News > Esteri > M.O., nel 'giorno della rabbia' scontri fra palestinesi e polizia. Crisi Israele-Usa
Impedito per il quinto giorno consecutivo l'accesso dei musulmani al Monte del Tempio
M.O., nel 'giorno della rabbia' scontri fra palestinesi e polizia. Crisi Israele-Usa
ultimo aggiornamento: 16 marzo, ore 12:44
Gerusalemme - (Adnkronos/Aki/Ign) - Alta tensione a Gerusalemme Est contro l'inaugurazione di una sinagoga. Il governo israeliano conferma la decisione di costruire nuove colonie, l'inviato di Washington, George Mitchell, cancella la visita nel Paese
Gerusalemme, 16 mar. (Adnkronos/Aki/Ign) - Scontri oggi a Gerusalemme est tra palestinesi e militari israeliani durante le proteste nel "giorno della rabbia", indetto da Hamas e le altre organizzazioni islamiche per protestare contro l'inaugurazione della sinagoga Hurva, avvenuta ieri nella citta' vecchia di Gerusalemme, contestata dagli arabi perche' troppo vicino alla moschea di al-Aqsa.
Gli agenti israeliani hanno risposto con lacrimogeni e pallottole di gomma al lancio di pietre dei militanti palestinesi che hanno anche dato fuoco a copertoni. Una quarantina di palestinesi sono stati ricoverati per piccole ferite, riporta il sito di Haaretz che parla anche di sette militanti arrestati.
"Chiediamo ai palestinesi di considerare martedi' come un giorno di rabbia contro la politiche dell'occupazione israeliana contro la moschea di al Aqsa" ha dichiarato Hamas. Anche Fatah, la fazione rivale che controlla la Cisgiordania, ha criticato il restauro dell'antica sinagoga, distrutta dai giordani nel 1948 e posta a soli 400 metri dalla moschea di al Aqsa. Da venerdi' scorso, in vista della cerimonia di inaugurazione della sinagoga che si e' svolta ieri e dopo gli scontri di dieci giorni fa, e' in vigore il divieto per i palestinesi di recarsi sulla Spianata del Tempio.
Ad accrescere le tensioni poi, la decisione del governo israeliano, duramente criticata da Usa ed Europa, di procedere alla costruzione di nuovi insediamenti.
L'inviato speciale degli Stati Uniti per il Medioriente George Mitchell ha deciso di rinviare la sua visita nella regione. Lo ha fatto sapere oggi l'ambasciata americana in Israele all'ufficio presidenziale. Rinviato, quindi, l'incontro che il rappresentante di Obama doveva avere con il presidente israeliano Shimon Peres. A seguire, era in programma l'incontro con il premier Benjamin Netanyahu.
L'amministrazione Obama per il momento preferisce non acuire lo scontro con il suo storico alleato. L'ambasciata Usa infatti assicura che il rinvio della visita di Mitchell non dipende dalla crisi con Israele per i nuovi insediamenti.
Fonti dell'ambasciata americana hanno detto che l'inviato della Casa Bianca ha rinviato la sua visita per ''ragioni logistiche'' e che questa avverra' dopo il meeting del Quartetto per il Medioriente (tra Usa, Onu, Ue e Russia) previsto a Mosca giovedi'.
Mitchell ha in programma consultazioni oggi a Washington e per questo non puo' essere a Gerusalemme in serata, hanno riferito fonti al quotidiano The Jerusalem Post.
Resta confermato per oggi il vertice tra il vice presidente americano Joe Biden e il segretario di Stato Hillary Clinton per discutere la crisi tra la Casa Bianca e Israele per la decisione di quest'ultimo di costruire nuove 1600 abitazioni a Gerusalemme Est.
articoli correlati
tutte le notizie di Esteri
| Nekama ha scritto (16/03/2010 - ore 10:42) | segnala un abuso |
| La sinagoga di Hurva fu distrutta più volte dagli arabi, l'ultima volta nel 1948 dai giordani che occuparono Gerusalemme nel silenzio della comunità internazionale. Questo non lo scrive nessuno... altro che colonie, i giordani fecero orinatoi delle tombe ebraiche e una discarica davanti al Muro del Pianto. Gerusalemme è la capitale di Israele, che consente il culto a tutte le religioni, cosa mai vista in medio oriente. | |
| Ernesto Guevara ha scritto (16/03/2010 - ore 11:08) | segnala un abuso |
| Nekama, è tanto che leggo i tuoi post...ti dico solo: vai a Gerusalemme e vedi come vivono i palestinesi...poi torna e vediamo se riscrivi la stessa cosa! | |
| Nekama ha scritto (16/03/2010 - ore 12:00) | segnala un abuso |
| io ci sono stato, tu ne dubito molto. Vivono sicuramente meglio di quelli nei campi profughi dei loro fratelli arabi... come in Libano, dove i palestinesi nei campi sono ridotti in stato di apartheid. A Gerusalemme est hanno assistenza sanitaria, istruzione e previdenza come a Gerusalemme ovest. Aggiungo che nessuno paga le tasse comunali e che quindi a volte rimangono senza acqua o elettricità, cosa che succederebbe anche a te nella tua città. Non è che potete raccontare menzogne sempre e comunque, informatevi bene prima di parlare e non solo sui siti o media pro palestinesi. Quelli di menzogne ci vivono, come il caso Jenin o Al Doura. | |
| Oscar ha scritto (22/03/2010 - ore 11:34) | segnala un abuso |
| Ernesto, a questo punto stiamo tutti aspettando la tua risposta a Nekama... | |
| cortodicarta ha scritto (22/03/2010 - ore 19:12) | segnala un abuso |
| Sono stato con la papa Giovanni nelle terre palestinesi in Cisgiordania. portiamo avanti il progetto colomba che lì consiste nel garantire che i bambini palestinesi possano andare a scuola scortati senza essere attaccati dai coloni. proprio l'altro giorno sono stati aggrediti i miei compagni che, per regole interne, non possono assolutamente reagire. la situazione laggiù è assurda e i coloni non fanno altro che far crescere la tensione, per questo Hamas è così forte. | |
| Nekama ha scritto (25/03/2010 - ore 19:01) | segnala un abuso |
| cortodicarta se è per quello anche i "coloni" sono aggrediti dai "pacifici" palestinesi. Il problema è un altro, è che per ignoranza o per malafede, tanti ignorano che gli insediamenti in Giudea e Samaria (regioni ebraiche) non sono per NIENTE illegali. La comunità internazionale può dire quello che vuole, ma fa finta di niente sugli accordi che vi furono prima del 1948, dove si concesse agli ebrei di insediarsi nelle sue regioni storiche. Piuttosto il papa di allora o quello di adesso dovrebbe chiedere in giro chi è che perseguita i cristiani a gaza e in giudea e samaria... | |
| cortodicarta ha scritto (26/03/2010 - ore 20:09) | segnala un abuso |
| Sarà un caso che tutte le nuove colonie sorgono attorno alle città arabe principali, che tutte le strade più importanti sono impraticabili per le macchine, che la gente deve stare senza motivo ferma per ore ai posti di controllo dell'esercito israeliano. Io non voglio dire che i palestinesi non abbiano colpe, ma se vivessi anch'io in quelle condizioni forse ci farei un pensiero su come farmi saltare in aria. p.s. ogni volta che sono andato in Israele, da cristiano, i più grossi problemi li ho avuti con i coloni e gli israeliani e non con i musulmani. | |
|
|
|




















