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Libia, Monsignor Mennini: "Santa Sede chiederà agli Stati lo stop delle armi"

Monsignor Antonio MenniniMonsignor Antonio Mennini
ultimo aggiornamento: 28 marzo, ore 19:18
Roma - (Adnkronos) - Il Nunzio Apostolico in Gran Bretagna rivela il ruolo del Vaticano alla Conferenza Internazonale sulla Libia in programma domani a Londra. E chiede di "garantire i soccorsi umanitari alla popolazione" e aiutare il popolo di Tripoli ad andare "verso la pace"


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Roma, 28 mar. (Adnkronos) - "Il ruolo della Santa Sede all'importante riunione di domani sarà soprattutto quello di coadiuvare gli Stati e organismi partecipanti a fare di tutto per sostenere il più debole segno di apertura e di volontà di riconciliazione tra le Parti per arrivare, nel più breve tempo possibile alla sospensione dell'uso delle armi". Così Monsignor Antonio Mennini, Nunzio Apostolico in Gran Bretagna, parla all'ADNKRONOS della Conferenza Internazionale sulla Libia, in programma domani a Londra, alla quale parteciperà in rappresentanza della Santa Sede, con ruolo di Paese osservatore. Un compito, quello della Santa Sede, importante "alla luce dell'appello rivolto ieri da Papa Benedetto XVI" che ha chiesto "l'immediato avvio di un dialogo che sospenda l'uso delle armi".

L'auspicio per una riconciliazione delle parti e la sospensione dell'uso delle armi che sarà "soprattutto a vantaggio delle popolazioni civili, dell'una e dell'altra parte - prosegue Monsignor Mennini - per salvaguardarne l'incolumitàe la sicurezza e per garantire loro l'accesso ai soccorsi umanitari". "Non a caso - sottolinea - la presenza della Santa Sede, al pari di altre Istituzioni internazionali, e' prevista nelle riunioni relative all'identificazione di modalità atte a sostenere ed aiutare la popolazione libica: aiuti, soccorsi, piani di riabilitazione. Decisioni ed atti che dovranno avere come destinatari tutti i libici, prescindendo da appartenenze politiche, ideologiche ed etniche e religiose".

"Questo per l'immediato", precisa Monsignor Mennini. "Subito dopo, la Comunità internazionale, a iniziare dai Paesi membri della Coalizione, non potrà sottrarsi all'imperativo di offrire il proprio contributo al popolo libico nel disegnare una 'road map', il più possibile operativa, che conduca le parti in lotta ad aprire un dialogo aperto e costruttivo per conseguire una pace durevole e giusta con tappe e appuntamenti anche di natura politica (consultazioni, formazione di un Governo di unita' nazionale etc.)". "Una pace - dice ancora il Nunzio apostolico - che significhi pure il superamento del clima di odio e di inimicizia, a livello di persone e di gruppi, incoraggiando tutti sul cammino, oggi arduo ma sempre imprescindibile, del perdono vicendevole. In questo campo - conclude - credo che la Chiesa Cattolica in Libia potrà fare molto per ricreare uno spirito di confronto costruttivo e più sereno".


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