Pakistan e Russia offrono l'appoggio nell'inchiesta sulla strage
Ahamdinejad (Iberpress)
Iran: rappresaglie verso Usa e Israele. A Vienna vertice difficile sul nucleare
Ahamdinejad (Iberpress)
ultimo aggiornamento: 19 ottobre, ore 19:04
Teheran - (Adnkronos/Aki/Ign) - Dopo l'attentato di ieri, l'accusa del capo dei pasdaran: "Dietro le quinte ci sono i servizi segreti americani e israeliani". Ahmadinejad punta il dito contro Islamabad: "I terroristi sono in Pakistan". Oggi il summit col 5+1 per sbloccare lo stallo della crisi sul programma nucleare di Teheran. El Baradei: "Buon inizio per i colloqui. Riprenderanno domani"
Teheran, 19 ott. - (Adnkronos/Aki/Ign) - Nel giorno del nuovo incontro a Vienna tra Usa, Russia, Francia e Iran per discutere del programma nucleare di Teheran, il capo dei pasdaran, Mohammed Ali Jafari, minaccia "rappresaglie" contro Stati Uniti e Israele dopo l'attentato di ieri. Ali Jafari punta il dito contro gli apparati d'intelligence dei due Paesi ritenendoli responsabili dell'attacco ai vertici delle guardie della rivoluzione che ha provocato oltre 40 morti nella provincia del Baluchistan, nell'Iran sudorientale.
"Dietro le quinte ci sono i servizi segreti di Usa e Israele. Per punirli dobbiamo fare rappresaglie", ha affermato Ali Jafari, citato dall'agenzia d'informazione 'Isna'. "L'arroganza globale - ha aggiunto Jafari - deve sapere che non riuscirà a raggiungere i suoi scopi attraverso queste azioni".
L'attentato di ieri è stato ufficialmente rivendicato dal movimento di gueriglieri filo-sunniti Jundullah, attivi in Baluchistan. Teheran, tuttavia, subito dopo l'attacco ha accusato il Pakistan - che proprio oggi si è impegnato con l'Iran per una piena cooperazione nell'inchiesta sull'attentato -, e i Paesi occidentali di aver appoggiato i militanti di Jundullah allo scopo di destabilizzare il Paese.
Il capo dei pasdaran ha anche annunciato che "presto una delegazione di Teheran arriverà in Pakistan per fornire nuove prove e documenti al governo di Islamabad e chiedere l'estradizione di Abdul Malik Rigi". Jafari ha quindi spiegato che, secondo Teheran, i servizi d'intelligence di Stati Uniti, Gran Bretagna e Pakistan sostengono Jundullah (Soldati di Dio) e il suo leader Abdul Malik Rigi.
Il governo di Teheran è convinto che i militanti di Jundullah hanno le loro basi operative in Pakistan. Per questo mentre il neo-ministro dell'Interno iraniano, Mostafa Mohammad Najjar, ha esortato l'omologo pakistano, Rehman Malik, a "non esitare a compiere arresti", Mahmoud Ahmadinejad ha lanciato un duro attacco al Pakistan. Lo ha fatto parlando al telefono con il presidente pakistano Asif Ali Zardari. Secondo il presidente iraniano "non può essere giustificata la presenza di terroristi in Pakistan". Dunque ha invitato Zardari a non avare alcuna esitazione ad arrestare i sospetti militanti di Jundullah che operano in territorio pakistano.
Intanto, mentre il presidente russo Dmitry Medvedev offre a Teheran "piena cooperazione nella lotta al terrorismo e all'estremismo" e dalla Ue arriva una dura condanna per l'attentato di ieri (la presidenza svedese dell'Unione europea parla di "triste perdita di vite umane"), a Vienna si apre il vertice tra Iran e Paesi del 5+1 (esperti americani, russi, cinesi, britannici, francesi, e tedeschi) per sbloccare lo stallo della crisi sul programma nucleare di Teheran.
Nei colloqui alla sede dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, in discussione la definizione dei dettagli della proposta 'tecnica' messa a punto da Washington. Ovvero, lo 'scambio' fra l'uranio prodotto nell'impianto di Natanz con uranio arricchito al 19,75 per cento in Russia e in Francia per alimentare il reattore sperimentale di Teheran in cui si producono isotopi usati a scopi medici.
Un "buon inizio", ha commentato al termine dell'incontro il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, Mohammed El Baradei. "La maggior parte delle questioni tecniche sono state discusse", ha aggiunto precisando che i colloqui sono stati "abbastanza costruttivi" e che riprenderanno domani.
Domani mattina invece a Teheran si svolgerà il funerale di stato del generale Nurali Shushtari, vice comandante delle forze di terra dei guardiani della rivoluzione, ucciso nell'attentato di ieri. Era, secondo quanto riferisce il sito dell'opposizione iraniana all'estero 'Cyrusnews', un esponente di spicco della lobby politico-economica dei Pasdaran. Shushtari faceva parte del consiglio d'amministrazione di una delle più potenti società di investimenti dell'Iran orientale, la Ahia Sanaieh Khorasan. Fondata nel 1996 nella città di Mashad, capoluogo della regione orientale di Khorasan, la società in poco tempo si è trasformata in un gigante economico, protagonista negli investimenti e nella gestione delle risorse di diversi settori dell'economia iraniana.
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