Libia nel caos a poche ore dall'elezione del primo ministro
(Xinhua)
ultimo aggiornamento: 12 settembre, ore 16:15
Tripoli - (Aki) - L'Assemblea Nazionale dovrà scegliere tra otto candidati, tra i quali è incluso Jibril, che ha guidato il Consiglio di Transizione nei primi mesi del post-Gheddafi. Tra gli islamisti spicca il nome di Awadh al-Barassi, attuale ministro dell'Elettricità
Tripoli, 12 set. (Aki) - La Libia è nel caos a poche ore dall'elezione del nuovo primo ministro da parte dell'Assemblea Nazionale. Ieri sera è stato assaltato e dato alle fiamme il consolato americano a Bengasi ed è rimasto ucciso l'ambasciatore Usa Chris Stevens, insieme ad altre tre persone. Esponenti di una milizia islamica, radunatisi di fronte al consolato, lo hanno preso di mira con razzi e dato alle fiamme.
Il motivo sarebbe l'indignazione per un film offensivo nei confronti di Maometto e prodotto negli Stati Uniti. Le autorità libiche hanno disposto lo stato d'allerta per le forze di polizia del Paese, che a Tripoli sono state già dispiegate in vista dell'elezione del Primo ministro.
Walis al-Sharif, sottosegretario agli Interni, ha paventato la possibilità che nell'attacco di Bengasi siano coinvolti i sostenitori dell'ex leader Muammar Gheddafi, i quali sarebbero in collera per l'arresto di Abdullah al-Senussi, ex capo dell'intelligence libica ai tempi del dittatore ed estradato in Libia la scorsa settimana dalle autorità mauritane.
Una terza ipotesi potrebbe essere quella legata al gruppo Ansar al-Sharia, che secondo la Cbs ha rivendicato l'attentato motivando il gesto con una vendetta per l'uccisione da parte degli Usa di Abu Yahya al-Libi, cittadino libico e numero due di Al-Qaeda.
In questo quadro, le elezioni assumono un significato ancor più importante, poiché l'esigenza di restaurare l'ordine nei prossimi diciotto mesi è divenuta più urgente.
L'Assemblea Nazionale dovrà scegliere tra otto candidati, tra i quali è incluso Mahmoud Jibril, che ha guidato il Consiglio di Transizione nei primi mesi del post-Gheddafi e che può contare su una discreta maggioranza in Parlamento, ottenuta dopo la vittoria alle elezioni parlamentari di luglio. Tra gli islamisti spicca il nome di Awadh al-Barassi, attuale ministro dell'Elettricità.
Non c'è dubbio che al centro dell'agenda di ognuno dei candidati ci sarà il tema della sicurezza. Gli aspiranti primi ministri che hanno partecipato ad alcune trasmissioni televisive di questi giorni hanno risposto alle domande presentando i loro programmi, i cui temi più rilevanti sono, sul fronte socio-economico, l'eliminazione di sussidi al cibo e al carburante, l'aumento dei salari e l'accessibilità del mercato immobiliare.
Sul fronte della sicurezza, ciò che è accaduto ieri sera dimostra che la formazione di un esercito nazionale e di una forza di polizia, insieme alla gestione della sicurezza al confine, sono aspetti imprescindibili del processo di ristabilimento dell'ordine nel Paese.
Un ulteriore tema affrontato in campagna elettorale è quello della riconciliazione nazionale, che comprende anche la vicenda legata all'estradizione di al-Senussi e il suo trattamento futuro. Riemergere del jihadismo armato, riconciliazione nazionale, rilancio dell'economia, rafforzamento della sicurezza: saranno queste le principali preoccupazioni del nuovo primo ministro libico.
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