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Libia, attacco alle ambasciate Usa Obama: "Siamo pronti a reagire"

Proteste in Yemen contro il film 'blasfemo' (Xinhua)  Proteste in Yemen contro il film 'blasfemo' (Xinhua)
ultimo aggiornamento: 13 settembre, ore 21:49
Washington - (Adnkronos/Ign) - Il segretario di Stato americano Hillary Clinton si dissocia dal contenuto del filmato, definendolo "disgustoso e riprovevole". Scontri anche al Cairo e Sana'a. Morsi: "No a insulti contro Maometto". Ore di panico anche a Berlino. Casa Bianca dopo l'attacco a Bengasi: "Sarà fatta giustizia". L'intelligence Usa non aveva elementi per anticipare l'azione. Visita del Papa in Libano. La condanna del Vaticano. Chris Stevens, chi era. Così si presentava su YouTube (VIDEO). Dalle vignette ai film, le violenze provocate da opere su Maometto. Parla la protagonista del film della discordia: trama stravolta


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Washington, 13 set. - (Adnkronos/Ign) - L'America reagisce dopo l'uccisione del suo ambasciatore Chris Stevens e altri tre membri della missione diplomatica Usa di Bengasi, in Libia. Due cacciatorpedinieri militari americani sono in rotta verso le coste libiche ''come misura preventiva''. Lo ha reso noto una fonte militare citata dai media americani. ''Senza voler commentare movimenti specifici di navi, i militari americani adottano regolarmente misure di precauzione in alcune situazioni. Non è solo logico, è anche una scelta di prudenza'', ha aggiunto. Nelle ore precedenti, era stato annunciato anche il dispiegamento in Libia, a Tripoli, di un'unità di 50 marines addestrati per compiti anti terrorismo, dalla loro base di Rota, in Spagna.

"Gli Stati Uniti condannano il contenuto e il messaggio del video anti-Islam" ha detto a New York il segretario di Stato americano Hillary Clinton, che ha definito il filmato "disgustoso e riprovevole".

Il presidente americano Barack Obama, intanto, ha parlato al telefono con i leader di Libia ed Egitto. Al capo del Congresso nazionale libico Mohammed al-Magariaf Obama ha sollecitato ''la sicurezza del nostro personale in missione'' e ha chiesto di "lavorare insieme" per identificare gli autori dell'attacco a Bengasi e "portarli di fronte alla giustizia''.

Anche con il presidente egiziano Mohamed Morsi, Obama ha parlato di sicurezza ("l'Egitto segua il suo impegno a cooperare con gli Stati Uniti nel rendere sicure le sedi e il personale diplomatico americano'') aggiungendo poi che, pur respingendo ogni tentativo di denigrare l'islam, ''non c'è mai una giustificazione per la violenza contro gli innocenti''.

Durante un comizio in Colorado in serata Obama ha poi assicurato che "l'atto terroristico non resterà impunito". "Noi possiamo godere della nostra sicurezza e della nostra libertà anche grazie al loro sacrificio - ha aggiunto - e io non farò offuscare la luce dei valori che noi orgogliosamente rappresentiamo nel mondo".

Ma la protesta anti-Usa dilaga, in Egitto come in Yemen si registrano nuovi scontri e vittime. A scatenarla il film 'blasfemo' su Maometto 'The Innocence of Muslims' che Morsi, oggi al suo arrivo a Bruxelles, ha commentato con la stampa: "Diffama il Profeta" e "noi condanniamo fermamente ciò e ci opponiamo contro chi lancia tali slogan, provocazioni ed è dietro quest'odio". Comunque, "abbiamo rassicurato il presidente Usa Barack Obama che non saranno permessi (attacchi, ndr) contro le ambasciate presenti nei nostri territori".

In Egitto oggi sono rimaste ferite almeno 30 persone negli scontri tra dimostranti e forze di sicurezza vicino alla sede dell'ambasciata Usa al Cairo. Lo ha riferito la tv di Stato egiziana, citando i dati forniti dal ministero della Salute, secondo cui tra i feriti ci sono 16 manifestanti e 14 agenti della sicurezza. Un veicolo della polizia è stato dato alle fiamme dai manifestanti, contro i quali le forze di sicurezza hanno lanciato lacrimogeni. L'area nei pressi dell'ambasciata Usa al Cairo è stata teatro di scontri anche martedì sera, nelle stesse ore in cui veniva assaltato il consolato Usa a Bengasi.

Sotto assedio anche l'ambasciata americana a Sana'a. Lo ha riferito l'emittente 'al-Arabiya', secondo cui le forze di sicurezza hanno sparato lacrimogeni e colpi d'arma da fuoco per disperdere la folla di migliaia di manifestanti. Uno di loro sarebbe rimasto ucciso. Decine i feriti, hanno riferito alcuni testimoni citati dall'agenzia d'informazione 'Xinhua'.

"L'edificio principale dell'ambasciata Usa è ancora ben protetto dalle forze di sicurezza americane e yemenite, ma alcuni manifestanti sono riusciti ad arrampicarsi sulla mura esterne dell'edificio", ha dichiarato una fonte del ministero dell'Interno di Sana'a. "La situazione ora è sotto controllo e tutte le strade che portano all'ambasciata sono state chiuse", ha aggiunto.

Anche il parlamento giordano dice la sua contro il film 'blasfemo' su Maometto sostenendo che si tratta di un'opera "odiosa e offensiva nei confronti di tutti i musulmani". In una nota, i 120 deputati che compongono la Camera Bassa di Amman hanno sottolineato la loro "rabbia e forte condanna per questo insulto", respingendo ogni tentativo di insultare i simboli della religione.


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