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Ma "la porta della diplomazia resta aperta"

Nucleare, Usa frenano ogni ottimismo: "Lontani da un accordo con Teheran''

Robert Gates (Foto Xinhua)  Robert Gates (Foto Xinhua)
ultimo aggiornamento: 06 febbraio, ore 19:05
Monaco (Adnkronos) - Il ministro americano della Difesa Gates sul programma nucleare dell'Iran: "Nessuna rassicurazione sulla sua volontà di rispettare il Trattato di non proliferazione". Il Consigliere americano per la Sicurezza Nazionale Jones: "Teheran si deve assumere le sue responsabilità". Berlusconi contro Ahmadinejad: "Ricorda uomini nefasti". Il leader dell'opposizione Mousavi: "In Iran intatte radici dittatura"
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Monaco, 6 feb. (Adnkronos) - Si è mostrato scettico il ministro americano della Difesa Robert Gates (nella foto) sulla possibilità di un prossimo accordo fra l'Iran e l'Occidente. "Non ho l'impressione che siamo vicini ad un accordo", ha dichiarato oggi ai giornalisti ad Ankara. Secondo il capo del Pentagono, l'Iran "non ha fatto nulla per rassicurare la comunità internazionale della sua volontà di rispettare il Trattato di non proliferazione o metter fine ai progressi verso un'arma nucleare". Per questo, ha aggiunto, "penso che diversi Paesi debbano mettersi a pensare se non sia venuto il momento d'imboccare un'altra strada".

Dal canto suo il Consigliere americano per la Sicurezza Nazionale James Jones ha minacciato nuove sanzioni pur ribadendo che "la porta per la diplomazia con l'Iran rimane aperta" . "Teheran deve far fronte alle sue responsabilità o "affrontare sanzioni più forti e un'accresciuto isolamento", ha dichiarato. Dal podio della conferenza di Monaco sulla sicurezza Jones ha anche avvertito che la "sconcertante sfida iraniana ci obbliga a lavorare assieme come alleati e partner su un secondo binario di crescenti pressioni". "Noi facciamo esattamente quello che diciamo di voler fare - ha aggiunto - Non vediamo nessuna indicazione che Teheran voglia farlo". Secondo il generale americano, "non vi è al momento più grave preoccupazione per la nostra sicurezza collettiva" del rischio di una corsa agli armamenti in Medio Oriente e di una maggiore proliferazione nucleare nel mondo.

Ieri il ministro degli Esteri Manuchehr Mottaki aveva dichiarato di a ver avuto "colloqui molto buoni" con il capo dell'Agenzia Internazionale per l'energia atomica (Aiea) Yukiya Amano e si era detto ottimista su un prossimo accordo sull'arricchimento dell'uranio iraniano all'estero. "Ho avuto un incontro molto buono con Amano, il direttore generale dell'Aiea.. abbiamo avuto uno scambio di vedute sulla proposta sul tavolo e ho cercato di spiegare il punto di vista iraniano", ha detto Mottaki, parlando con i giornalisti a margine della conferenza di Monaco. Durante il colloquio, ha aggiunto, si è parlato di mutua cooperazione e della necessità che ogni accordo sia propriamente monitorato a livello internazionale.

Sulla questione è intervenuto anche il ministro tedesco degli Esteri Guido Westerwelle per il quale ogni passo iraniano per l'arricchimento di combustibile nucleare sarebbe "un buon punto di partenza" . Berlino "continua a tendere la mano" a Teheran, ha dichiarato oggi Westerwelle che tuttavia avverte: un eventuale accordo sul combustibile nucleare non risolverebbe definitivamente la questione perché "non sostituirebbe negoziati per garantire il carattere civile del programma nucleare iraniano. Per noi un Iran dotato di armi nucleari resta inaccettabile".

Mottaki si trova a Monaco per l'annuale conferenza internazionale che da 46 anni riunisce in Baviera alti esponenti della diplomazia e la sicurezza. In un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano Sueddeutsche Zeitung, i cui contenuti erano stati anticipati ieri sera, il ministro iraniano ha segnalato la disponibilità a giungere ad un accordo, ma senza accettare tutti i termini presenti nella proposta presentata in ottobre dall'Aiea, l'Agenzia internazionale per l'energia atomica.

L'accordo prevede che l'Iran mandi uranio a bassa intensità in Francia e Russia perché sia arricchito e poi utilizzato in un reattore a Teheran per la ricerca medica. La proposta Aiea è stata accettata dai paesi occidentali, che la considerano non ulteriormente negoziabile, ma Teheran non ha ancora dato una risposta definitiva. "Pensiamo che questo processo ci permetterebbe di entrare in una nuova fase di fiducia. Abbiamo segnalato il nostro consenso ai più alti livelli, attraverso il nostro presidente, e questo è un punto importante", ha detto Mottaki al quotidiano tedesco, aggiungendo tuttavia che l'Iran non può accettare i termini imposti dall'Aiea che prevedono il ritorno dell'uranio arricchito un anno dopo il suo invio all'estero. Il ministro si è detto fiducioso di un accordo: "Il punto più importante - ha affermato - è la volontà politica di scambiare il carburante... è importante che le due parti s'impegnino in misure per la costruzione della fiducia. Abbiamo la sensazione che stia accadendo".

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