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Ruolo chiave del Pakistan nella lotta contro il ''nemico comune''

Kabul, Obama: ''Subito 30mila soldati''.

Militanti Talebani (Xinhua)  Militanti Talebani (Xinhua)
ultimo aggiornamento: 02 dicembre, ore 14:51
Washington - (Adnkronos/Ign/Aki) - Il presidente americano ha annunciato la sua strategia per l'Afghanistan: ''Ritiro dal 2011''. Obama si è rivolto agli alleati per chiedere nuove truppe sul campo. Rasmussen: ''Dai paesi Nato almeno 5mila militari in più''. Frattini assicura: ''Il contributo italiano ci sarà. Il disimpegno entro il 2013''. I miliziani: li uccideremo tutti. Usa: ''L'Italia ha svolto ruolo guida nell'impegno militare e civile''
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Washington, 2 dic. (Adnkronos/Ign/Aki) - Altri 30mila soldati americani entro questa estate per combattere "il cancro" di Al Qaeda e ''accelerare il trasferimento delle responsabilità alle forze afghane''. Il presidente americano Barack Obama ha annunciato questa notte (ora italiana), davanti ai cadetti di West Point, la sua strategia per l'Afghanistan dove "è in gioco la sicurezza nazionale dell'America". Ma ha anche promesso, ad una nazione sempre più stanca del conflitto, che non sarà una guerra a tempo indeterminato, fissando l'inizio del ritiro a luglio 2011, prima cioè della fine del suo mandato.

Dura la risposta dei Talebani. I miliziani oggi hanno annunciato un'escalation degli attacchi contro le forze della coalizione. "Aumenteremo i nostri attacchi contro i soldati americani in Afghanistan fin quando non lasceranno il nostro Paese - affermano i Talebani afghani in un comunicato -. Si ritireranno dalla nostra terra con vergogna". I Talebani accusano, inoltre, i militari americani e il governo di Karzai di "aver portato la corruzione nel Paese". E promettono a Obama "di uccidere tutti i nuovi soldati che arriveranno".

Obama, nel suo discorso, durato in tutto 36 minuti, ha sottolineato "di non aver preso questa decisione alla leggera", giustificando il lungo processo, quasi tre mesi e nove consigli di guerra, che l'ha portato a dire sì alle richieste dei militari: "Se non pensassi che la sicurezza degli Stati Uniti e l'incolumità degli americani fossero in gioco in Afghanistan, sarei stato felice di richiamare ogni singolo soldato domani". Ma non è così, ha aggiunto il presidente, ricordando come "rimangano enormi sfide" di fronte ai militari americani che a metà del prossimo anno arriveranno a quasi 100mila unità in Afghanistan. Allo stesso tempo Obama ha voluto mandare un messaggio di determinazione e fiducia nella vittoria: dobbiamo "portare questa guerra ad una conclusione vittoriosa - ha detto - noi stiamo attraversando un lungo processo, ed il messaggio che mandiamo nel mezzo della tempesta è chiaro: la nostra causa è giusta, la nostra determinazione ferma".

Nel discorso forse più difficile dall'inizio della sua presidenza, Obama si è rivolto direttamente alla platea di cadetti dell'Accademia che ha visto 73 caduti tra i suoi ufficiali dall'11 settembre ad oggi: "lo so che questa decisione è particolarmente onerosa per voi, i militari che, insieme alle vostre famiglie, avete già portato il carico più pesante". Ma, ha anche assicurato, l'Afghanistan non è un "altro Vietnam" e chi lo afferma opera una "lettura sbagliata" della storia.

Obama ha ricordato che "questa non è solo una guerra dell'America" in un messaggio rivolto in primis al governo di Kabul, ma anche al Pakistan e agli alleati della Nato. A quest'ultimi Obama ha ripetuto in pubblico la richiesta già fatta in privato, rinforzi per almeno 5mila unità da affiancarsi a quelli da lui decisi. "Dobbiamo unirci per mettere fine a questa guerra con successo - ha detto - perché in gioco non è solo la credibilità della Nato, ma la sicurezza dei nostri alleati e la sicurezza comune del mondo".

Ma il messaggio di maggior vigore è stato diretto al governo afghano, ed al presidente Hamid Karzai. "Così come abbiamo fatto in Iraq, noi effettueremo il trasferimento di responsabilità tenendo conto della situazione sul terreno - ha detto il presidente - ma dovrà essere molto chiaro al governo afghano, e principalmente al popolo afghano, che avranno loro la responsabilità per il loro paese".

Infine il messaggio al Pakistan, al governo impegnato in una guerra sempre più aperta ai Talebani nelle aree tribali le cui sorti fanno parte della soluzione del conflitto nella regione, "epicentro della violenza estremista di al Qaeda". Obama si è impegnato a rafforzare la relazione con Islamabad per combattere "il comune nemico".

Parlando ai giornalisti nel quartier generale della Nato, il generale Stanley McChrystal, il comandante in capo in Afghanistan, ha messo paletti precisi alle promesse di ritiro fatte dal presidente. "Ci vorranno almeno 4 anni, secondo i nostri calcoli, per avere una forza di 400mila uomini - ha detto oggi il generale McChrystal - e noi lavoreremo per migliorare la sicurezza dell'Afghanistan ed attuare il trasferimento nel modo più rapido permesso dalle condizioni sul terreno".

Anche dalla Casa Bianca, comunque, subito dopo il discorso di Obama, è stato spiegato ai giornalisti che parlare dell'avvio del ritiro nel luglio 2011 non significa che tutti torneranno a casa. "Abbiamo un impegno più a lungo termine dell'addestramento delle forze di sicurezza afghane - hanno spiegato funzionari dell'amministrazione - ed ancora più a lungo termine è l'impegno civile".

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