All'ultima udienza era in barella, paralizzata e con difficoltà nella parola
Susan Atkins durante il processo per il massacro di Bel Air
E' morta in carcere Susan Atkins, seguace di Manson che uccise Sharon Tate
Susan Atkins durante il processo per il massacro di Bel Air
ultimo aggiornamento: 25 settembre, ore 15:35
Los Angeles - (Adnkronos) - Aveva un cancro al cervello ed era detenuta nella casa di reclusione di Chowchilla dove era stata trasferita l'anno scorso. Aveva 61 anni. Partecipò al massacro di Bel Air accoltellando a morte l'attrice incinta di otto mesi. Il 2 settembre i giudici si erano opposti alla sua scarcerazione per motivi umanitari
Los Angeles, 25 set. (Adnkronos) - E' morta nella casa di reclusione di Chowchilla dove era stata trasferita l'anno scorso Susan Atkins, la seguace della setta di Charles Manson che 40 anni fa accoltellò a morte l'attrice Sharon Tate incinta di otto mesi. Alla donna, 61 anni e in stadio terminale per un cancro al cervello diagnosticato nel 2008, era stata negata lo scorso 2 settembre la scarcerazione per motivi umanitari.
All'ultima udienza la detenuta era in barella, paralizzata e con difficoltà nella parola, accompagnata da James Whitehouse, il marito-avvocato. Ad opporsi alla sua scarcerazione erano stati i parenti della sua vittima più nota, la bella attrice all'epoca moglie del regista Roman Polanski. Motivando la loro decisione di non scarcerarla i due giudici avevano ricordato la natura "atroce" del massacro di Bel Air, rilevando che la Atkins non aveva mai compreso pienamente l'atrocità del suo gesto. Nella strage scoperta il 9 agosto del 1969, oltre alla Tate vennero uccise altre quattro persone: l'ereditiera Abigal Folger, figlia dell'imprenditore del caffè 'Folger', il suo fidanzato e scrittore Wojciech Frykowsky, il parrucchiere delle star Jay Sebring e il custode della villa, Steven Parent.
La notte successiva, toccò a un facoltoso droghiere, Leno La Bianca e a sua moglie Rosemary: la coppia venne accoltellata a morte in casa. Confessando di aver ucciso l'attrice mentre chiedeva pietà per lei e per il figlio che aveva in grembo, la Atkins sostenne che i membri della 'famiglia' Manson dovevano obbedire agli ordini del capo e che erano sotto l'effetto dell'Lsd. Per i sette omicidi, Manson, la Atkins e altre due seguaci, Patricia Krenwinkle e Leslie Van Houten, vennero condannati a morte, sentenza in seguito commutata in ergastolo.
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