News > Esteri > Nyt: ''Il Vaticano coprì un prete pedofilo''. L'Osservatore insorge: ''Accuse ignobili''.
La rivelazione del New York Times
(Adnkronos)
Nyt: ''Il Vaticano coprì un prete pedofilo''. L'Osservatore insorge: ''Accuse ignobili''.
(Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 25 marzo, ore 18:16
New York - (Adnkronos/Ign) - Il caso riguarda un prete americano che lavorò in una nota scuola del Wisconsin per bambini sordi tra il 1950 ed il 1974. La vicenda fu segnalata nel 1996 all'attuale Papa Ratzinger e al cardinale Bertone. Padre Lombardi: "Era anziano e malato". Schifani: "Inaccettabile ogni tentativo di delegittimazione". Protesta in Piazza san Pietro di alcune vittime. Il Pontefice: ''Avete sofferto, vi esprimo la nostra vergogna''
New York, 25 mar. - (Adnkronos/Ign) - Nuovo capitolo della vicenda sullo scandalo dei preti pedofili. Alti esponenti del Vaticano, tra cui il futuro Papa Benedetto XVI mancarono di prendere provvedimenti nei confronti di un prete accusato di aver molestato 200 bambini sordi, malgrado tra l'altro il fatto che diversi vescovi americani li avessero ripetutamente avvertiti delle conseguenze per la chiesa di un mancato intervento. A scriverlo è oggi il 'New York Times' in un articolo che apre la sua edizione online.
Il caso riguarda un prete americano, Lawrence C. Murphy che lavorò in una nota scuola del Wisconsin per bambini sordi tra il 1950 ed il 1974. Nel 1996, il cardinale Ratzinger - che tra il 1981 ed il 2005 fu a capo della Congregazione per la dottrina della fede - non rispose a due lettere riguardanti il caso del reverendo inviategli da Rembert G. Weakland, arcivescovo di Milwaukee.
Otto mesi più tardi, l'attuale segretario di stato Vaticano, all'epoca vice di Ratzinger Cardinale Tarcisio Bertone, diede istruzioni ai vescovi del Wisconsin perché avviassero un processo canonico segreto che avrebbe potuto portare all'allontanamento di padre Murphy.
Ma lo stesso cardinale fermò il processo dopo che padre Murphy scrisse personalmente al cardinale Ratzinger chiedendo di non essere sottoposto a processo perché già pentito e perché le sue condizioni di salute non erano buone. "Voglio solo vivere il tempo che mi resta nella dignità del mio sacerdozio", scrisse al cardinale Ratzinger alla fine della sua vita. "Le chiedo la sua gentile assistenza in questa vicenda". Il file non contiene risposta del cardinale Ratzinger. Ma secondo quanto si legge, padre Murphy non ricevette mai alcuna punizione o sanzione e fu trasferito in segreto in alcune parrocchie e scuole cattoliche, prima di morire nel 1998.
Il New York Times, si legge sul sito, ha ottenuto i documenti in questione, da Jeff Anderson e Mike Finnegan, legali di cinque persone che hanno aperto quattro procedimenti legali contro l'arcidiocesi di Milwaukee. I documenti includono tra l'altro le lettere tra i vescovi e il Vaticano. Tale corrispondenza interna, scrive il quotidiano, mostra che la priorità era, a quel tempo, quella di proteggere la chiesa dallo scandalo.
La decisione di non prendere provvedimenti contro Padre Murphy è legata al fatto che il reverendo era anziano e in cattive condizioni di salute e che nessuna altra accusa era stata mossa a suo carico nei venti anni precedenti, ha commentato Padre Lombrardi, portavoce Vaticano. "Il tragico caso di padre Lawrence Murphy, prete dell'arcidiocesi di Milwaukee, ha coinvolto vittime particolarmente vulnerabili che hanno sofferto terribilmente per ciò che ha fatto. Abusando sessualmente di bambini con deficit dell'udito, Padre Murphy ha violato la legge e la sacra fiducia che le sue vittime avevano riposto in lui. A metà degli anni Settanta, alcune delle vittime di Padre Murphy riferirono degli abusi subiti alle autorità civili, che indagarono. Tuttavia, stando a notizie di stampa quell'inchiesta fu lasciata cadere. La Congregazione per la dottrina della fede non fu informata della questione se non circa venti anni più tardi". Padre Lombardi spiega infine che se il reverendo non fu privato del suo stato clericale è perchè "il diritto canonico non prevede in questi casi punizioni automatiche, ma raccomanda che venga condotto un giudizio non escludendo anche la maggiore pena ecclesiastica, la riduzione allo stato laicale''. Poi ha aggiunto che le norme ecclesiali non hanno ''mai proibito la denuncia degli abusi sui minori alle autorità giudiziarie''.
Sulla stessa linea l'Osservatore romano che in un intervento pubblicato in prima pagina tuona: non c'è stato nessun insabbiamento da parte delle autorità vaticane. ''Trasparenza, fermezza e severità - si afferma - nel fare luce sui diversi casi di abusi sessuali commessi da sacerdoti e religiosi: sono questi i criteri che Benedetto XVI con costanza e serenità sta indicando a tutta la Chiesa''. ''Un modo di operare -si legge- coerente con la sua storia personale e con l'ultraventennale attività come prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, che evidentemente è temuto da chi non vuole che si affermi la verità e da chi preferirebbe poter strumentalizzare, senza alcun fondamento nei fatti, episodi orribili e vicende dolorose risalenti in alcuni casi a decine di anni fa''.
Interviene anche il presidente del Senato Renato Schifani. "E' inaccettabile il tentativo di offuscare un patrimonio morale - dice Schifani parlando ai giovani in un incontro sulla Costituzione a palazzo Giustiniani -, di tradizioni, di cultura e di azioni meritorie, come quello della Chiesa, con lo strumento della delegittimazione che non distingue quello che c'è di buono e giusto dalle singole condotte, anche le più odiose che infatti sono state condannate con fermezza e con la massima autorevolezza".
Intanto proprio sul caso Murphy, questa mattina alcune vittime di abusi sessuali avvenuti negli Stati Uniti, appartenenti all'organizzazione Snap (Survivors network of those abused by priests) hanno protestato in Piazza San Pietro contro Benedetto XVI ricordando il ruolo che ebbe in qualità di Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede nella copertura degli abusi compiuti dal sacerdote. ''Benedetto XVI, quando era Capo della congregazione per la dottrina della fede - si leggeva su uno dei cartelli esposti - ha ignorato ripetute richieste provenienti da parte di tre vescovi di rimuovere dal sacerdozio il molestatore seriale Lawrence Murphy''.
''Proteggi i bambini'' recitava un altro cartello questa volta in italiano. I rappresentanti dell'organizzazione americana delle vittime hanno ripetuto le loro accuse rivolte all'allora cardinale Ratzinger e alla dottrina per la fede di fronte alle telecamere di televisioni di tutto il mondo.
articoli correlati
tutte le notizie di Esteri



















