Il provvedimento deciso dal governo Sarkozy
Una comunità rom in Bulgaria (Xinhua)
Francia, iniziati i primi rimpatri dei rom. Vaticano: ''Decisione ingiusta''
Una comunità rom in Bulgaria (Xinhua)
ultimo aggiornamento: 20 agosto, ore 13:36
Città del Vaticano - (Adnkronos) - Già espulso con due voli di linea, partiti da Parigi e Lione e diretti in Romania, un gruppo di 93 persone. Il Segretario del Pontificio consiglio per i migranti Mons Marchetto: ''Non rispettano legge europea, francese e principio proporzionalità''. Ue: ''Spetta a stati membri proporre progetti su integrazione''. Monito della Ue: "Parigi rispetti le regole"
Città del Vaticano, 19 ago. (Adnkronos) - ''Non si possono prendere decisioni contro intere comunità senza l'applicazione al singolo individuo di queste decisioni in funzione dell'ordine pubblico, secondo quanto stabilito dalla stessa legislazione europea''. E' quanto ha affermato il Segretario del Pontificio consiglio per i migranti e gli itineranti, mons. Agostino Marchetto, commentando ai microfoni del Giornale Radio Rai i provvedimenti di espulsione generalizzata presi dal governo Sarkozy contro i rom di origine rumena.
Secondo l'arcivescovo quanto sta avvenendo in queste ore in Francia è in contrasto con la legislazione dell'Ue, della Francia e contro il principio di proporzionalità. Marchetto ha ricordato che proprio oggi è iniziato a Lourdes il pellegrinaggio dei rom francesi e ha spiegato che in questo periodo gli zingari ''vivono un tempo di particolare sofferenza''. Inoltre Marchetto ha rilevato che ''la decisione del governo di Parigi ha già trovato alcune ripercussioni nei responsabili dell'Unione europea riguardo ai diritti umani'' in particolare in riferimento ''alla libertà di movimento e di insediamento''.
Ma ci sarebbe, secondo l'esponente vaticano, anche una evidente violazione della legge francese: ''non credo - ha detto Marchetto - che la decisione del governo francese sia felice, e mi auguro che si rispetti la stessa legge della Francia, la quale prevede che i comuni superiori ai 5mila abitanti devono istituire dei campi per questi nostri fratelli. Dunque ci sono anche i comuni francesi inadempienti''.
Infine Marchetto ricorda il principio di proporzionalità: ''un principio - rileva l'arcivescovo - che non mi pare sia stato applicato in queste decisioni così drastiche che sono state prese in un contesto europeo''.
Intanto, un gruppo di 93 rom è stato rimpatriato oggi in Romania, con due voli di linea partiti da Parigi e Lione. Il primo volo con a bordo 14 rom è arrivato a Bucarest in mattinata, mentre altri 79 saranno trasferiti nel pomeriggio da Lione nella capitale rumena. Si tratta della prima operazione di questo tipo, da quando il governo francese di Nicolas Sarkozy ha indurito la sua politica nei confronti dei rom, chiudendo quest'estate 51 campi ritenuti illegali.
Due altri voli dello stesso tipo sono previsti per domani e il 26 agosto, per un totale di 371 rimpatri. Il governo francese si difende dalle numerose critiche in patria e all'estero, sottolineando che si tratta di una procedura di ritorno volontario, in base alla quale ogni adulto ottiene 300 euro e i minori 100. La Francia assicura inoltre che tutti i casi sono stati esaminati singolarmente, rispondendo alla Romania che ieri ha messo in guardia Parigi da "espulsioni collettive" basate su "criteri etnici". L'Unione Europea ha riferito che avrebbe seguito con attenzione la procedura adottata dal governo francese e ricordato il principio della libera circolazione dei cittadini europei.
La Commissione europea, per bocca del portavoce della commissaria alla giustizia e cittadinanza Viviane Reding, ha risposto alle accuse di non fare abbastanza per risolvere il problema delle popolazioni rom rivoltele dalle autorità francesi, precisando che "è responsabilità degli stati membri proporre progetti che facciano uso dei fondi messi appositamente a disposizione dall'Ue per l'integrazione dei Rom".
"L'integrazione delle popolazioni rom e di tutte le altre minoranze è sempre stata a cuore alla Commissione, e sono da sempre una sua priorità", ha sottolineato il portavoce, che ha ricordato che per il periodo 2007-2103 Bruxelles ha stanziato l'ingente somma di 17,5 miliardi di euro per progetti specifici per l'integrazione dei rom in 12 paesi Ue.
"La Commissione europea è molto preoccupata per ogni forma di discriminazione", ha poi aggiunto il portavoce facendo riferimento al rischio paventato da molti che le operazioni di espulsione in corso in Francia possano provocare un'ulteriore stigmatizzazione dei rom in tutti gli altri paesi Ue. "Le popolazioni rom sono cittadini Ue a pieno titolo come tutti gli altri, con gli stessi diritti e doveri", ha sottolineato ancora.
Da parte sua il ministro francese della Famiglia, Nadine Morano, intervistata dalla radio Europe 1, ha dichiarato che i bambini "non devono servire come alibi" ai rom per rimanere in Francia. E sul futuro dei minori rimpatriati che andavano a scuola in Francia, ha detto: "Andranno a scuola nei loro paesi d'origine, non vi sono scuole solo in Francia".
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