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Si trovano presso strutture del ministero degli Interni

Afghanistan, ''gli italiani arrestati hanno confessato''. Frattini: grave se responsabili. Strada: assurdo

(Dal sito di Emergency)  (Dal sito di Emergency)
ultimo aggiornamento: 12 aprile, ore 08:33
Roma - (Adnkronos/Ign) - Giallo sulla presunta confessione. Gli afghani: ''Sono terroristi''. Ma Emergency li difende: ''Una bufala, complotto contro di noi''. E il ministro degli Esteri precisa: ''Accuse tutte da verificare''. Trovate cinture esplosive e altre armi nell'ospedale di Lashkar Gah. L'ambasciatore italiano ha incontrato domenica i tre operatori: ''Stanno bene''. Chi sono gli arrestati
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Roma, 11 apr. (Adnkronos/Ign) - E' giallo sulla presunta confessione degli operatori italiani di Emergency arrestati in Afghanistan. Secondo quanto riportato dal 'Times', gli afghani avrebbero reso noto che i tre hanno ammesso di essere terroristi. La notizia però non è stata confermata. Cauto il ministro degli Esteri Franco Frattini che invita alla cautela: ''Accuse tutte da verificare''. Ma aggiunge: ''Sarebbe grave se fossero responsabili, spero che non sia vero. Emergency da parte sua difende gli operatori. ''E' una bufala, un complotto contro di noi'', dice il fondatore Gino Strada.

Intanto, l'ambasciatore d'Italia a Kabul Claudio Glaentzer ha incontrato i tre medici di Emergency arrestati ieri e li ha trovati in buona salute. Lo riferiscono fonti della Farnesina.

Secondo le fonti l'infermiere Matteo Dell'Aira (coordinatore medico), il chirurgo d'urgenza Marco Garatti e il tecnico della logistica Matteo Pagani si trovano attualmente presso strutture del ministero degli Interni, gli accertamenti sono ancora in corso. L'ambasciatore ha ricevuto dalle autorità afghane, sottolineano ancora dalla Farnesina, precise rassicurazioni sul fatto che le indagini verranno condotte nel modo più rapido e rigoroso possibile.

Frattini ha avuto un colloquio telefonico con l'omologo afghano Zalmay Rassoul. Il titolare della Farnesina, si precisa, ha richiesto informazioni al collega afghano sui tre connazionali e ha ricevuto assicurazioni circa la tutela dei loro diritti, nonché circa l'incolumità delle altre quattro operatrici dell'ONG che non erano comunque state oggetto di alcun provvedimento di restrizione della libertà personale. Frattini ha espresso piena fiducia sulla correttezza dell'attività investigativa delle autorità afghane e ha ribadito la linea di rigore contro qualsiasi attività di sostegno, diretto o indiretto, al terrorismo.

Un portavoce del ministero degli Interni afghano, Zamarai Bashary, aveva reso noto dal canto suo che nell'ospedale di Lashkar Gah in cui prestavano servizio i tre italiani arrestati ieri insieme a sei colleghi afghani sono state scoperte due cinture esplosive, pistole e granate. ''Stiamo indagando'', ha affermato il portavoce.

"Abbiamo a che fare in Italia con qualcuno che protegge un governo che arresta i nostri medici". A lanciare l'accusa è il fondatore di Emergency, Gino Strada, che nel corso di una conferenza stampa ha così commentato l'arresto. "In Afghanistan è scattata una vera e propria guerra a un ospedale. La cosa non mi sorprende per certi aspetti perché è la logica di una guerra preventiva dove si vuole togliere di mezzo un testimone scomodo come siamo noi".

"Quello che preoccupa è che azioni come quelle di ieri vengono effettuate da forze della coalizione della quale il nostro Paese fa parte e preoccupa che forze afghane possano rapire, non arrestare ma rapire, persone nella peggiore tradizione terroristica", ha aggiunto Strada secondo il quale "sarebbe utile che anche gli italiani facessero sentire la loro voce". "L'Italia, con più di 3mila soldati, fa parte delle forze della coalizione ed ogni giorno paghiamo 2 mln di euro per proteggere il governo afghano che ha arrestato, o meglio rapito, personale medico. Se fossi un politico ci farei sopra una bella riflessione".

Perché "il regista dell'operazione di ieri non è solo un regista afghano", è l'accusa che il fondatore di Emergency lancia. "Nonostante tutta la demagogia della politica sulle missioni di pace, anche se oggi si ammette che siamo lì a fare la guerra", è evidente quali siano i risultati della cosiddetta guerra al terrorismo: il 40% dei feriti - ha sottolineato Strada - sono bambini al di sotto dei 14 anni e questa cosa disturba". Secondo Strada, "disturba soprattutto i piani di coloro che sono presenti in quel territorio come disturba il fatto che abbiamo chiesto un corridoio per evacuare i feriti. Loro - ha aggiunto - hanno fatto un cordone che chiamano stranamente sanitario ma che non consente di far arrivare i feriti ad una struttura ospedaliera. Tutto questo disturba qualcuno che ha messo in piedi l'operazione di ieri allo scopo di far sì che Emergency lasci quelle zone".

Strada, visibilmente provato dalla situazione che lui stesso definisce 'grottesca' e che ha portato ad accuse "incredibili nei confronti dei tre nostri connazionali" sostiene che "siamo testimoni scomodi". Dall'inizio della guerra "abbiamo effettuato almeno 60 mila visita ambulatoriali e 10 mila ricoveri''. ''Si tratta - ha aggiunto - di un ospedale che ha curato sempre persone bisognose di soccorso e questo è in linea con tutte le convenzioni internazionali. Ai tempi del regime sovietico potevamo curare i ribelli portati a Kabul che venivano poi riportati dopo le cure da dove erano arrivati. Oggi tutto questo non è più possibile - ha proseguito Strada - e molti feriti hanno visto negato il diritto di essere curati". "Ci piacerebbe che il nostro Paese reagisse e spero che tutte le autorità facciano il possibile perché si è trattato di un'aggressione grottesca e ingiustificata che non trova spiegazioni razionali".

"Qualsiasi italiano che abbia un minimo di senso comune non può pensare che un medico vada in Afghanistan per far saltare con il tritolo un governatore di una provincia qualunque. Questa è una cosa grottesca", ha commentato ancora Strada. Quanto al presunto ritrovamento di armi all'interno dell'ospedale, "se qualcuno volesse introdurre una pistola in qualsiasi nostro ospedale lo può fare in 10 minuti e poi c'è sempre la possibilità di corrompere qualcun altro che depositi, al momento della perquisizione, delle armi. Ma su tutti i nostri ospedali in Afghanistan c'è una bella scritta 'niente armi'.

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ugc
barone rosso ha scritto (12/04/2010 - ore 08:30) segnala un abuso
ugc
Onore a Gino Strada: uno dei pochi in Italia che ha ancora il coraggio intellettuale di chiamare le cose con il loro nome e di rispedire al mittente, vale a dire il signor Frattini, ogni volgare insinuazione di collusione con il terrorismo afghano. Il nostro governo dovrebbe solo vergognarsi, ma naturalmente non lo fa.
ugc
ugc
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