Libia, Cnt: ''Saif pronto a consegnarsi al tribunale internazionale dell'Aja''
Saif al-Islam (Xinhua)
ultimo aggiornamento: 26 ottobre, ore 18:49
Tripoli - (Adnkronos/Aki) - Il 'delfino' del colonnello avvistato in Niger. Appello del Cnt: la Nato resti fino a fine anno. "Gheddafi sepolto in segreto nel deserto" . L'ultima lettera del raìs a Berlusconi: "Ferma le bombe". Sepolto da martire o da miscredente? Mistero sul funerale
Tripoli, 26 ott. (Adnkronos/Ign) - Saif al-Islam, figlio secondogenito del colonnello Muammar Gheddafi, sarebbe disposto a consegnarsi al Tribunale penale internazionale, che ha spiccato nei suoi confronti un mandato d'arresto per crimini contro l'umanità. E' quanto sostengono fonti del Consiglio nazionale di Transizione (Cnt) citate dalla tv satellitare al-Arabiya. Pronto a consegnarsi all'Aja, sempre secondo fonti del Cnt, sarebbe anche l'ex capo dei servizi segreti libici, Abdullah al-Senussi.
Secondo fonti militari del Niger, citate dall'agenzia 'Xinhua', il 'delfino' del Colonnello sarebbe stato avvistato questa mattina in territorio nigerino, nella località di Arlit, 400 km circa a nord di Agadez.
Dai siti web che sostengono il vecchio regime libico, intanto, rimbalza una nuova lettera attribuita proprio a Saif, in cui il 'delfino' del Colonnello rassicura i suoi familiari e promette vendetta per l'uccisione del padre. Secondo quanto riporta il sito 'Seven Days', si tratta "della sua prima lettera dalla strage perpetrata dalla Nato e dalle sue milizie crociate a Sirte e Bani Walid. Saif al-Islam Gheddafi ci scrive, dopo la diffusione di una serie di notizie contrastanti sul suo destino, uscendo dal silenzio e si rivolge alla sua famiglia e alle persone fedeli al popolo libico".
"Io voglio rassicurare la mia famiglia, mia madre e mia sorella sul fatto che vado avanti - recita il testo attribuito a Saif al-Islam - voi mi conoscete, non potevo tradire il testamento di mio padre da vivo, figuratevi se posso farlo da morto. Per quanto riguarda i fedeli libici, io dico loro: se avessimo potuto tornare indietro l'avremmo fatto in passato, ma abbiamo superato la linea del non ritorno da tempo. In questo momento storico voglio delineare il destino della nostra causa con chiarezza, perché alcuni vedono che tutto è finito, ma la verità è che tutto sta iniziando ora. Ho sempre creduto nella difesa della Libia vendicando il tradimento".
L'avvocato francese della famiglia del colonnello, Marcel Ceccaldi, in un'intervista rilasciata alla radio Europe 1, ha annunciato che la famiglia del defunto leader libico intende denunciare la Nato al Tribunale penale internazionale per ''crimini di guerra'' per la morte del rais. ''Sono stati gli elicotteri della Nato a sparare sul convoglio nel quale viaggiava. Il convoglio non rappresentava un rischio per la popolazione. Per cui è stato un omicidio premeditato dalla Nato'', ha detto il legale.
Il raid aereo non ha ucciso Gheddafi, hanno ferito l'ex leader, che poi è stato ''finito'' dalle forze del Consiglio nazionale transitorio, ha accusato l'avvocato. Il colonnello è stato ucciso giovedì scorso dopo essere stato catturato dagli uomini del Cnt mentre tentava di fuggire da Sirte, sua città natale. Il presidente del Cnt Mustafa Abdul Jalil ha annunciato una commissione d'inchiesta sulla morte di Gheddafi, dopo che le Nazioni Unite e alcuni Paesi occidentali avevano chiesto che venisse fatta chiarezza sulle cause che hanno portato al decesso del colonnello.
Intanto, una nuova sigla legata a ciò che resta del vecchio regime libico ha rivendicato la responsabilità dell'esplosione, avvenuta due giorni fa a Sirte, di un deposito di carburante che ha provocato circa 100 morti. Il gruppo in questione si fa chiamare 'Fronte di Liberazione della Libia' ed è apparso solo di recente sui siti Internet pro-Gheddafi.
Il presidente del Cnt Jalil ha chiesto alla Nato di prolungare la sua missione in Libia fino alla fine dell'anno. Lo ha annunciato la tv araba 'al-Jazeera'. Gli ambasciatori Nato hanno rinviato a venerdì l'incontro per la decisione formale sulla fine della missione . Secondo quanto riferisce la tv araba, i paesi 'Amici della Libia' riuniti a Doha potrebbero optare per una nuova coalizione internazionale guidata dal Qatar che proseguirebbe le operazioni in Libia allo scadere del mandato della Nato.
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