Obama: "Non ho ceduto a compromessi al ribasso per la riforma della sanità"
Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama
ultimo aggiornamento: 22 dicembre, ore 21:48
Washington - (Adnkronos) - In un'intervista in esclusiva al Washington Post - Adnkronos il presidente degli Stati Uniti replica ai critici: "Il testo che verrà messo ai voti rispetta ogni singolo criterio di riforma che io avevo chiesto per questa legge". Nei giorni scorsi era stato raggiunto un compromesso al Senato
Washington, 22 dic. (Adnkronos) - Barack Obama risponde ai critici che l'accusano di aver ceduto a compromessi al ribasso pur di far passare la riforma sanitaria. In un'intervista esclusiva al Washington Post il presidente afferma che "non c'e' mai stato un gap piu' grande tra la sensazione di un compromesso e l'effettiva presenza di un compromesso di quanto c'e' stato per la riforma sanitaria".
Il testo che verra' messo ai voti, si prevede propria la sera della vigilia di Natale, rispetta "ogni singolo criterio di riforma che io avevo chiesto per questa legge", ha detto ancora il presidente al giornalista del quotidiano di Washington. Per questo, ha aggiunto in un chiaro attacco ai tanti, anche tra le file dei democratici come l'ex presidente del partito Howard Dean, che parlano di una riforma debole, Obama rivendica il fatto di "essere entusiasta di quello che abbiamo ottenuto".
Il testo del Senato, ha spiegato ancora, rispecchia il "95%" di quello che aveva promesso durante la campagna elettore del 2008 parlando della riforma sanitaria. E, per prima cosa, Obama cita i 30 milioni di americani ora senza assistenza sanitaria che, in base alla riforma, avranno un'assicurazione. Poi il risparmio per il budget federale di oltre mille miliardi di dollari nei prossimi 20 anni. E "una legge per la difesa dei pazienti rafforzata con gli steroidi", come il presidente definisce tutte le misure tese ad impedire tutte le pratiche vessatorie finora applicate dalle assicurazioni, come il divieto di negare l'assicurazione a pazienti con patologie gravi.
Per quanto riguarda poi la public option, l'ente assicurativo pubblico che e' inserito nel testo approvato alla Camera ma non in quello che andra' ai voti al Senato, Obama afferma di "non aver fatto promesse in proposito durante la campagna elettorale". E riconosce che la creazione di un ente pubblico in grado di offrire polizze a buon mercato, e fare quindi concorrenza ai privati, era "diventata fonte di una lotta ideologica tra destra e sinistra".
Ma anche con la sua abolizione, "noi non riteniamo che siano stati fatti compromessi sugli elementi chiave per aiutare gli americani" ha detto ancora Obama: "queste leggi hanno esattamente quello che io desideravo ?certo che no - ha continuato - ma hanno le cose necessarie per ridurre i costi per imprese, famiglie e governo".
Nell'intervista Obama ha parlato anche delle crisi finanziaria che ha costretto "a prendere una serie di decisioni che nel 2007, all'inizio della mia campagna elettorale, non erano in cima alla mia agenda" e della riforma energetica, con la legge per il taglio delle emissioni. "Credo che senza dubbio la legge energetica sara' difficile - ha riconosciuto -. ma sono fiducioso nel afftto che potro' far capire agli americani che dobbiamo essere leader nell'energia pulita".
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