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Preoccupazione per "l'avanzata dell'Islam politico che colpisce i cristiani nel mondo arabo"

Dai vescovi solidarietà ai palestinesi: "L'occupazione favorisce l'estremismo"

ultimo aggiornamento: 18 ottobre, ore 14:02
Città del Vaticano - (Adnkronos) - Il messaggio del Sinodo per il Medio Oriente: "Condanniamo la violenza, da ovunque provenga, ma la situazione in cui vive il popolo palestinese favorisce il fondamentalismo". Polemiche su documento anti-Israele. Arrestato bambino palestinese investito da coloni
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Citta' del Vaticano, 18 ott. (Adnkronos) - ''Pur condannando la violenza da dovunque provenga ed invocando una soluzione giusta e durevole del conflitto israelo-palestinese'' il Sinodo generale dei vescovi per il Medio oriente in corso in Vaticano ha espresso la propria solidarieta' al popolo palestinese, ''la cui situazione attuale favorisce il fondamentalismo''. E' quanto ha detto il relatore generale dell'assemblea, Antonios Naguib, patriarca di Alessandria dei Copti, che questa mattina ha tenuto la 'relatio post disceptationem' nella quale ha riassunto quanto emerso negli interventi dei padri sinodali la scorsa settimana.

''Chiediamo alla politica mondiale - ha aggiunto - di tener sufficientemente conto della drammatica situazione dei cristiani in Iraq. I cristiani devono favorire la democrazia, la giustizia, la pace e la laicita' positiva. Le Chiese in Occidente sono pregate di non schierarsi per gli uni dimenticando il punto di vista degli altri''.

Nella Relatio il Sinodo condanna anche ''l'avanzata dell'Islam politico che colpisce i cristiani nel mondo arabo'' poiche' ''vuole imporre un modello di vita islamico a volte con la violenza e cio' costituisce una minaccia per tutti'' e la limitazione dell'applicazione di diritti quali la liberta' religiosa e di coscienza che comporta, ha ricordato il patriarca, anche ''il diritto all'annuncio della propria fede''. Conseguenza delle crisi politiche, del fondamentalismo, della restrizione delle liberta' e' l'emigrazione, che pur essendo ''un diritto naturale'', interpella la Chiesa che ''ha il dovere di incoraggiare i suoi fedeli a rimanere evitando ''qualsiasi discorso disfattista''.

Intanto ai lavori del sinodo dei vescovi si sta sviluppando una polemica relativa al documento sul conflitto israelo-palestinese nel quale sono contenute alcune affermazioni critiche sulla stessa nascita dello Stato di Israele mentre l'occupazione israeliana viene paragonata all'apartheid. Il documento si trova sul sito internet www.kairospalestine.ps, ed e' stato redatto da alcuni laici e ecclesiastici - non solo cattolici ma di diverse chiese cristiane - della Terra Santa.

A destare scalpore, pero', era la qualita' delle firme che si potevano leggere sotto al testo fra le quali risultavano anche quelle di padre Pierbattista Pizzaballa, Custode francescano di Terra Santa, e quella del patriarca latino di Gerusalemme, monsignore Fouad Twal. ''Nessuna firma e' stata apposta al documento in questione'' ha spiegato questa mattina nel corso di una conferenza stampa padre Pizzaballa.

''Non si tratta - ha aggiunto - di un documento ufficiale, e non e' stato sottoscritto dalle chiese cristiane di Terra Santa, non c'e' nessuna benedizione delle chiese, nessuno ha firmato''. Il testo, per altro vecchio di un anno, verra' presentato domani al sinodo dall'ex patriarca di Gerusalemme, monsignore Michel Sabbah. A suscitare polemiche sono stati alcuni passaggi del documento dal titolo: ''Un momento di verita'. Una parola di fede, speranza e amore dal cuore della sofferenza palestinese''.

''Il documento - si legge nel testo al centro delle polemiche - richiede alla comunita' internazionale di sostenere il popolo Palestinese, che ha affrontato oppressione, spostamenti forzati, sofferenza e l'apartheid chiara per oltre sei decenni. La sofferenza continua, mentre la comunita' internazionale guarda in silenzio lo Stato occupante, Israele''.

''La nostra parola - si legge ancora - e' un grido di speranza, con amore, la preghiera e la fede in Dio. Ci rivolgiamo prima di tutto a noi stessi e poi a tutte le Chiese ed i cristiani nel mondo, chiedendo loro di prendere posizione contro l'ingiustizia e l'apartheid, spingendoli a lavorare per una pace giusta nella nostra regione, chiedendo loro di rivedere teologie che giustificano i crimini perpetrati contro la nostra gente e l'espropriazione della terra''.

Poi il passaggio su Israele: ''La nostra presenza in questa terra, come cristiani e musulmani palestinesi, non e' accidentale ma piuttosto profondamente radicata nella storia e nella geografia di questa terra, risonante alla connessione di ogni altro popolo alla terra in cui vive''. ''Fu un'ingiustizia - si afferma - quando siamo stati cacciati. L'ovest ha cercato di fare ammenda per quello che gli Ebrei avevano sopportato nei paesi europei, ma hanno fatto ammenda a nostro discapito e sulla nostra terra''. ''Hanno cercato di correggere un'ingiustizia - si spiega - e il risultato e' stata una nuova ingiustizia. Pertanto sappiamo che certi teologi nell'Ovest hanno cercato di attribuire una legittimita' biblica e teologica all'infrazione dei nostri diritti''.

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ugc
Aldo Cannavò ha scritto (25/10/2010 - ore 23:14) segnala un abuso
ugc
Sarebbe giusto che gli israeliani pagassero ai palestinesi le terre che desiderano per i loro coloni. Così la convivenza diventerebbe pacifica.
ugc
ugc
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