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''La gente vuole sapere che fine fanno gli introiti del petrolio''

Libia, principe Idris: ''Gheddafi assecondi popolo o il Paese finirà in fiamme''

(Xinhua)  (Xinhua)
ultimo aggiornamento: 16 febbraio, ore 12:56
Roma - (Adnkronos/Aki) - Il nipote dell'ultimo re libico deposto nel 1969 proprio dal raìs: ''Sono pronto a tornare in patria al momento giusto una volta che sarà avviato il cambiamento". Scontri a Bengasi, domani la marcia convocata tramite Facebook e Twitter


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Roma, 16 feb. (Adnkronos/Aki) - Il leader libico Muammar "Gheddafi si comporti con intelligenza e avvii lui stesso il cambiamento, cominci subito ad attuare le riforme, eviti lo spargimento di sangue". E' l'appello che il principe Idris al-Senussi, nipote dell'ultimo re di Libia, di cui porta il nome, rivolge al colonnello Gheddafi, in vista della 'giornata della collera' proclamata per domani sulla scia delle rivolte in Egitto e Tunisia.

In un'intervista ad AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL, al-Senussi, il cui avo fu deposto nel 1969 proprio da Gheddafi, si dice pronto a "tornare in Libia al momento giusto, per dare un contributo al Paese, una volta che sarà avviato il cambiamento". Già questa mattina, in vista della marcia convocata per domani tramite Facebook e Twitter, a Bengasi si sono registati violenti scontri tra la polizia e alcuni gruppi di manifestanti, in cui almeno 14 persone sono rimaste ferite.

"La Libia è un Paese ricco, che paradossalmente si confronta con una povertà estrema - dice il principe Idris - ci sono disoccupazione e corruzione dilaganti, una sanità allo sfascio. Gheddafi, che senza dubbio è un leader intelligente, deve rendersi conto che questa situazione non può durare a lungo, che anche se riuscirà a reprimere la manifestazione del 17, ne seguiranno altre e altre ancora", come al Cairo e a Tunisi, dove le piazze si sono svuotate solo dopo la caduta del regime.

La rabbia dei giovani libici, secondo al-Senussi, che oggi vive tra Roma e Washington, è giustificata dal fatto che in Libia "non c'è una costituzione, non si sa cosa ci sarà dopo Gheddafi, chi prenderà il suo posto, in base a quali regole sarà gestito il passaggio dei poteri". Inoltre, "la gente non manifesta necessariamente perché Gheddafi vada via, ma vuole regole chiare e vuole un cambiamento - aggiunge - e vuole anche sapere che fine fanno gli introiti del petrolio, chiede che siano distribuiti tra tutta la popolazione, che non vadano solo una cerchia ristretta".

Sulle proteste che in Libia potrebbero riproporre gli scenari già visti in Egitto e in precedenza in Tunisia, l'erede di re Idris dice di non temere la reazione dei militari, "che sicuramente faranno come al Cairo, dove hanno difeso la gente, non l'hanno attaccata", quanto piuttosto "certe milizie violente, alcune collegate ai figli di Gheddafi".


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