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Dalla comunità internazionale 140 milioni di dollari per il primo anno per il piano di transizione

Afghanistan, "in 5 anni sicurezza in mano a Kabul". Karzai lancia piano riconciliazione

Nella foto il presidente afgano Hamid Karzai (Foto Adnkronos)Nella foto il presidente afgano Hamid Karzai (Foto Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 28 gennaio, ore 17:50
Londra (Adnkronos) - Si è tenuta nella Lancaster House di Londra la conferenza internazionale sull'Afghanistan, entrato in una "nuova fase" di maggiori responsabilità. Il presidente afgano: "La riconciliazione avrà luogo in accordo con la Costituzione afgana"
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Londra, 28 gen. (Adnkronos/Aki) - Si è tenuta nella Lancaster House di Londra la conferenza internazionale sull'Afghanistan. Obiettivo: dare un segnale forte di sostegno della comunità internazionale ma anche affrontare questioni spinose come la riconciliazione nazionale, il dialogo con i Talebani cosiddetti 'moderati' e la lotta alla corruzione.

Hanno partecipato il presidente afgano Hamid Karzai, il segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon, il premier britannico Gordon Brown e il capo del Foreign Office David Miliband, che presiederà la riunione. Oltre a loro, ci saranno i ministri degli Esteri di tutte e 43 gli stati che partecipano alla missione Isaf in Afghanistan guidata dalla Nato, tra tutti spicca il segretario di Stato Usa Hillary Clinton, più esponenti dei vicini del paese centro-asiatico. Per l'Italia c'è il titolare della Farnesina Franco Frattini, che incontrerà in bilaterale il nuovo ministro degli Esteri afgano Zalmay Rasoul.

Alla Conferenza di Londra è stata approvata una dichiarazione finale in cui viene definita la strategia sull'Afghanistan tesa a rafforzare il governo e le forze di sicurezza nella lotta contro i militanti di al Qaeda e viene ribadito l'''impegno a lungo termine'' della comunità internazionale. La conferenza, si legge nella dichiarazione congiunta, ''rappresenta un passo decisivo per una maggiore leadership afghana per rendere sicuro, stabilizzare e sviluppare l'Afghanistan'' e apre la strada al disimpegno dal Paese non appena ci si sarà ''assicurati che il governo afghano è sempre più in grado di assicurare le necessità degli afghani, sviluppando le istituzioni e le risorse del Paese''.

L'Afghanistan è entrato in una "nuova fase" in cui dovrà assumersi sempre più responsabilità, si legge nel comunicato finale della Conferenza internazionale di Londra . "I partecipanti alla conferenza - ha affermato - hanno sottolineato che il governo afgano e la comunità internazionale stanno entrando in una nuova fase sulla via della piena responsabilità afgane". "Insieme - prosegue il testo - ci siamo impegnati a fare intensi sforzi per assicurare che il governo afgano sia sempre più in grado di affrontare i bisogni della sua popolazione sviluppando le proprie risorse e istituzioni".

Ed entro cinque anni le forze di sicurezza afgane dovrebbero prendere il controllo anche delle aree del paese oggi meno sicure. E' l'impegno preso da Kabul. "I partecipanti - si legge - hanno espresso compiacimento per il fatto che le forze di sicurezza afgane stanno sempre più prendendo responsabilità delle operazioni militari" nonché "per l'obiettivo espresso dal governo afgano di vedere le forze di sicurezze afgane condurre la maggioranza delle operazione nelle aree non sicure entro tre anni e di assumersi la responsabilità della responsabilità fisica entro cinque anni". Per arrivare a questo obiettivo, prosegue il comunicato, "la comunità internazionale si è impegnata a continuare a migliorare la capacità e l'efficace delle forze di sicurezza afgane". Il testo ricorda gli obiettivi già indicati lo scorso 20 gennaio, di arrivare entro l'ottobre 2011 a 171.600 soldati afgani e 134.000 poliziotti.

La Conferenza di Londra sull'Afghanistan ha inoltre ufficialmente espresso apprezzamento per il processo di riconciliazione nazionale lanciato dal presidente afgano Hamid Karzai, e ha lanciato un 'trust fund' (fondo fiduciario) per finanziarlo. Lo si legge nel comunicato finale diffuso a Londra. "I partecipanti alla conferenza - è scritto - esprimono compiacimento per i piani del governo dell'Afghanistan di offrire un posto onorevole nella società a quelli che saranno pronti a rinunciare alla violenza, partecipare a una società libera e aperta e a rispettare i principi contenuti nella costituzione afgane, a tagliare i propri legami con Al Qaeda e altri gruppo terroristici e a perseguire i propri obiettivi politici pacificamente". Nel comunicato si esprime inoltre compiacimento per "i piani (di Karzai) di convocare una Loya Jirga sulla pace prima della conferenza di Kabul", e infine "l'impegno della comunità internazionale di stabilire un trust fond per la pace e la reintegrazione per finanziare il programma a guida afgana per la pace e la reintegrazione".

La comunità internazionale ha dunque preso impegni per 140 milioni di dollari per il primo anno per il piano di transizione in Afghanistan. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri britannico David Miliband, al termine della conferenza. "La comunità internazionale - ha affermato il capo del Foreign Office - ha risposto con un finanziamento significativo, oggi abbiamo visto impegni per oltre 140 milioni di dollare solo per il primo anno".

Questa mattina il presidente Karzai in un'intervista alla Bbc aveva spiegato che l'Afghanistan avrà bisogno di sostegno internazionale "almeno per i prossimi 15 anni". A proposito della formazione delle forze armate e di sicurezza del paese asiatico, elemento chiave nella strategia occidentale di un progressivo trasferimento di responsabilità dalla comunità internazionale a Kabul, il presidente afgano ha spiegato che per completare il processo ci vorranno "tra i 5 e i 10 anni".

Karzai aveva inoltre detto che "persuaderà" i talebani senza legami con Al Qaeda a "deporre le armi", ma "nel rispetto della Costituzione" del paese. "I talebani che non sono parte di Al Qaeda o di altri reti terroristiche - ha affermato il presidente afgano - che accettano la costituzione e non hanno alcuna ostilità ideaologica con noi, saranno persuasi con tutti i mezzi pacifici a deporre le armi e tornare ad essere parte della comunità internazionale". Comunque, ha precisato il leader di Kabul, "la riconciliazione avrà luogo in accordo con la Costituzione afgana".

Intervenendo poi all'apertura della conferenza, Karzai aveva poi pubblicamento confermato di voler "stendere una mano a tutti coloro che non siano legati ad Al Qaeda". Ed ha annunciato la creazione di un "Consiglio Nazionale per la pace e riconciliazione", ribadendo la richiesta al re saudita Abdullah di mediare il processo di integrazione. "Chiediamo il sostegno della comunità internazionale", ha detto ancora il presidente afgano.

In primavera in ogni caso si terrà una nuova conferenza internazionale sull'Afghanistan a Kabul.

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