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Trecento dei 500 dimostranti arrestati domenica scorsa sono ancora in carcere
L'Onda verde in Iran
Iran, autorità: Moussavi e Karrubi via da Teheran. Giallo su sorte leader riformisti
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ultimo aggiornamento: 30 dicembre, ore 22:04
Teheran (Adnkronos) - L'Irna: i due leader dell'opposizione sono fuggiti in una città del Nord. Ma sul Web si parla di arresti. Poi il figlio di Karrubi smentisce: "Sono a Teheran". Ahmadinejad: "Occidente non ci indebolirà". L'Onu dopo gli scontri degli ultimi giorni: "Scioccati per violenze". In piazza i sostenitori del governo
Teheran, 30 dic. - (Adnkronos/Ign) - Situazione sempre più tesa in Iran dopo gli scontri degli ultimi giorni. Secondo quanto riferisce l'agenzia ufficiale iraniana Irna i due leader dell'opposizione, Mir Hossein Mussavi e Mahdi Karroubi, avrebbero lasciato Teheran di loro spontanea volontà per una città del nord del Paese. Mentre sul sito dell'opposizione Rahesabz, si dice che i due politici sono stati condotti nella località settentrionale dalle autorità. Quindi arrestati. A smentire la girandola di notizie, in serata il figlio di Karrubi dichiara di aver visto il padre a Teheran e che certe falsità vengono diffuse solo per destabilizzare.
Intanto, oggi Mahmoud Ahmadinejad è tornato ad attaccare le potenze mondiali per la loro "ingerenza negli affari interni dell'Iran". "Consiglio ai leader politici degli Stati Uniti e degli altri Paesi occidentali di imparare dagli errori commessi in passato", ha affermato il presidente iraniano, stando a quanto ha riferito l'emittente televisiva 'Irib'. I Paesi occidentali "non riconoscono il popolo iraniano e la Rivoluzone Islamica", ha dichiarato Ahmadinejad al termine di un vertice di governo. "Sappiamo - ha aggiunto - che questi Paesi sono coinvolti negli ultimi eventi (le proteste antigovernative, ndr), ma queste azioni non avranno alcuna ripercussione sullo spirito del popolo iraniano". "Credono di poter indebolire la nostra Nazione, ma gli iraniani porteranno avanti i loro progetti", ha concluso Ahmadinejad.
L'Onu si dice "scioccata" per le violenze e le vittime di questi giorni in Iran. In un comunicato diffuso oggi a Ginevra, l'Alto commissario dell'Onu per i diritti umani, Navi Pillay, ha espresso tutto il suo sconcerto per quanto sta accadendo a Teheran, esortando le autorità a moderare le proprie reazioni contro l'opposizione. "Sono scioccata dalle morti, dai feriti e dagli arresti", ha denunciato la Pillay, secondo cui "le informazioni di cui disponiamo rimandano ancora una volta ad eccessivi atti di violenza da parte delle forze di sicurezza e della milizia paramilitare dei Basij".
Quanto agli arresti, trecento dei cinquecento dimostranti fermati domenica scorsa "sono ancora in carcere". E' quanto ha riferito oggi il capo della polizia iraniana, Esmaeel Ahmadi Moghaddam, citato dall'agenzia d'informazione 'Irna'. Moghaddam ha precisato che i cinquecento arrestati non rappresentano il numero complessivo dei dimostranti fermati durante le proteste antigovernative scoppiate in occasione delle celebrazioni dell'Ashura. "Alcuni prigionieri - ha affermato - sono nelle mani di altri apparati delle forze di sicurezza, come il ministero dell'Intelligence e i basij. Il numero esatto degli arrestati - ha aggiunto - sarà annunciato nei prossimi giorni". Il capo della polizia ha quindi sottolineato che durante le manifestazioni sono stati feriti 120 agenti di polizia, 60 dei quali sono ancora ricoverati. Alla luce dei violenti scontri, Moghaddam ha dichiarato che la polizia "d'ora in avanti non tollererà in alcun modo" altri espisodi di violenza e che i manifestanti "saranno affrontati con severità".
Stamane si è tenuto il funerale di Sayyed Ali Habibi Mousavi, nipote del leader dell'opposizione Mir-Hossein Mousavi, morto domenica scorsa a Teheran durante le proteste. Lo ha riferito il sito web d'opposizione 'Rah-e Sabz', secondo il quale il rito si è svolto sotto la supervisione delle autorità, che temevano un riesplodere delle proteste dei riformisti. Secondo quanto ha riferito ieri in un comunicato la polizia iraniana, Sayyed Ali Habibi Mousavi, "senza aver partecipato alle proteste, è stato colpito da alcuni terroristi a bordo di un veicolo, nella traversa" di una delle vie principali di Teheran. L'opposizione, tuttavia, non è d'accordo con questa versione dei fatti e accusa dell'omicidio le milizie fedeli al governo.
Intanto migliaia di persone hanno sfilato per le vie di Teheran per esprimere il proprio appoggio al presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, e condannare i disordini avvenuti domenica in occasione delle celebrazioni dell'Ashura. Le immagini della manifestazione nella capitale sono state mostrate dall'emittente iraniana in lingua inglese 'Press Tv'. "Morte a Mousavi", "Morte a Karroubi", "Vendetta". Sono alcuni degli slogan lanciati dai manifestanti filogovernativi. Secondo i siti web e i blogger d'opposizione, tuttavia, le immagini trasmesse da 'Press Tv' potrebbero essere d'archivio. I manifestanti, inoltre, hanno chiesto alla magistratura di prendere provvedimenti giudiziari nei confronti dei due leader dell'opposizione.
"Morte agli ipocriti", è un altro degli slogan rivolti contro Karroubi e Mousavi dai filogovernativi. L'agenzia d'informazione 'Irna', infine, ha riferito che tantissimi iraniani si sono riversati in piazza Enqelab e nelle vie adiacenti per mostrare il loro sostegno ad Ahmadinejad e condannare le violenze di domenica, costate la vita ad almeno otto persone. I manifestanti hanno intonato slogan religiosi in onore del martirio dell'imam Hussein, la cui morte si ricorda il giorno dell'Ashura.
"Abbiamo chiesto che tutte le capitali europee convochino gli ambasciatori iraniani e che, contemporaneamente, vi sia un passo formale della presidenza Ue, ancora svedese per qualche giorno, a Teheran presso il governo locale", ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini, spiegando quali passi potrebbe e dovrebbe compiere l'Unione europea per fermare le violenze in Iran contro l'opposizione. Tutto questo, ha sottolineato il titorale della Farnesina, "presuppone anche una forte intesa con gli Stati Uniti d'America, che evidentemente nei prossimi giorni si concretizzerà nei contatti che ci saranno, e che già ci sono, attraverso i nostri segretari generali dei rispettivi ministeri degli Esteri, al fine di coordinare una posizione sin dai primi giorni dell'anno prossimo".
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