Eterno come un faraone. Inglese si fa mummificare in tv come Tutankhamon
ultimo aggiornamento: 17 ottobre, ore 18:12
Roma - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - L'uomo, morto dopo una lunga malattia sarà protagonista dell'attesissimo documentario televisivo 'Mummifying Alan' su Channel 4. Si tratterà di un vero esperimento scientifico di imbalsamazione attraverso le antiche tecniche egizie che hanno permesso di far ritrovare il corpo integro del sovrano morto nel 1323 a.C. La decomposizione fermata da una miscela segreta
Roma, 17 ott. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Mummificato come un faraone per diventare protagonista dell'attesissimo documentario televisivo 'Mummifying Alan' in onda il prossimo 24 ottobre sulla rete inglese Channel 4.
Protagonista dell'esperimento è un uomo, originario del West Country, deceduto per una malattia terminale. L'emulo di Tutankhamon, destinato ad entrare nella storia della televisione, avrebbe espresso la volontà di essere mummificato perché appassionato dell'antica tecnica di conservazione dei morti in cui gli Egizi erano maestri indiscussi. L'evento - riporta il Daily Mail - ha gia suscitato polemiche in Gran Bretagna. Ma sarà un vero esperimento scientifico di imbalsamazione senza precedenti. Un team di scienziati si è riunito in un laboratorio specializzato per riportare alla luce le famose tecniche utilizzate dai 'medici' dei Faraoni. Le stesse che hanno permesso di far ritrovare nel 2003 il corpo integro di Tutankhamon mummificato nel 1323 a.C.
"Per l'esperimento è stata usata - affermano gli esperti della trasmissione - una miscela segreta e complessa di ingredienti che è riuscita a bloccare quasi completamente la decomposizione dell'organismo". Il documentario firmato Channel 4 cerca di scoprire i segreti della mummificazione conosciuti durante la 18esima dinastia egiziana per 'battere' la morte nel terzo millennio.
Gli antichi Egizi credevano nella conservazione del corpo come essenziale processo per garantire il viaggio verso l'aldila' dopo la morte. Lo sviluppo di saperi e il perfezionamento di tecniche 'ad hoc' ha portato gli Egizi ad affinare il processo di mummificazione, lungo e complesso, svolto dai sacerdoti dei faraoni. Secondo gli scritti dello storico greco Erodoto, una delle poche testimonianza dirette della preparazione, l'intera procedura poteva durare anche 70 giorni.
Durante le prime scoperte archeologiche effettuate in Egitto sono stati trovati sacchi di natron, una miscela a base di carbonato di sodio, collocati per 40 giorni all'interno e all'esterno del corpo fino a quando non era completamente asciugato. Il corpo del defunto veniva poi ripulito con olii aromatici e avvolto con le famose bende. Alcuni dei corpi sono arrivati fino ai nostri giorni conservati in modo impeccabile, tanto che alcuni scienziati sono riusciti a identificare la causa della morte, ad esempio un cancro, sottoponendo la mummia ad una tac.
Oggi il problema principale per gli specialisti, che analizzano le tecniche di conservazione dei corpi, è la mancanza di riferimenti scritti al processo di imbalsamazione. Gli antichi egiziani hanno lasciato pochi indizi sui loro composti segreti, ma è nota la cronologia del lungo procedimento. Due settimane erano dedicate alla pulizia e alla purificazione del corpo, 40 giorni all'asciugatura e altri 15 alla realizzazione della 'confezione' dei bendaggi della mummia. Il tutto era portato a termine in circa 70 giorni.
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