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Grecia, Ue in campo per salvataggio di Atene. Juncker ottimista: ''Verso l'accordo''
(foto Xinhua)
ultimo aggiornamento: 20 febbraio, ore 21:45
Bruxelles - (Adnkronos/Ign) - A Bruxelles Eurogruppo notturno per il via libera agli ulteriori 130 miliardi di euro di aiuti necessari per la sopravvivenza finanziaria del Paese. Ieri ancora scontri e violenza. Borse, apertura in rialzo. Appello a sindaci di Roma e 'Magna Grecia': ''Devolviamo l'indennità al popolo greco''
Bruxelles, 20 feb. (Adnkronos/Ign) - L'ammontare complessivo del programma di salvataggio per la Grecia "non deve superare i 130 miliardi di euro". E' stato questo il monito del presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker prima di entrare alla riunione dei ministri delle finanze dei 17 paesi dell'eurozona che da questa sera sono riuniti per decidere sul futuro di Atene. Fiato sospeso per il via libera ai 130 miliardi di aiuti che dovrebbero salvare la Grecia dalla bancarotta. Via libera che è atteso per la nottata. Juncker si è detto fiducioso: ''questa sera arriveremo a un accordo finale e definitivo" sul secondo pacchetto di aiuti. La Grecia ha infatti "rispettato tutti gli impegni che le avevamo preventivamente chiesto", ha continuato il premier lussemburghese, ammettendo però che restano ancora da definire nel corso della riunione odierna alcuni aspetti fondamentali, tra cui il contributo della Bce alla riduzione del debito ellenico.
"Quanto il settore pubblico possa partecipare alla soluzione totale resta ancora una questione aperta", ha affermato Juncker, aggiungendo che questo aspetto non secondario avrà un impatto anche sulla definizione finale dell'accordo con il settore privato sullo swap dei bond greci.
A Bruxelles, insomma, si respira un'atmosfera di cauto ottimismo sul via libera agli aiuti nonostante l'atteggiamento dell'Olanda, che continua a porre condizioni. "Gli olandesi sono i più duri", hanno raccontato fonti diplomatiche a margine della riunione dei ministri delle Finanze dell'eurozona, commentando la richiesta del responsabile olandese, Jan Kees de Jager, di una sorveglianza "permanente" sull'attuazione delle misure di austerity da parte di Atene. "I finlandesi hanno fatto un passo indietro, i tedeschi si erano già ammorbiditi nei giorni scorsi, resistono gli olandesi", hanno sottolineato le fonti, secondo le quali, tuttavia, è difficile che "loro da soli possano bloccare tutto, assumendosi la responsabilita'" di un 'no' agli aiuti alla Grecia.
L'Fmi è pronto a fare la sua parte, ha assicurato il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde. "La Grecia - ha detto ai giornalisti al suo arrivo - ha fatto evidentemente degli sforzi molto importanti. Il popolo greco ha fatto sforzi considerevoli, ora serve che anche le altre parti facciano degli sforzi e l'Fmi è pronto a lavorare su queste basi".
Ottimista anche il ministro delle Finanze greco Evangelos Venizelos. "Siamo pronti per concludere questo lungo processo sul nuovo programma e siamo pronti per avviare la procedura ufficiale sul Psi (il coinvolgimento dei privati nella ristrutturazione del debito, ndr) - ha detto Venizelos - Sono ottimista, in ogni caso abbiamo bisogno di una chiara approvazione politica da parte dell'Eurogruppo". Dal canto suo, ha ricordato il ministro, a Bruxelles insieme al premier Lucas Papademos, "il popolo greco sta mandando all'Europa il messaggio che ha fatto e farà i sacrifici necessari perché il nostro Paese recuperi il suo posto all'interno della famiglia europea". Per i greci, ha sottolineato Venizelos, "questa è una questione di dignità nazionale ed una scelta strategica nazionale".
Intanto si apprende che funzionari del governo di Atene hanno discusso con i vertici dell'Istituto finanziario internazionale (Iif) una possibile ulteriore riduzione del valore nominale dei bond. E' quanto si apprende da fonti del ministero delle Finanze di Atene, secondo cui i negoziati sono avvenuti a margine della riunione dell'Eurogruppo in corso a Bruxelles ed hanno coinvolto Charles Dallara, Jean Lemierre e Josef Ackermann, capi negoziatori per conto del settore privato. L'obiettivo, hanno spiegato le fonti, sarebbe quello di aumentare la partecipazione del settore privato al salvataggio della Grecia e centrare il target della riduzione del debito al 120% del Pil entro il 2020, target che non sembrerebbe più possibile con il piano di aiuti da 130 miliardi di euro cui l'Eurogruppo dovrebbe dare il via libera stasera. Nel corso dei negoziati che vanno avanti da settimane, Atene ha chiesto ai creditori privati un taglio del 50% del valore nominale dei bond e del 70% di quello reale.
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