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L'azione suicida nell'est del Paese

Afghanistan, strage di americani: morti otto agenti Cia. Uccisa giornalista canadese

Soldati americani in Afghanistan (Xinhua)  Soldati americani in Afghanistan (Xinhua)
ultimo aggiornamento: 31 dicembre, ore 13:34
Kabul - (Adnkronos/Ign) - L'attentatore, forse infiltrato nell'Esercito, si è fatto saltare in aria alla base Usa di Khost. L'attacco è stato rivendicato dai talebani. Bomba a Kandahar: uccisi 4 soldati canadesi e una reporter che lavorava per il 'Calgary Herald'. Michelle Lang, 34 anni, avrebbe dovuto sposarsi fra qualche settimana. Martedì feriti due soldati italiani: a sparare un militare di Kabul
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Kabul, 31 dic. (Adnkronos/Ign) - Erano quasi tutti se non tutti agenti della Cia o contractors assoldati dall'agenzia di Langley gli otto americani rimasti uccisi ieri in Afghanistan in un attacco rivendicato dai Talebani contro la base di Khost. Lo hanno confermato fonti dell'amministrazione al 'Washington Post', che ha definito quello di ieri come "il singolo attacco più grave contro il personale dell'intelligence americana negli otto anni di guerra in Afghanistan e uno dei più gravi nella storia dell'agenzia".

L'attacco alla 'Forward Operation Base Chapman', sottolinea ancora il quotidiano americano, "rappresenta un colpo audace contro gli operativi dell'intelligence impegnati in operazioni di avanguardia contro il terrorismo in Afghanistan e in Pakistan".

Finora, la Cia ha ammesso la morte di quattro suoi uomini nella guerra in Afghanistan iniziata nell'autunno del 2001. "E' l'incubo che avevamo anticipato sin da quando siamo andati in Afghanistan e in Iraq - ha detto John E. McLaughlin, ex vice direttore dell'agenzia - La nostra gente sta spesso fuori dalla linea del fronte, senza un'adeguata forza di protezione e questo mette a rischio le loro vite".

L'attacco alla base americana è stato rivendicato dai talebani. In una telefonata all'agenzia di stampa Xinhua, il portavoce dei militanti islamici, Zabihullah Mujahid, ha riferito che un kamikaze con indosso un'uniforme dell'Esercito si è fatto saltare in aria nella base provocando la morte di una ventina di americani. La notizia che il kamikaze indossava una divisa è stata confermata da fonti della Nato. Emerge dunque il timore che ad agire possa essere stato un infiltrato.

Tre, dunque, le ipotesi: che l'attentatore fosse un talebano con indosso una divisa rubata; che fosse un ufficiale dell'esercito che, per ragioni sconosciute, si sia rivoltato contro chi doveva proteggere (come è avvenuto due giorni fa a Bala Murghab, dove un soldato afghano ha aperto il fuoco, uccidendo un soldato americano e ferendo due italiani); oppure, e questa è l'ipotesi più preoccupante, che il kamikaze fosse un insorto riuscito a infiltrarsi nelle fila dell'Esercito. All'inizio di novembre, in un incidente dalle modalità simili erano stati uccisi cinque soldati britannici.

Nelle stesse ore dell'attacco alla base Usa, una bomba a Kandahar ha ucciso quattro soldati canadesi e una giornalista al seguito. A darne notizia è stato il ministero della Difesa di Ottawa, secondo cui nella stessa esplosione che ha investito un mezzo blindato sono rimasti feriti altri quattro militari e un civile. La giornalista canadese si chiamava Michelle Lang e aveva 34 anni. Avrebbe dovuto sposarsi tra qualche settimana con il suo fidanzato Michael.

Vincitrice del 'National Newspaper Award' per i suoi reportage sulla sanità, la Lang era arrivata a Kandahar alla metà di dicembre per una missione di sei settimane, la sua prima nel Paese, durante la quale, come gli avevano chiesto i capi del suo giornale e come scriveva ancora due giorni fa sul suo blog, avrebbe dovuto raccontare le storie dei civili stranieri che vanno in Afghanistan ad aiutare la popolazione stremata dalla guerra e dai Talebani.

A Natale, la giornalista - prima reporter canadese a morire in Afghanistan in otto anni - aveva raccontato l'atmosfera della base di Kandahar dove soggiornava. "La vita qui è stata resa più luminosa grazie agli addobbi di Natale - aveva scritto - Molti soldati hanno decorato le loro tende, ho visto una ghirlanda appesa al manubrio di una bicicletta".

"Siamo tutti devastati dalla perdita di Michelle e le nostre preghiere vanno alla sua famiglia e al suo fidanzato", ha detto commosso Scott Anderson, caporedattore del Canwest News service, per cui la Lang lavorava insieme all'Herald, che, insieme ad altri colleghi, l'ha ricordata come "una grande persona e una grande giornalista".

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