Diplomazia al lavoro per il recupero dei connazionali
Devastazione nel Kashmir indiano (Xinhua)
India, tra le vittime per le alluvioni in Kashmir c'è anche un cittadino italiano
Devastazione nel Kashmir indiano (Xinhua)
ultimo aggiornamento: 10 agosto, ore 20:41
Pechino - (Adnkronos/Ign) - India, Pakistan e Cina in ginocchio per le inondazioni. Il ministero degli Esteri italiano: ''Consistenti informazioni circa l'esistenza di una vittima italiana. Contatti con i familiari". Romano: ''Le autorità locali dicono che tutti gli altri stranieri sono in salvo''. E in Cina continua a salire il bilancio delle vittime: oltre 700 morti e mille dispersi. Il presidente pachistano Zardari nelle aree flagellate
Pechino, 10 ago. (Adnkronos/Ign) - C'è anche un italiano tra le vittime straniere delle gravi alluvioni che hanno colpito il Kashmir indiano, provocando la morte di almeno 165 persone e circa 400 dispersi.
''L'Unità di Crisi della Farnesina con l'Ambasciata a New Delhi - recita la nota - hanno consistenti informazioni circa l'esistenza di una vittima italiana e sono già in contatto con i familiari". La Farnesina precisa comunque che "da accertamenti condotti in loco si è verificato che non sono presenti stranieri nell'ospedale di Leh".
Più in generale sulle alluvioni in India e Pakistan, la Farnesina "rende noto che Gianluca Brusco, funzionario diplomatico dell'Ambasciata d'Italia a New Delhi inviato nella città di Leh, si sta adoperando da due giorni presso le autorità militari e civili indiane per facilitare la localizzazione e il recupero dei turisti italiani che si trovano nella regione indiana del Ladakh".
"Le autorità indiane - dice il capo dell'unità di crisi Fabrizio Romano intervistato dall'ADNKRONOS - ci hanno detto che tutti gli altri stranieri sono in salvo. Tuttavia, finché non avremo trovato riscontri esatti non possiamo purtroppo dare niente per scontato". Comunque, spiega ancora il diplomatico, sempre sulla base di quanto dichiarato dalle autorità indiane, la situazione sembra stia ''tornando lentamente alla normalità". Non manca un "appello a coloro che siano rientrati, o che sappiano di amici o conoscenti che abbiano lasciato l'area colpita a segnalarlo perché è un'informazione preziosa". Romano sottolinea gli sforzi della Farnesina e del funzionario diplomatico Gianluca Brusco che "si sta coordinando con i colleghi degli altri paesi Ue per far defluire gli europei, istituendo all'occorrenza anche voli aggiuntivi" dall'area colpita. Ricercare e rintracciare tutti gli italiani non è semplice, comunque. "La cooperazione con le autorità indiane è buona - dice - ma la situazione resta molto complicata per la logistica e le grandi difficoltà di comunicazione".
Romano non dà cifre sui connazionali ancora nell'area. Altre fonti diplomatiche spiegano che, grosso modo, nel Ladakh sono circa 200, domenica erano 300.
In totale fino a ieri sera erano 3.000 le persone evacuate da Leh con aerei, ha riferito da parte sua il ministero dell'aviazione civile indiano. Varie compagnie aeree continuano ad effettuare voli speciali per accelerare il ritorno di turisti stranieri e indiani. Mentre gli elicotteri dell'esercito prestano soccorso agli escursionisti in trekking, tra cui moltissimi stranieri bloccati in aree e in località remote. L'agenzia Ians, citando fonti della polizia, riferisce inoltre che 81 turisti stranieri sono stati salvati dall'aviazione militare indiana dalla valle di Zanskar.
Flagellato dalle alluvioni anche il vicino Pakistan, alle prese con uno dei disastri umanitari più drammatici di questi anni. Peggio, per il numero di persone coinvolte dal disastro, dello tsunami che nel 2004 coinvolse l'Oceano indiano, del terremoto che nel 2005 colpì il Kashmir e di quello che nel 2010 scosse Haiti. Oggi la visita alle aree colpite del presidente Asif Ali Zardari. Intanto le autorità hanno evacuato Muzaffargh, una città di 500.000 abitanti nella provincia del Punjab, al centro del paese, per rischio inondazione. Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha annunciato che lancerà un appello a donazioni per varie centinaia di milioni di dollari.
Resta drammatica la situazione anche in Cina. Continua ad aggravarsi il bilancio dei morti provocati dai gravi smottamenti nel distretto di Zhouqu, nella Cina nord-occidentale. Secondo l'agenzia cinese Xinhua (Nuova Cina), i morti ritrovati sono ormai 702, mentre i dispersi sono 1.042. Il bilancio è purtroppo destinato a crescere ancora.
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