Almanacco del giorno - Oroscopo  - Meteo - Mobile  - iPad - SMS
Giovedì saranno diffusi i dati parziali

Elezioni in Iraq, forte l'affluenza: alle urne il 62%. Il premier Al Maliki il più votato a Baghdad

(Foto Xinhua)  (Foto Xinhua)
ultimo aggiornamento: 08 marzo, ore 19:31
Baghdad (Adnkronos/Ign) - Il capo del governo avrebbe ricevuto più voti anche a Kerbala e Fallujah. La seconda lista nela capitale sarebbe 'al-Iraqiya' di Allawi che ha la meglio nei quartieri sunniti. La Commissione elettorale: "Risultati preliminari mirano a creare il caos". Rasmussen: "Partecipazione al voto successo cruciale per il Paese". Sangue sul voto, raffica di attentati ai seggi
commenta commenta 0     vota vota 6    invia     stampa    
Facebook  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
Baghdad, 8 mar. (Adnkronos/Ign) - Forte affluenza alle urne in Iraq nonostante gli attentati e le minacce di Al Qaeda. Ha infatti votato il 62,4% degli aventi diritto. Lo ha annunciato la Commissione elettorale irachena durante una conferenza stampa a Baghdad. Secondo quanto reso noto dalla Commissione, sono stati in tutto 250mila gli iracheni all'estero che si sono recati alle urne.

"L'affluenza alle urne a livello nazionale ha raggiunto il 62,4%", ha detto nell'incontro con i giornalisti Hamdiyah al-Hussieni, funzionario della commissione elettorale, secondo cui il maggior numero di votanti si è registrato nella provincia curda di Duhuk, nel nord dell'Iraq, dove si è recato alle urne l'80% degli aventi diritto. Record negativo, invece per la provincia meridionale di Maysan, con il 50%.

Dallo spoglio delle schede emerge che per ora la lista 'Alleanza per lo stato di diritto' del premier Nuri al-Maliki sarebbe la più votata dagli elettori di Baghdad. Secondo quanto rende noto una fonte della commissione elettorale irachena, citata dal sito informativo locale 'al-Sumaria News', la lista guidata dal capo del governo sarebbe stata la più votata anche in diverse province del centro e del sud dell'Iraq. Per quanto riguarda la capitale, la lista di al-Maliki è la prima a Sadr City e negli altri quartieri sciiti come al-Kathimiya e al-Karrada.

La Coalizione di al-Maliki ha ottenuto poi almeno sei dei dieci seggi del Parlamento iracheno previsti per il distretto di Kerbala. E festeggiamenti si sono svolti nella città di Fallujah, storica roccaforte dei terroristi di al-Qaeda in Iraq, da parte dei militanti della lista del premier. Fonti locali hanno infatti annunciato la vittoria delle elezioni politiche nella provincia sunnita di al-Anbar da parte della lista 'Alleanza per lo stato di diritto', che avrebbe conquistato 9 dei 14 seggi parlamentari in palio.

La seconda lista più votata a Baghdad sarebbe quella 'al-Iraqiya' guidata dall'ex premier Iyyad Allawi che ha la meglio nei quartieri sunniti come al-Athimiya, al-Amiriya e al-Saidiya e anche nelle zone limitrofe alla capitale come ad Abou Ghreib e ad al-Doura. Ad uscire sconfitta da queste elezioni sarebbe invece la lista dell'alleanza sciita, che non vince in nessuna zona della capitale e nemmeno nelle regioni meridionali del Paese.

Ma secondo Karim al-Tamimi, esponente della Commissione elettorale, le indiscrezioni diffuse "mirano solo a creare il caos". E ricorda come "solo la Commissione ha la competenza di annunciare l'esito ufficiale del voto". "Quanto circola sui media è pura speculazione. Il tutto potrebbe rivelarsi giusto oppure no", sottolinea Tamimi in un'intervista ad AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL.

E tramonta l'ipotesi alleanza tra Coalizione nazionale irachena e Iraqiya, la lista di Allawi. I due partiti hanno smentito le indiscrezioni secondo cui potrebbero unirsi. "Le voci su questa alleanza sono prive di fondamento", afferma ad AKI un esponente della Coalizione nazionale irachena, Falih al-Fayyad, sottolineando che "se ci sarà un'alleanza, sarà solo con la Coalizione per lo stato di diritto", il partito di al-Maliki.

Fonti della commissione elettorale di Baghdad hanno rivelato che giovedì saranno diffusi i dati parziali, mentre per sapere i dati definitivi e la composizione del prossimo Parlamento bisognerà aspettare dieci giorni.

Intanto la polizia irachena sta dando la caccia in queste ore a diversi militanti politici che durante la notte hanno festeggiato nelle zone curde per la presunta vittoria delle loro liste aprendo il fuoco in strada. In particolare la polizia è entrata in stato d'allerta nella città di Erbil, dove ieri notte sono stati sparati numerosi colpi di fucile per festeggiare la presunta vittoria delle liste curde che amministranto le province del nord su quelle islamiche che sono all'opposizione. Nel corso di questi festeggiamenti sei civili sono rimasti feriti nella città di Kirkuk. Episodi analoghi sono avvenuti anche a Suleimaniya e a Dihuk.

La forte affluenza alle urne nonostante gli attentati e le minacce di Al Qaeda sono un "successo cruciale" per il Paese. E' il commento entusiastico del segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen. "Mi congratulo - afferma il segretario generale in un comunicato - con il governo e il popolo iracheni per le elezioni del 7 marzo".

Il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, sottolinea la necessità che emerga ''un vincitore e una coalizione che possa governare per quattro anni''. ''L'Iraq ha terribilmente bisogno di stabilità, di riconciliazione tra i vari gruppi, tra sunniti e sciiti che devono continuare a lavorare insieme'', ha dichiarato il titolare della Farnesina. ''Mi permetto di dire che c'è uno straordinario bisogno che la minoranza cristiana sia tutelata e continui a essere sempre tutelata: per tutto questo ci vuole un vincitore e ci vuole uno sconfitto, come è nelle regole di tutte le democrazie'', ha concluso Frattini.

pubblica la notizia su:  Facebook    segnala la notizia su:  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
articoli correlati
tutte le notizie di Esteri
commenta commenta 0    invia    stampa   
adnkronos.com  |   aki arabic  |   aki english  |   aki italiano  |   salute  |   labitalia  |   Washington chiama Roma  |   musei on line  |   immediapress