleati facciano molto, anzi moltissimo, come faremo noi". Il ministro degli Esteri ha quindi notato la "risposta indecisa della Francia, la presa di tempo della Germania, il contributo, forse minimo, del Regno unito".

Intanto, l'aula del Senato ha approvato a larghissima maggioranza il decreto di proroga delle missioni militari internazionali di pace. I voti a favore sono stati 245, uno contrario. I 12 senatori dell'Idv si sono astenuti. Il provvedimento passa ora all'esame della Camera.

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