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Appello al Myanmar: ''Liberate Aung San Suu Kyi''

Obama: ''Non vogliamo 'contenere' la Cina, la sua crescita è fonte di forza per tutti''

Barack Obama (Xinhua)  Barack Obama (Xinhua)
ultimo aggiornamento: 14 novembre, ore 16:32
Tokyo - (Adnkronos) - Il presidente Usa a Tokyo: ''Vogliamo perseguire una cooperazione pragmatica , il futuro della nostra economia è legato a quello dell'Asia''. Poi ha lanciato un appello alla Corea del Nord: ''Le minacce non ci spaventano, torni al tavolo dei colloqui''. Processo alla mente dell'11/9 a New York, la Procura chiederà la pena di morte
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Tokyo, 14 nov. (Adnkronos) - Il futuro dell'economia americana dipende mai come ora dall'Asia e la crescita della Cina, che rafforza l'intera comunità internazionale, non avverrà a spese dei vicini, non vogliamo 'contenere' Pechino, con cui lavoriamo a una "cooperazione pragmatica". Sono i concetti chiave espressi dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama in un discorso pronunciato a Tokyo, dove ieri ha incontrato il premier Yukio Hatoyama e dove oggi è stato ricevuto dall'imperatore Akihito e dall'imperatrice Michiko, ultimo appuntamento della sua missione giapponese.

"Io sono un presidente americano nato alle Hawaii e vissuto da ragazzo in Indonesia - ha esordito Obama - Per questo il Pacific Rim ha contribuito a forgiare la mia visione del mondo". "Le fortune dell'America e quelle dell'Asia del Pacifico sono legate mai come ora in modo stretto. E' per questo che io voglio che ogni americano sappia - ha aggiunto Obama, che si è definito il "primo presidente del Pacifico" - quello che c'è in gioco nel futuro di questa regione, perché quello che accade qui ha un effetto diretto sulle nostre vite in patria".

E nella regione un ruolo sempre più dominante lo ha la Cina, con cui gli Stati Uniti vogliono "perseguire una cooperazione pragmatica sui temi di interesse reciproco". "Gli Stati Uniti - ha assicurato Obama, che nei prossimi giorni sarà a Pechino - non intendono contenere la Cina, né ritengono che una più profonda relazione bilaterale con la Cina equivalga a un indebolimento delle nostre alleanze bilaterali. Al contrario, la crescita di una Cina forte e prospera può essere una fonte di forza per la comunità delle nazioni".

Il presidente americano ha poi ammesso che Washington e Pechino "non sono d'accordo su ogni tema" - il riferimento è alla libertà religiosa e ai diritti umani - ma i due Paesi devono comunque proseguire la loro cooperazione "in uno spirito di partnership piuttosto che di rancore. Coltivare sfere di di cooperazione, non sfere di influenza in competizione, porterà al progresso nell'Asia del Pacifico".

Parlando poi della collaborazione economica con le potenze asiatiche, Obama ha ribadito come, per sostenere i timidi segnali di ripresa di queste settimane, siano necessari cambiamenti importanti nelle rispettive economie, con gli americani che devono imparare a risparmiare di più, a spendere di meno e ad aumentare le esportazioni, e con gli asiatici pronti a spendere di più per case e infrastrutture e ad accrescere i loro standard di vita.

"Abbiamo raggiunto uno di quei punti della curva economica rari nella storia in cui abbiamo l'opportunità di intraprendere un percorso diverso - ha sottolineato il presidente americano - Una delle lezioni importanti che questa recessione ci ha insegnato sono i limiti del dipendere essenzialmente dai consumatori americani e dal fare guidare la crescita alle esportazioni asiatiche".

Da Tokyo Obama ha lanciato un appello alla Corea del Nord perché torni al tavolo del negoziato sul programma nucleare e scelga tra "l'integrazione internazionale" o l'''isolamento che ha aumentato la terribile repressione del suo popolo". "Non ci faremo spaventare dalle minacce - ha assicurato, riferendosi anche a quanto successo quattro giorni fa nelle acque del mar Giallo, dove si è registrato uno scambio di colpi d'arma da fuoco tra unità della Marina nordcoreana e di quella sudcoreana - e continueremo a mandare un messaggio chiaro attraverso le nostre azioni e non solo le nostre parole: il rifiuto della Corea del Nord di rispettare i suoi obblighi internazionali porterà solo a una minore sicurezza, non maggiore".

Ancora, il presidente degli Stati Uniti ha rinnovato al regime di Pyongyang l'assicurazione di "un futuro diverso" di opportunità economiche, investimenti e rapporti commerciali per dare al popolo nordcoreano "l'opportunità di una vita migliore", ma a condizione che rinunci al suo programma nucleare.

Nel corso della sua visita a Tokyo, il presidente Usa ha anche chiesto il rilascio di Aung San Suu Kyi, sostenendo che la liberazione del premio Nobel per la pace è una precondizione a qualsiasi allentamento delle sanzioni contro il Myanmar. In un incontro con politici, imprenditori ed esponenti della società civile giapponese, Obama ha sottolineato la necessità di "passi chiari" verso la democrazia nel Paese asiatico, cui si è riferito chiamandolo con il vecchio nome di Birmania, tra cui la liberazione incondizionata di tutti i priginionieri politici e l'avvio di "un dialogo sincero" con l'opposizione e le minoranze sulla base di "una visione condivisa del futuro".

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