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Parlamento chiede "il massimo della pena" per chi ha causato i disordini

Iran, ancora scontri. Ahmadinejad: ''Messinscena''. Minacce al Regno Unito

Le proteste in IranLe proteste in Iran
ultimo aggiornamento: 29 dicembre, ore 19:57
Teheran - (Adnkronos/Ign) - Mottaki replica alla condanna espressa dai governi occidentali: ''Britannici riceveranno un pugno in bocca''. Arrestata la sorella della Ebadi. Il premio Nobel: "Vogliono costringermi a mettere fine al mio lavoro". Studenti feriti durante le proteste a Teheran
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Teheran, 29 dic. (Adnkronos/Ign) - Resta alta la tensione in Iran dove non si ferma la dura repressione delle manifestazioni anti-governative. E mentre nelle strade proseguono gli scontri, le autorità si scagliano contro i governi stranieri per le loro prese di posizione contro il regime.

Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha accusato Israele e Usa di avere responsabilità nelle proteste scoppiate a Teheran domenica scorsa. "E' stata una messinscena allestita da Stati Uniti e Israele che ci disgusta", ha affermato Ahmadinejad nella sua prima esternazione pubblica dopo le violenze. Il presidente, infine, ha accusato Usa e Gran Bretagna di aver sostenuto i manifestanti e ha precisato che i due Paesi rimpiangeranno" di averlo fatto.

Duro attacco a Londra, colpevole al pari degli altri Paesi occidentali di aver condannato la violenta repressione, da parte del ministro degli Esteri iraniano Manouchehr Mottaki, citato dall'agenzia d'informazione 'Isna'. "I britannici riceveranno un pugno in bocca se non la finiranno con queste sciocchezze", ha detto Mottaki.

In questo clima è stato convocato al ministero degli Esteri iraniano l'ambasciatore britannico a Teheran, Simon Gass. Il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran Ramin Mehmanparast ha anche precisato che diversi giornalisti sono stati arrestati nel corso della rivolta di domenica "per aver agito illegalmente". Tra questi l'inviato siriano di Dubai Tv Reza al-Basha; Mohammad Javad Saberi, fermato nei pressi dell'università di Teheran; Badrosadat Mofidi, capo dell'Associazione dei giornalisti iraniani; Nasrin Vaziri, giornalista dell'agenzia d'informazione Ilna, e Keyvan Mehregan, del quotidiano riformista Etemad.

Intanto si intensifica la pressione del governo iraniano nei confronti dell'opposizione. Oggi è finito in manette l'ingegnere Shahpour Kazemi, fratello di Zahra Rahnavard, la moglie del leader riformista Mir-Hossein Moussavi. Mentre ieri sera l'intelligence iraniana ha arrestato la sorella di Shirin Ebadi, premio Nobel per la pace nel 2003. Lo ha annunciato la stessa Ebadi, spiegando che tre uomini e una donna si sono presentati ieri sera presso l'abitazione di sua sorella a Teheran. Dopo una perquisizione dell'edificio, hanno prelevato la donna, Nushin Ebadi, 47anni, e portato via il suo computer. "L'hanno arrestata per costringermi a mettere fine al mio lavoro. Non ha fatto nulla di male, non è coinvolta nelle mie attività per i diritti umani e non ha mai partecipato ad alcuna protesta", ha detto alla Cnn l'avvocatessa.

La Ebadi, che non rientra in Iran da giugno, quando si sono tenute le controverse elezioni presidenziali, ha spiegato in un'intervista a SkyTg24 di non sapere dove è rinchiusa. "Gli avvocati non hanno avuto il permesso di incontrarla, come per tutti gli arrestati di questi giorni. Mia sorella è stata arrestata senza neanche un ordine di carcerazione: non avevano il diritto di farlo".

La repressione attuata in questi giorni "così come gli arresti, di oltre 1500 persone, è illegale, fatta per spaventare la gente", ha affermato. Il premio Nobel ha osservato poi che "le conseguenze saranno negative per un regime che si dice islamico e che prende la sua legittimità dall'Islam. Eppure la gente è stata attaccata nel giorno sacro dell'Ashura. Il governo parla di 8 morti e 60 feriti, ma sono le cifre sono molto più alte".

Nemmeno oggi si è allentata la tensione. Scontri tra studenti riformisti e basij sono scoppiati all'università Elm o Sanat (Scienza e Tecnologia) di Teheran dove centinaia di ragazzi hanno intonato numerosi slogan contro Ahmadinejad e la Guida Suprema, l'ayatollah Ali Khamenei. Secondo siti dell’opposizione, il bilancio è di 10 feriti tra gli studenti, colpiti dai basij armati di bastoni e mazze. Alcuni giovani sarebbero stati anche arrestati e trasferiti nella sede del ministero dell'Intelligence di Teheran per essere interrogati. Scontri tra dimostranti e paramilitari si sono registrati anche nelle strade che circondano la moschea 'Ghaba' di Shiraz, nell'Iran centrale. Testimoni locali hanno riferito di numerose persone ferite nelle proteste.

E proprio sui disordini degli ultimi due giorni a Teheran, il presidente del parlamento iraniano, Ali Larijani, ha chiesto "il massimo della pena per coloro che hanno insultato la religione".

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